Paracciani Clarelli, Nicola

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Nicola Paracciani Clarelli (Rieti, 12 aprile 1799 - Vico Equense, 7 luglio 1872), è stato un cardinale, vescovo e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio del marchese Giuseppe Clarelli e di Teresa Paracciani, apparteneva a una famiglia aristocratica legata alla Curia romana. Assunse anche il cognome materno in seguito all'estinzione del relativo ramo familiare. Studiò a Roma, dove conseguì il dottorato in diritto civile e canonico alla Sapienza l'8 luglio 1822. Era stato ordinato sacerdote il 1º giugno dello stesso anno.

La sua carriera curiale era iniziata precocemente: coadiutore di un canonicato di San Pietro dal 1816, divenne canonico della basilica vaticana nel 1819. Fu cameriere segreto e prelato domestico, quindi ponente della Congregazione del Buon Governo. Il 13 luglio 1820 prestò giuramento come referendario delle due Segnature; il 21 febbraio 1821 fu nominato consultore della Congregazione del Concilio.

Dal 1823 prestò servizio come assessore presso il Tribunale del Governatore di Roma. Il 1º ottobre 1826 fu nominato segretario della Congregazione delle Acque e nel 1829 passò alla segreteria della Fabbrica di San Pietro. Durante i moti del febbraio 1831, esercitando le funzioni di prolegato a Bologna, affidò l'amministrazione cittadina a una commissione di notabili e abbandonò la città. Rientrato a Roma, proseguì la carriera amministrativa come chierico della Camera apostolica e, dal 27 gennaio 1843, segretario della Consulta.

Gregorio XVI lo creò cardinale e lo nominò vescovo di Montefiascone e Corneto il 22 gennaio 1844. Ricevette il titolo di San Pietro in Vincoli. Il 25 gennaio entrò nelle congregazioni dei Vescovi e Regolari, dell'Immunità ecclesiastica, della Fabbrica di San Pietro e della Consulta.

Partecipò al conclave del 1846 e nel 1848 accompagnò Pio IX durante il rifugio a Gaeta. Nel giugno 1854 rinunciò al governo diocesano e tornò stabilmente all'attività curiale, assumendo il 23 giugno la presidenza della Commissione dei Sussidi.

Il 21 maggio 1860 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prestò giuramento come cardinale inquisitore il giorno seguente. Il 10 ottobre dello stesso anno divenne prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari, incarico mantenuto fino al 1863, quando passò alla segreteria dei Brevi apostolici.

Il 22 febbraio 1867 divenne cardinale vescovo di Frascati. Il 16 ottobre 1870 fu nominato prefetto della Fabbrica di San Pietro.

Morì a Vico Equense il 7 luglio 1872 e fu sepolto nella chiesa della Santissima Annunziata.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife. Recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Roma 2002, pp. 346-347.
  • Alberto Melloni, Paracciani Clarelli, Nicola, in DBI, vol. 81 (2014), pp. 274-277.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 337-338.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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