Sede inquisitoriale di Tortona

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La presenza di un inquisitore domenicano residente a Tortona è attestata sin dal 1344, nella persona di fra Giacomo da Cremona. Nei decenni successivi sono documentati altri giudici della fede, tra cui Simone da Acquabella (1379), Giacomo da Lerzano (1391) e Pietro Ardizzi (1404), ma la continuità della sede rimane incerta. Una maggiore stabilità istituzionale si ebbe nel Quattrocento e soprattutto dopo l'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio con la bolla Licet ab initio (1542). Il tribunale, sempre affidato ai domenicani, aveva sede presso il convento di San Domenico.

Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento l'Inquisizione di Tortona fu particolarmente attiva nella repressione della stregoneria, soprattutto nelle località rurali della diocesi. Tra i procedimenti più significativi si ricorda quello del 1520 contro Bianca Capretti, Maria Pugassi e Battistina di Verzella, condannate al rogo. Nel corso del XVI secolo il tribunale si occupò inoltre della repressione delle dottrine protestanti, della vigilanza sui libri proibiti e del controllo delle pratiche magiche e superstiziose.

Nel 1738, in seguito alla guerra di successione polacca e al trattato di Vienna, Tortona passò dallo Stato di Milano ai domini sabaudi. Il mutamento politico contribuì al progressivo ridimensionamento dell'autonomia inquisitoriale. L'attività del tribunale si esaurì sostanzialmente negli ultimi decenni del Settecento e la soppressione formale intervenne, come negli altri territori piemontesi, con decreto del governo provvisorio del 28 gennaio 1799.

L'archivio inquisitoriale risulta in gran parte disperso. Presso l'Archivio Storico Diocesano di Tortona si conservano tuttavia 14 procedimenti relativi agli anni 1553-1589, fondamentali per la ricostruzione dell'attività del Sant'Uffizio e della diffusione dell'eterodossia nel territorio.

Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Tortona

Bibliografia

  • Giacomo Alberto Donati, Iuste iudex ultionis. Inquisizione romana, Ordo Praedicatorum e cultura giuridica in età moderna (1542-1730). La Tabula chronologica inquisitorum di Domenico Francesco Muzio O.P. (†1730), Wolters Kluwer-CEDAM, Milano 2021.
  • Paolo Fontana, Tortona, in DSI, vol. III, pp. 1593-1594.
  • Luigi Madaro, Gli Inquisitori in Alessandria, Asti, Casale e Tortona fino al secolo XVIII (dalla Tabula Inquisitorum Italiae del Muzio), in «Rivista di storia, arte, archeologia per la Provincia di Alessandria», s. III, 35, 1926, pp. 15-47.
  • Sergio Pagano, La condanna al rogo di tre streghe e l'esecuzione sul «bricco» di Castellaneta (1520). In margine alla storia della stregoneria nel Tortonese, in «Rivista di storia, arte, archeologia per le Province di Alessandria e Asti», 110, 2001, pp. 259-287.
  • Sergio Pagano, Paesi infetti. Magia, eresia e faide familiari nel Tortonese durante il secolo XVI, Gangemi, Roma 2003.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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