Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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L'Inquisizione iniziò a operare ad Asti nel XIII secolo, in concomitanza con l'insediamento dei domenicani nella città. Il convento di Santa Maria Maddalena, appartenente alla provincia domenicana di San Pietro Martire (Lombardia Superiore), fu il più antico dell'Ordine in Piemonte. Nel corso del Medioevo Asti rientrava in un vasto distretto inquisitoriale comprendente anche Torino e Chieri e, in determinati periodi, alcune località del Monferrato. L'attività dei giudici della fede fu rivolta soprattutto alla repressione dei catari e dei valdesi, particolarmente intensa nel Trecento.
Solo negli anni ottanta del XV secolo Asti e Torino divennero sedi inquisitoriali distinte. Nel 1483 fu nominato inquisitore di Asti fra Stefano Bandini da Alba, al quale succedette nel 1494 fra Michele Maddei da Asti. Dopo l'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio con la bolla Licet ab initio del 1542, l'organizzazione del tribunale si consolidò progressivamente. Tra gli inquisitori del Cinquecento si ricordano fra Filippo Dusini (dal 1544), fra Domenico della Rovere (dal 1555) e fra Girolamo Caratto (1569-1588). La riorganizzazione del Sant'Uffizio coincise con il rafforzamento dello Stato sabaudo sotto Emanuele Filiberto, ma incontrò resistenze e ostacoli da parte delle autorità secolari.
Particolare rilievo ebbe l'attività di Giovan Battista Porcelli, inquisitore dal 1588 al 1613, autore dello Scriniolum Sanctae Inquisitionis Astensis, una raccolta di documenti e disposizioni inquisitoriali di notevole interesse per la storia istituzionale del Sant'Uffizio. Durante il suo mandato furono affrontate questioni relative alla circolazione dei libri proibiti, all'eterodossia religiosa e alla repressione della stregoneria. Proprio in quest'ultimo ambito emersero frequenti contrasti di giurisdizione con i signori feudali e le magistrature civili, che talvolta procedevano autonomamente contro le persone accusate di pratiche magiche.
Nel corso del Seicento i rapporti tra l'Inquisizione e i duchi di Savoia divennero sempre più problematici, soprattutto in relazione alla nomina degli inquisitori e all'autonomia della giurisdizione ecclesiastica. Il tribunale di Asti era ormai in forte declino alla fine del secolo. L'ultimo inquisitore titolare fu fra Domenico Giacinto Ferrero, nominato nel 1682, al quale succedette, con il solo titolo di vicario generale, fra Giacomo Bonati da Firenze (1698-1714). Nel Settecento il tribunale continuò a essere amministrato da vicari generali, mentre l'attività giudiziaria risultava fortemente ridimensionata dalla politica giurisdizionalista sabauda. Un tentativo di riorganizzazione dei tribunali piemontesi fu avviato nel 1748, durante il regno di Carlo Emanuele III, senza tuttavia modificarne sostanzialmente il declino.
L'Inquisizione di Asti, al pari degli altri tribunali piemontesi, fu formalmente soppressa nel 1799. La ricostruzione della sua storia è resa difficoltosa dalla dispersione della documentazione conventuale, già lamentata nel Settecento da Domenico Francesco Muzio, ma trova importanti riscontri negli archivi dell'Ordine domenicano e della Congregazione del Sant'Uffizio.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Asti
Bibliografia
- Luigi Madaro, Gli Inquisitori in Alessandria, Asti, Casale e Tortona fino al secolo XVIII (dalla Tabula Inquisitorum Italiae del Muzio), in «Rivista di storia, arte, archeologia per la Provincia di Alessandria», s. III, 35, 1926, pp. 15-47.
- Grado Giovanni Merlo, Eretici e inquisitori nella società piemontese del Trecento, Claudiana, Torino 1977.
- Maria Pia Fantini, Lo Scriniolum di fra Giovanni Battista Porcelli (1612): da un archivio di lettere alla formazione di un manuale, in L'Inquisizione romana: metodologia delle fonti e storia istituzionale, a cura di Andrea Del Col e Giovanna Paolin, Edizioni Università di Trieste - Circolo Culturale Menocchio, Trieste-Montereale Valcellina 2000, pp. 199-256.
- Michael Tavuzzi, Renaissance Inquisitors: Dominican Inquisitors and Inquisitorial Districts in Northern Italy, 1474-1527, Brill, Leiden-Boston 2007.
- Vincenzo Lavenia, L'Inquisizione del duca. I domenicani e il Sant'Uffizio in Piemonte nella prima età moderna, in I Domenicani e l'Inquisizione romana, a cura di Carlo Longo, Istituto Storico Domenicano, Roma 2008, pp. 415-476.
- Vincenzo Lavenia, Asti, in DSI, vol. I, pp. 110-111.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Astì sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]