Sede inquisitoriale di Gubbio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La sede inquisitoriale di Gubbio, di competenza domenicana, fu istituita nel 1631-1632, subito dopo la devoluzione del ducato di Urbino allo Stato della Chiesa (1631), avvenuta in seguito alla morte dell'ultimo duca Francesco Maria II della Rovere. La nuova organizzazione inquisitoriale si inseriva nel processo di estensione delle istituzioni pontificie ai territori dell'ex ducato, dove i precedenti sovrani avevano ostacolato l'insediamento di un tribunale stabile del Sant'Uffizio. Il primo inquisitore fu fra Vincenzo Maria Cimarelli da Corinaldo (1631-1639), al quale succedettero numerosi altri domenicani.

L'attività del tribunale, dipendente dalla Congregazione del Sant'Uffizio, riguardava la repressione dell'eresia, della bestemmia, delle pratiche superstiziose e dei comportamenti contrari all'ortodossia religiosa. Non mancarono controversie relative ai privilegi dei familiari e degli altri patentati dell'Inquisizione, soprattutto in materia di esenzioni fiscali. Un elenco processuale del 1786 documenta procedimenti per bestemmia, violazione dei precetti alimentari, sollecitazione in confessione e sospetta eresia. Particolare interesse riveste inoltre l'attività del letterato eugubino Vincenzo Armanni, autore nel 1674 di un tentativo di espurgazione dell'Adone di Giovan Battista Marino, sottoposto all'esame della Congregazione dell'Indice.

Il tribunale attraversò le trasformazioni dell'età napoleonica e riprese la propria attività durante la Restaurazione pontificia. Cessò definitivamente di esistere nel 1860, con la fine del dominio temporale della Chiesa e l'annessione di Gubbio al Regno di Sardegna.

L'archivio locale dell'Inquisizione risulta disperso. Una parte della documentazione superstite si conserva presso l'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede, comprendente carteggi, registri dei patentati e documenti amministrativi relativi anche all'Ottocento.

Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Gubbio

Bibliografia

  • Clizia Carminati, Giovan Battista Marino tra Inquisizione e censura, Antenore, Roma-Padova 2008.
  • Oderigi Lucarelli, Memorie e guida storica di Gubbio, S. Lapi, Città di Castello 1888.
  • Adriano Prosperi, Gubbio, in DSI, vol. II, p. 741.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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