Rossum, Willem Marinus van

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Willem Marinus van Rossum (Zwolle, 3 settembre 1854 – Maastricht, 30 agosto 1932) è stato un cardinale redentorista; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e poi membro della stessa in qualità di cardinale, penitenziere maggiore e prefetto della Congregazione di Propaganda Fide.

Nato in una famiglia di artigiani, rimase orfano durante l'infanzia. Studiò nel seminario minore di Zwolle ed entrò nella Congregazione del Santissimo Redentore a Roermond nel 1873. Fu ordinato sacerdote il 17 ottobre 1879. Insegnò teologia dogmatica negli istituti del proprio ordine e ricoprì gli incarichi di prefetto degli studi e superiore della comunità di Wittem.

Trasferitosi a Roma nel 1895, il 24 dicembre 1896 fu nominato consultore del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 13 gennaio 1897. Collaborò inoltre a lavori nell'archivio della Congregazione. Nel 1904 entrò nella commissione preparatoria per la codificazione del diritto canonico e nel 1909 divenne consultore generale dei redentoristi.

Pio X lo creò cardinale il 27 novembre 1911. Il 30 novembre seguente entrò nelle Congregazioni dell'Indice e dei Religiosi. Fu nominato membro del Sant'Uffizio l'11 aprile 1913 secondo gli Acta Apostolicae Sedis, mentre Schwedt e Lagatz indicano il 13 aprile; prestò giuramento come cardinale inquisitore il 16 aprile. Il 13 gennaio 1914 divenne presidente della Pontificia Commissione Biblica.

La sua attività dottrinale fu caratterizzata da un deciso antimodernismo. Come consultore e poi cardinale inquisitore esaminò questioni teologiche ed esegetiche e intervenne nelle controversie che coinvolsero autori come Franz von Hummelauer e Giovanni Semeria.

Il 1° ottobre 1915 fu nominato penitenziere maggiore. Il 12 marzo 1918 passò alla prefettura di Propaganda Fide, che mantenne fino alla morte. In questo incarico promosse una politica missionaria volta a rafforzare le Chiese locali e la formazione del clero indigeno, contrastando la subordinazione dell'evangelizzazione agli interessi coloniali e nazionali europei.

Contribuì all'elaborazione degli indirizzi espressi nella lettera apostolica Maximum illud di Benedetto XV del 1919 e nell'enciclica Rerum Ecclesiae di Pio XI del 1926. Il sostegno alla costituzione di gerarchie locali si accompagnò al rafforzamento del coordinamento romano delle attività missionarie.

Morì a Maastricht il 30 agosto 1932.

Bibliografia

  • Vefie Poels, Red Pope: A Biography of Cardinal Willem van Rossum C.Ss.R. (1854–1932), traduzione di Brian Heffernan, Radboud University Press, Nijmegen 2023.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1276-1279.
  • Segreteria di Stato, Nomine, in «Acta Apostolicae Sedis», 5, 1913, p. 174.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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