Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Joseph Othmar von Rauscher (Vienna, 6 ottobre 1797 - Vienna, 24 novembre 1875) è stato un cardinale, arcivescovo di Vienna e membro della Congregazione del Sant'Uffizio, tra i principali artefici del concordato austriaco del 1855 e tra gli esponenti della minoranza contraria alla definizione dell'infallibilità pontificia al Concilio Vaticano I.
Figlio del funzionario Franz Seraph e di Anna Maria Schneid, apparteneva a una famiglia nobilitata nel 1808. Studiò filosofia e diritto all'Università di Vienna, completando la formazione giuridica nel 1820. La frequentazione di Clemens Maria Hofbauer e degli ambienti del cattolicesimo romantico viennese contribuì alla sua decisione di intraprendere la carriera ecclesiastica, inizialmente osteggiata dai genitori.
Ordinato sacerdote il 21 agosto 1823, fu cappellano a Hütteldorf, presso Vienna. Il 15 dicembre 1825 divenne professore di storia ecclesiastica e diritto canonico nel liceo di Salisburgo, del quale assunse il rettorato nel 1830. Tra i suoi allievi figurò Friedrich von Schwarzenberg, futuro cardinale e arcivescovo di Salisburgo e poi di Praga.
Il 15 settembre 1832 fu nominato direttore dell'Accademia orientale di Vienna. Entrò in rapporto con Metternich, che ne utilizzò le competenze nelle questioni ecclesiastiche, e dal 1844 insegnò filosofia al futuro imperatore Francesco Giuseppe e ai suoi fratelli. Questi legami con la corte favorirono il suo successivo ruolo nella politica religiosa asburgica.
Nel 1849 divenne principe vescovo di Seckau. Partecipò alla riorganizzazione della vita ecclesiastica austriaca dopo la rivoluzione del 1848, sostenendo il superamento delle limitazioni giuseppinistiche all'autonomia della Chiesa. Il 27 giugno 1853 fu preconizzato arcivescovo di Vienna.
Come plenipotenziario imperiale ebbe una funzione decisiva nella preparazione del concordato del 1855 tra l'Austria e la Santa Sede. L'accordo rafforzò l'autorità dell'episcopato e riconobbe ampie competenze ecclesiastiche nell'istruzione e nella disciplina matrimoniale. Rauscher ne difese l'applicazione e si oppose alle successive riforme liberali che ne ridimensionarono la portata, fino alla denuncia unilaterale del concordato da parte del governo austriaco nel 1870.
Pio IX lo creò cardinale il 17 dicembre 1855; gli fu assegnato il titolo di Santa Maria della Vittoria. Il 23 dicembre 1858 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prestò giuramento come cardinale inquisitore il 3 febbraio 1859. Rimase nella Congregazione fino alla morte.
Al Concilio Vaticano I fu uno degli esponenti più autorevoli della minoranza contraria alla definizione dell'infallibilità pontificia. Nelle Observationes quaedam de infallibilitatis Ecclesiae subjecto, pubblicate anonime nel 1870, discusse il rapporto tra l'autorità del pontefice e quella dell'episcopato, formulando obiezioni storiche e teologiche che non si limitavano alla sola opportunità politica della definizione. Dopo la promulgazione della costituzione Pastor aeternus accolse tuttavia la decisione conciliare e mantenne la comunione con Roma.
Il suo orientamento rimase conservatore nella difesa dell'ordine monarchico e delle prerogative ecclesiastiche, ma fu accompagnato dalla disponibilità alla mediazione nei rapporti con lo Stato. L'opposizione alla definizione dell'infallibilità non coincise pertanto con un'adesione al cattolicesimo liberale.
Morì a Vienna il 24 novembre 1875 e fu sepolto nella cattedrale di Santo Stefano.
Opere
- Die Ehe und das zweite Hauptstück des bürgerlichen Gesetzbuches, Wilhelm Braumüller, Wien 1868.
- Observationes quaedam de infallibilitatis Ecclesiae subjecto, pubblicate anonime, Wilhelm Braumüller, Vindobonae 1870.
Bibliografia
- Klaus Schatz, Kirchenbild und päpstliche Unfehlbarkeit bei den deutschsprachigen Minoritätsbischöfen auf dem I. Vatikanum, Università Gregoriana Editrice, Roma 1975, pp. 420-457.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1238-1240.
- Johann Weißensteiner, Rauscher, Joseph Othmar v., in Neue Deutsche Biographie, vol. 21, Duncker & Humblot, Berlin 2003, pp. 210-211.
- Cölestin Wolfsgruber, Joseph Othmar Cardinal Rauscher, Fürsterzbischof von Wien. Sein Leben und sein Wirken, Herder, Freiburg im Breisgau 1888.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]