Macchi, Vincenzo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Vincenzo Macchi (Capodimonte, 31 agosto 1770 - Roma, 30 settembre 1860) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di Curia, membro e poi segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.

Formatosi nel seminario di Montefiascone, fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1794 e conseguì nel 1801 il dottorato in utroque iure alla Sapienza. Nel 1802 entrò nella nunziatura di Lisbona e, dal 1808 al 1816, svolse le funzioni di incaricato d'affari e delegato apostolico in Portogallo.

Nel 1818 fu nominato arcivescovo titolare di Nisibi e nunzio in Svizzera; l'anno successivo passò alla nunziatura di Parigi, che mantenne fino al 1826. In Francia si oppose al gallicanesimo e mantenne stretti rapporti con la monarchia borbonica di Carlo X, pur mostrando interesse per la prima fase del pensiero di Lamennais.

Leone XII lo creò cardinale il 2 ottobre 1826. Nel 1828 fu nominato legato apostolico a Ravenna.

Nel conclave del 1830-31 emerse come candidato di mediazione tra gli zelanti e i cardinali moderati, raccogliendo un numero considerevole di voti; la sua candidatura fu tuttavia osteggiata dalla Francia.

Il 3 luglio 1831 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 13 luglio giurò come cardinale inquisitore.

Nel 1834 divenne prefetto della Congregazione del Concilio. Fu quindi commissario straordinario nelle Legazioni e, dal 1836, legato apostolico a Bologna, dove segnalò alla Curia gli abusi delle forze repressive pontificie e le inefficienze dell'amministrazione giudiziaria.

Nel 1840 divenne cardinale vescovo di Palestrina e nel 1841 prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura. Il 25 aprile 1844 fu nominato segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, incarico che mantenne fino alla morte.

Nel 1847 divenne cardinale vescovo di Ostia e Velletri e decano del Sacro Collegio. Sotto Pio IX partecipò alle discussioni sulle riforme, assumendo generalmente una posizione prudente e moderatrice. Nel 1851 entrò nella commissione preparatoria per la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione.

Morì a Roma il 30 settembre 1860.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 409-410.
  • Giuseppe Monsagrati, Macchi, Vincenzo, in DBI, vol. 67 (2006).
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 909-911.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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