Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Savigliano, pur non essendo mai stata sede vescovile, fu un importante centro dell'Inquisizione domenicana nel Piemonte medievale. Il tribunale aveva sede presso il convento di San Domenico, fondato nel 1267 e tra i più antichi insediamenti dell'Ordine nella regione. La presenza inquisitoriale risale al XIII secolo, mentre dal Quattrocento è documentata una successione relativamente continua di inquisitori, la cui giurisdizione si estendeva anche a numerose località del Piemonte occidentale.
L'attività del tribunale fu rivolta soprattutto alla repressione dei valdesi, particolarmente presenti nelle vallate alpine e nei territori del Marchesato di Saluzzo. Tra gli inquisitori più significativi si ricordano Bartolomeo Cerveri, ucciso presso Cervere nel 1466 mentre esercitava il proprio ufficio, e Aimone Taparelli da Savigliano, inquisitore dal 1467 al 1495. Particolarmente intensa fu anche la persecuzione della stregoneria. Nel 1495 l'inquisitore fra Vito Beggiami da Savigliano condusse i celebri processi contro le cosiddette masche di Rifreddo e Gambasca, conclusi con la condanna di nove donne accusate di eresia, apostasia e pratiche diaboliche. Il procedimento costituisce una delle testimonianze più significative della repressione inquisitoriale della stregoneria nel Piemonte tardomedievale.
Nel Cinquecento l'importanza della sede saviglianese diminuì progressivamente, anche in seguito alla riorganizzazione dell'Inquisizione romana e al consolidamento della vicina sede inquisitoriale di Mondovì. L'ultimo inquisitore attestato nella cronotassi locale fu fra Cristoforo Galliani da Caramagna (1544-1559), successivamente trasferito a Mondovì. Nel 1571 la sede di Savigliano fu definitivamente soppressa come tribunale autonomo e ridotta a vicariato inquisitoriale, perdendo la centralità che aveva mantenuto per oltre due secoli.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Savigliano
Bibliografia
- Rinaldo Comba, Angelo Nicolini (a cura di), «Lucea talvolta la luna». I processi alle «masche» di Rifreddo e Gambasca del 1495, introduzione di Grado Giovanni Merlo, Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo, Cuneo 2004.
- Vincenzo Lavenia, L'Inquisizione del duca. I domenicani e il Sant'Uffizio in Piemonte nella prima età moderna, in I Domenicani e l'Inquisizione romana, a cura di Carlo Longo, Istituto Storico Domenicano, Roma 2008, pp. 415-476.
- Grado Giovanni Merlo, Eretici e inquisitori nella società piemontese del Trecento, Claudiana, Torino 1977.
- Grado Giovanni Merlo, Streghe, il Mulino, Bologna 2006.
- Michael Tavuzzi, Renaissance Inquisitors: Dominican Inquisitors and Inquisitorial Districts in Northern Italy, 1474-1527, Brill, Leiden-Boston 2007.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Savigliano sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]