Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Tommaso Pasquale Gizzi (Ceccano, 22 settembre 1787 - Lenola, 3 giugno 1849) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di governo pontificio, segretario di Stato di Pio IX e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Formatosi nel seminario di Ferentino, fu ordinato sacerdote il 2 settembre 1810 e conseguì nel 1817 il dottorato in utroque iure alla Sapienza. Dopo una breve attività come avvocato rotale intraprese la carriera diplomatica, inizialmente presso la nunziatura in Svizzera.
Fu successivamente incaricato d'affari e internunzio in Svizzera, Piemonte e Belgio. In queste missioni difese con fermezza le prerogative ecclesiastiche, mostrando al tempo stesso notevoli capacità di mediazione diplomatica.
Nel 1837 fu nominato delegato apostolico ad Ancona; nel 1839 arcivescovo titolare di Tebe e nunzio in Svizzera, passando successivamente alla nunziatura di Torino.
Gregorio XVI lo creò cardinale in pectore il 12 luglio 1841, pubblicandone la nomina il 22 gennaio 1844. Nello stesso anno divenne legato apostolico a Forlì. Nella difficile situazione delle Legazioni adottò una linea relativamente moderata, opponendosi all'impiego sistematico di misure eccezionali e alla giustizia sommaria.
Dopo l'elezione di Pio IX fu nominato segretario di Stato il 1° agosto 1846. Accompagnò la prima fase della politica riformatrice del nuovo pontefice, promuovendo provvedimenti di modernizzazione amministrativa, la costruzione delle ferrovie, la razionalizzazione dell'apparato giudiziario e, nel 1847, una limitata libertà di stampa e la Consulta di Stato.
Incluso nella Congregazione del Sant'Uffizio, il 16 settembre 1846 giurò come cardinale inquisitore.
Pur sostenendo la necessità di riformare l'amministrazione pontificia, Gizzi rimase legato ai principi della legittimità monarchica e guardò con crescente preoccupazione alle possibili conseguenze costituzionali del processo riformatore. Si oppose in particolare all'istituzione della guardia civica e nel luglio 1847 lasciò la Segreteria di Stato.
Durante la crisi del 1848 seguì inizialmente Pio IX a Gaeta, ritirandosi quindi a Lenola, dove morì il 3 giugno 1849.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 395-397.
- Stefano Gizzi, Il cardinale Tommaso Gizzi, segretario di Stato di Papa Pio IX, in "Pio IX", 24, 1995, pp. 117-146.
- Giuseppe Monsagrati, Gizzi, Tommaso Pasquale, in DBI, vol. 57 (2001).
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 705-706.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]