Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La diocesi di Saluzzo fu istituita nel 1511, ma l'attività inquisitoriale nel territorio del marchesato risaliva almeno al XIV secolo ed era rivolta soprattutto alla repressione dei nuclei valdesi presenti nelle valli Po, Varaita, Maira e Grana. Nel Quattrocento la giurisdizione inquisitoriale dipendeva prevalentemente dai domenicani di Savigliano. Il primo inquisitore specificamente nominato per il marchesato fu Angelo Rizzardi da Savigliano, in carica dal 1509. Nel 1510 egli condusse una campagna repressiva contro i valdesi di Paesana, con l'appoggio militare della reggente Margherita di Foix. Nel 1511 gli succedette Agostino Maggio da Pavia.
La sede inquisitoriale si stabilizzò progressivamente dopo l'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio con la bolla Licet ab initio (1542). Dal 1556, con l'inquisitorato di Girolamo Morozzo da Mondovì, disponiamo di una successione sostanzialmente continuativa di inquisitori domenicani. Durante il periodo della dominazione francese (1548-1588), tuttavia, l'attività repressiva incontrò notevoli difficoltà, anche per la relativa tolleranza concessa alle comunità riformate, che avevano trovato una significativa diffusione nel territorio saluzzese.
L'occupazione sabauda del marchesato nel 1588, confermata dal trattato di Lione del 1601, determinò un nuovo impulso alla repressione dell'eterodossia. Nei primi decenni del Seicento furono emanati provvedimenti sempre più restrittivi contro le comunità protestanti, i cui aderenti furono costretti a scegliere tra l'abiura e l'esilio. Il tribunale, sempre affidato ai domenicani, operava in un contesto caratterizzato da frequenti sovrapposizioni di competenze tra inquisitori, autorità episcopali e potere ducale.
Nel corso del Settecento l'Inquisizione di Saluzzo risultava ormai fortemente depotenziata. L'ultimo inquisitore titolare, fra Pio Grassi da Strevio, nominato nel 1698, non prese possesso della carica. Da allora il tribunale fu amministrato esclusivamente da vicari generali, il primo dei quali fu fra Vincenzo Gadini (1698-1727). L'attività inquisitoriale, progressivamente ridimensionata dalla politica giurisdizionalista sabauda, cessò definitivamente nel 1799, quando il governo provvisorio piemontese decretò la soppressione dell'Inquisizione in tutto il Piemonte.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Saluzzo
Bibliografia
- Giacomo Alberto Donati, Iuste iudex ultionis. Inquisizione romana, Ordo Praedicatorum e cultura giuridica in età moderna (1542-1730). La Tabula chronologica inquisitorum di Domenico Francesco Muzio O.P. (†1730), Wolters Kluwer-CEDAM, Milano 2021.
- Marco Fratini (a cura di), L'annessione sabauda del Marchesato di Saluzzo, tra dissidenza religiosa e ortodossia cattolica (secc. XVI-XVIII), Claudiana, Torino 2004.
- Marco Fratini, Saluzzo, in DSI, vol. III, pp. 1360-1361.
- Vincenzo Lavenia, L'Inquisizione del duca. I domenicani e il Sant'Uffizio in Piemonte nella prima età moderna, in I Domenicani e l'Inquisizione romana, a cura di Carlo Longo, Istituto Storico Domenicano, Roma 2008, pp. 415-476.
- Arturo Pascal, Il marchesato di Saluzzo e la Riforma protestante durante il periodo della dominazione francese, 1548-1588, Sansoni, Firenze 1960.
- Michael Tavuzzi, Renaissance Inquisitors: Dominican Inquisitors and Inquisitorial Districts in Northern Italy, 1474-1527, Brill, Leiden-Boston 2007.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Saluzzo sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]