Burlamacchi, Vincenzo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Vincenzo Burlamacchi (Ginevra, agosto 1598 – Ginevra, 18 febbraio 1682) è stato un mercante e memorialista ginevrino di origine lucchese, appartenente alla comunità riformata italiana e autore del Libro di ricordi degnissimi delle nostre famiglie.

Biografia

Nacque a Ginevra da Fabrizio Burlamacchi, mercante lucchese convertitosi alla Riforma e trasferitosi nella città nel 1591, e da Giuditta Diodati, figlia di Pompeo Diodati. Rimasto orfano di padre pochi mesi dopo la nascita e di madre nel 1602, fu allevato, insieme alla sorella Maddalena, da Cesare Balbani e Renea Burlamacchi. Crebbe quindi all'interno di una rete familiare che univa alcuni dei principali nuclei dell'emigrazione religiosa lucchese, fra cui i Burlamacchi, i Diodati, i Balbani e i Turrettini. Pur essendo nato a Ginevra, conservò un forte legame con la memoria della città d'origine dei suoi familiari.
Nel 1618 intraprese un lungo viaggio in Europa, accompagnando inizialmente Giovanni Diodati, rappresentante della Chiesa di Ginevra al sinodo di Dordrecht. Visitò successivamente diversi territori della Germania, della Francia, dei Paesi Bassi e dell'Inghilterra, rientrando a Ginevra nell'aprile 1621. Il viaggio gli consentì di conoscere da vicino ambienti e reti commerciali e confessionali del protestantesimo europeo, entro cui erano inserite da generazioni le famiglie lucchesi emigrate.
Nel 1625 sposò Zabetta (Elisabetta) Turrettini, figlia del mercante Francesco Turrettini. Partecipò alla vita economica, ecclesiastica e civile ginevrina: nel 1631 ottenne la cittadinanza borghese e nel 1633 entrò nel Consiglio dei Duecento. Fu inoltre diacono e tesoriere della Borsa italiana, organismo di assistenza legato alla comunità riformata italofona della città. Queste attività attestano il consolidamento della posizione sociale degli esuli e dei loro discendenti nella società ginevrina. Fra i suoi figli vi fu Fabrizio Burlamacchi (1626-1693), futuro pastore protestante attivo a Grenoble e a Ginevra.

Il Libro di ricordi degnissimi delle nostre famiglie

Il principale motivo di interesse storico di Vincenzo Burlamacchi è la compilazione, avviata nel 1622, del Libro di ricordi degnissimi delle nostre famiglie. L'opera raccoglie notizie genealogiche, vicende familiari e memorie relative ai Burlamacchi e ad altre famiglie lucchesi stabilitesi a Ginevra. La narrazione abbraccia un arco cronologico assai ampio e fu proseguita e aggiornata dagli eredi, trasformandosi in una cronaca familiare di lunga durata.
La documentazione assume particolare rilievo per la storia dell'esilio religioso italiano. Attraverso matrimoni, spostamenti, attività mercantili, conversioni e rapporti di solidarietà, il manoscritto permette di ricostruire le connessioni tra Lucca e le comunità riformate europee. Nelle memorie di famiglia l'abbandono della patria non appare soltanto come una cesura dolorosa, ma anche come il momento iniziale di una nuova identità collettiva, trasmessa ai discendenti attraverso il ricordo delle persecuzioni e delle scelte religiose degli antenati.
Non si tratta, dunque, di una semplice raccolta genealogica. Il Libro di ricordi testimonia il modo in cui una famiglia della diaspora protestante italiana costruì e conservò la rappresentazione del proprio passato. Per questo costituisce una fonte importante tanto per la storia sociale dei mercanti lucchesi quanto per lo studio della memoria confessionale e dell'integrazione degli esuli nella Ginevra del Seicento. Il testo è stato pubblicato in edizione critica da Simonetta Adorni Braccesi nel 1993.
Vincenzo Burlamacchi morì a Ginevra nel 1682. La sua esperienza rappresenta soprattutto quella della seconda generazione dell'esilio religioso: non di un profugo giunto dall'Italia, ma di un discendente che contribuì a mantenere vivi i legami culturali e religiosi con le origini della famiglia.

Opere

  • Vincenzo Burlamacchi, Libro di ricordi degnissimi delle nostre famiglie, a cura di Simonetta Adorni Braccesi, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, Roma 1993.

Bibliografia

  • Simonetta Adorni Braccesi, L'esilio e la memoria: Vincenzo Burlamacchi (Ginevra 1598-1682) e il «Libro di ricordi degnissimi delle nostre famiglie», in «Critica storica», 28/1, 1991, pp. 31-76.
  • Simonetta Adorni Braccesi, L'exil et la mémoire: Vincenzo Burlamacchi (Genève 1598-1682) et le «Libro di ricordi degnissimi delle nostre Famiglie», in «Bulletin de la Société d'histoire et d'archéologie de Genève», 22, 1992, pp. 3-14.
  • Barbara Roth, Burlamaqui, in DSS, 2003.
  • Michele Luzzati, Burlamacchi, Fabrizio, in DBI, vol. 15, 1972.

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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