Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Alessandro Malvasia Gabrielli (Bologna, 26 aprile 1748 - Ravenna, 12 settembre 1819) è stato un cardinale e uomo di Curia, precedentemente assessore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio del senatore conte Cesare Alberto Malvasia Gabrielli e della contessa Ginevra Gozzadini, apparteneva a una famiglia bolognese di origine mercantile e bancaria successivamente entrata nel patriziato cittadino. Nel 1771 cedette al fratello Giuseppe la propria parte del fidecommesso familiare in cambio di una rendita annua di 1.540 scudi.
Ricevette la tonsura a Bologna il 30 ottobre 1769 e proseguì quindi la propria formazione giuridica a Roma. Il 25 maggio 1770 conseguì alla Sapienza il dottorato in utroque iure.
Il 7 marzo 1771 fu nominato referendario delle Segnature e prestò il relativo giuramento. Fu inoltre ponente della Congregazione del Buon Governo. Il 22 marzo 1784 divenne uditore della Sacra Rota, incarico che lo inserì stabilmente nei vertici della magistratura pontificia.
Il 9 luglio 1800 entrò nella commissione istituita per il recupero dei beni ecclesiastici alienati o confiscati durante la Repubblica romana.
Il 23 febbraio 1801 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 4 marzo giurò come tale. Nello stesso giorno prestarono giuramento anche Angelo Cuccagni, suo segretario, e, in data non precisata, Olimpio Tavecchi, suo uditore.
Il 25 febbraio 1801 fu inoltre nominato consultore della Congregazione dei Riti.
Malvasia mantenne l'incarico di assessore del Sant'Uffizio per quindici anni. Durante la seconda occupazione francese di Roma, dal 1809 al 1814 soggiornò in varie città italiane lontano dalla capitale pontificia; con la Restaurazione riprese la propria attività curiale.
Pio VII lo creò cardinale nel concistoro dell'8 marzo 1816. Il 29 aprile gli fu assegnato il titolo presbiterale di Santa Croce in Gerusalemme e nello stesso giorno fu nominato membro delle Congregazioni del Concilio, dei Vescovi e Regolari, dei Riti e delle Acque.
Il passaggio al cardinalato pose termine al suo lungo servizio come assessore del Sant'Uffizio; il giorno successivo alla sua promozione gli succedette nell'incarico Fabrizio Turriozzi.
Il 6 settembre 1816 fu nominato legato apostolico di Ravenna. Rimase nella città romagnola fino alla morte, avvenuta il 12 settembre 1819. Fu sepolto nella basilica di Sant'Apollinare in Classe.
La sua attività di giurista è testimoniata dalle Decisiones S. Romanae Rotae coram R. P. D. Alexandro Malvasia, pubblicate postume in tre volumi tra il 1821 e il 1823 e successivamente ristampate.
La lunga permanenza al vertice amministrativo del Sant'Uffizio, dal 1801 alla Restaurazione, fa di Alessandro Malvasia una figura significativa per la storia della continuità istituzionale dell'Inquisizione romana tra la crisi dell'antico regime, l'età napoleonica e la ricostituzione degli apparati pontifici dopo il 1814.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 413-414.
- Emanuele Cerchiari, Capellani Papae et Apostolicae Sedis. Auditores causarum Sacri Palatii Apostolici seu Sacra Romana Rota ab origine ad diem usque 20 Septembris 1870. Relatio historica-iuridica, vol. II, Roma 1919-1921, p. 266.
- MORONI, vol. XLII (1847), pp. 92-94.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 925-927.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]