Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Nicola o Niccolò Radulovich (Polignano, 28 dicembre 1627 - Roma, 27 ottobre 1702) è stato un cardinale, membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Di famiglia originaria di Ragusa (Dubrovnik), si formò nel Collegio Clementino di Roma e conseguì il dottorato in utroque iure. Fu referendario utriusque Signaturae (1649), governatore di Rimini (1652), di Orvieto (1654), prefetto a Norcia (1656).
Nel 1659 fu nominato arcivescovo di Chieti. Promosse l'applicazione della disciplina tridentina attraverso visite pastorali, il rafforzamento del seminario e la celebrazione di due sinodi diocesani, nel 1661 e nel 1673. La difesa della giurisdizione ecclesiastica lo coinvolse in contrasti con le autorità del Regno di Napoli.
Richiamato a Roma da Innocenzo XII, fu segretario della Congregazione sullo Stato dei regolari e poi di quella dei Vescovi e regolari. Il 24 novembre 1699 fu nominato cardinale e nel febbraio 1700 ricevette il titolo di S. Bartolomeo all'Isola.
Nel luglio 1700 fu incluso nella Congregazione del Sant'Uffizio (fu nominato cardinale inquisitore il 2 luglio 1700 e giurò come tale il 7 luglio 1700). Partecipò al conclave che elesse Clemente XI.
Morì a Roma il 27 ottobre 1702 e fu sepolto nella chiesa del suo titolo.
Bibliografia
- Giampiero Brunelli, Radulovich, Niccolò, in DBI, vol. 86 (2016).
- Herman H. Schwedt, Die Römische Inquisition. Kardinäle und konsultoren 1601 bis 1700, Herder, Freiburg 2017, pp. 496-497.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]