Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Un tribunale inquisitoriale autonomo, affidato ai domenicani, fu istituito a Fermo il 10 dicembre 1631, sottraendo una parte delle competenze territoriali alla sede inquisitoriale di Ancona. La decisione fece seguito ad alcune tensioni, emerse alla fine del 1630, tra l'arcivescovo di Fermo Giovanni Battista Rinuccini e l'inquisitore di Ancona Michele Sassi, relative all'esercizio della giurisdizione in materia di fede. Già nel marzo 1631 la Congregazione del Sant'Uffizio aveva designato come inquisitore fra Giovanni Maria Fiorini, ma l'effettiva organizzazione del tribunale fu rinviata. Il primo inquisitore titolare fu fra Michele Castellazzo da Bosco (1631-1632), al quale succedette fra Stefano Bodio da Castellaccio (1632-1643).
La presa di possesso ufficiale avvenne il 23 maggio 1632, con una cerimonia nella chiesa di San Domenico, alla presenza delle autorità ecclesiastiche e civili. Il nuovo tribunale, sottoposto alla Congregazione del Sant'Uffizio, sviluppò progressivamente una vasta rete di vicariati, estesa a numerosi centri del Fermano e delle diocesi limitrofe. Alla metà del Settecento risultavano attivi 28 vicariati distribuiti in quattro diocesi. L'attività inquisitoriale riguardava la repressione dell'eresia, della magia e delle pratiche superstiziose, il controllo dei libri proibiti e la vigilanza sull'ortodossia religiosa.
Il tribunale attraversò le trasformazioni politiche dell'età napoleonica e riprese la propria attività durante la Restaurazione pontificia. L'Inquisizione cessò definitivamente di esistere a Fermo con la fine del dominio pontificio sulle Marche e l'annessione della città al Regno di Sardegna nel 1860.
La documentazione superstite comprende nove buste conservate presso l'Archivio storico arcivescovile di Fermo, con carte dal XVII al XIX secolo. Ulteriori testimonianze, tra cui la corrispondenza degli inquisitori con Roma fino al 1859 circa, si conservano presso l'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Fermo
Bibliografia
- Andrea Del Col, Fermo, in DSI, vol. II, p. 587.
- Vincenzo Lavenia, Giudici, eretici, infedeli. Per una storia dell'Inquisizione nella Marca nella prima età moderna, in «Giornale di storia», 6, 2011, pp. 1-38.
- Vincenzo Lavenia, Inquisizione e vescovi nelle Marche: qualche sondaggio, in Giustizia ecclesiastica e società nelle Marche in età moderna, a cura di Vincenzo Lavenia e Diego Pedrini, Andrea Livi Editore, Fermo 2018, pp. 79-106.
- Sergio Prete, Le «difese» del capitano Paolino Paolini da Offida al Santo Ufficio, in «Rivista di storia della Chiesa in Italia», 15, 1961, pp. 491-497.
- Dennj Solera, Familiari del Sant'Uffizio romano e giustizia ecclesiastica nelle Marche dell'età moderna, in Giustizia ecclesiastica e società nelle Marche in età moderna, a cura di Vincenzo Lavenia e Diego Pedrini, Andrea Livi Editore, Fermo 2018, pp. 107-124.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Fermo sul sito Symogih.org
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2014-2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]