Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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L'Inquisizione fu presente a Genova sin dal XIII secolo, affidata stabilmente ai frati domenicani. Nel 1256 l'inquisitore fra Anselmo entrò in conflitto con le autorità cittadine, arrivando a scomunicare il podestà e alcuni maggiorenti per la mancata applicazione delle disposizioni antiereticali. Il tribunale ebbe sede presso il convento di San Domenico e mantenne una sostanziale continuità istituzionale fino alla fine del Settecento.
Dopo l'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio nel 1542, l'attività inquisitoriale si intensificò, soprattutto in relazione alla diffusione delle idee della Riforma protestante, che avevano trovato seguaci anche negli ambienti aristocratici e mercantili genovesi. La nomina apostolica dell'inquisitore fu introdotta soltanto nel 1575, più tardi rispetto ad altre sedi italiane, grazie alla mediazione del cardinale Giovanni Morone, allora legato pontificio presso la Repubblica. Il primo inquisitore di nomina romana fu il domenicano fra Domenico Tarlati da Cotignola (1575-1577).
Non mancarono gravi tensioni tra il Sant'Uffizio e le autorità della Repubblica, particolarmente attente a difendere le proprie prerogative giurisdizionali. L'episodio più clamoroso si verificò nel 1669, quando l'inquisitore Michele Pio Passi fu espulso dal territorio genovese in seguito a un aspro conflitto con il governo cittadino, relativo anche alle modalità di esercizio delle funzioni inquisitoriali e alla nomina degli ufficiali del tribunale. L'episodio testimonia le difficoltà incontrate dalla Congregazione romana nel far valere la propria autorità all'interno di una repubblica gelosa della propria autonomia.
Il più celebre tra gli inquisitori di Genova fu Eliseo Masini, in carica dal 1609 al 1627, autore del Sacro Arsenale overo Prattica dell'Officio della Santa Inquisitione, pubblicato proprio a Genova nel 1621 e destinato a diventare uno dei più diffusi manuali di procedura inquisitoriale in lingua italiana. Nel corso del Seicento e del Settecento il tribunale si occupò, oltre che di eresia e censura libraria, anche di magia, superstizione e controllo dei comportamenti religiosi.
L'Inquisizione genovese cessò di operare nel 1798, durante la Repubblica Ligure, anche se non è nota con certezza la data della sua soppressione formale. L'archivio del tribunale, già danneggiato dall'incendio del convento di San Domenico nel 1558 e dal bombardamento francese del 1684, andò in gran parte disperso durante i rivolgimenti rivoluzionari del 1797. Documentazione superstite si conserva presso l'Archivio di Stato, l'Archivio storico diocesano e la Biblioteca Universitaria di Genova, oltre che nell'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Genova
Bibliografia
- Carlo Brizolari, L'Inquisizione a Genova e in Liguria, ERGA, Genova 1974.
- Simona Feci, Genova, in DSI, vol. II, pp. 647-648.
- Paolo Fontana, Protestanti e inquisitori a Genova tra i secoli XVI-XVIII. Il problema della «Militia Germanica», in «Nuova Rivista Storica», 80, 1996, pp. 211-220.
- Paolo Fontana, «Una donna chiamata Franca Paggi». Magia, inquisizione e suffragi per i defunti in un processo genovese del Cinquecento. Una scelta di documenti, in «Archivio Italiano per la Storia della Pietà», 16, 2003, pp. 149-181.
- Paolo Fontana, Il dissenso religioso a Genova nel primo Cinquecento, in «Ricerche Teologiche», 21, 2, 2010, pp. 465-490.
- Paolo Fontana, I confini della Repubblica e i confini della fede. Eresia e Inquisizione nella Repubblica di Genova tra XVI e XVII secolo tra centro e periferia, in Controllare il territorio. Norme, corpi, conflitti tra medioevo e prima guerra mondiale, a cura di Livio Antonielli e Stefano Levati, Rubbettino, Soveria Mannelli 2013, pp. 469-488.
- Paolo Fontana, L'Inquisizione a Genova e in Liguria. Situazione degli archivi locali e prospettive di ricerca sulla dissidenza religiosa nel tardo Settecento, in L'Inquisizione romana e i suoi archivi. A vent'anni dall'apertura dell'ACDF, a cura di Alejandro Cifres, Gangemi, Roma 2019, pp. 413-428.
Link
- Scheda sull'Inquisizione di Genova nel Censimento degli archivi inquisitoriali in Italia.
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Genova sul sito Symogih.org.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]