Ágreda, María de Jesús de

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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María de Jesús de Ágreda, al secolo María Coronel y Arana (Ágreda, 2 aprile 1602 - Ágreda, 24 maggio 1665), è stata una religiosa concezionista francescana, mistica e scrittrice spagnola. Celebre per le sue presunte esperienze soprannaturali e per la corrispondenza con Filippo IV di Spagna, fu sottoposta a indagini inquisitoriali. La sua principale opera, Mística ciudad de Dios, pubblicata postuma, suscitò lunghe controversie dottrinali che coinvolsero l'Inquisizione spagnola, il Sant'Uffizio romano e numerosi teologi europei.

Nata in una famiglia profondamente religiosa, nel 1619 entrò, insieme alla madre e alla sorella, nel monastero dell'Immacolata Concezione fondato nella casa paterna ad Ágreda. Pronunciò i voti nel 1620 e nel 1627 fu eletta badessa, incarico che mantenne, con una breve interruzione, fino alla morte. Acquistò presto fama di mistica per le visioni e gli stati di estasi che le venivano attribuiti. Particolare risonanza ebbero i racconti delle sue presunte bilocazioni nel Nuovo Messico, dove, secondo alcune testimonianze raccolte dai missionari francescani, sarebbe apparsa agli indigeni per favorirne la conversione al cristianesimo, pur senza abbandonare la clausura. Queste vicende, alle quali contribuì a dare notorietà il francescano Alonso de Benavides, suscitarono l'interesse dell'Inquisizione, che esaminò il caso negli anni trenta del Seicento. Un nuovo interrogatorio inquisitoriale ebbe luogo nel 1650, quando la religiosa godeva ormai di una notevole influenza spirituale e di una crescente notorietà.

Nel 1643 ricevette la visita di Filippo IV, re di Spagna, con il quale avviò una corrispondenza proseguita fino al 1665, comprendente oltre seicento lettere. Divenuta consigliera spirituale del sovrano, affrontò con lui anche questioni politiche, suggerendo comportamenti ispirati alla morale cristiana e a una concezione provvidenzialistica della monarchia. Le lettere costituiscono una testimonianza significativa dell'intreccio tra spiritualità, cultura politica e ragion di Stato nella Spagna del Seicento, pur non consentendo di attribuire alla religiosa un'influenza determinante sulle decisioni del governo.

La sua opera più importante, Mística ciudad de Dios, è una vasta ricostruzione della vita della Vergine, fondata su rivelazioni che l'autrice riteneva di aver ricevuto direttamente da Maria. Una prima redazione, composta negli anni trenta, fu distrutta per ordine di un confessore; la seconda venne elaborata tra il 1655 e il 1660. Pubblicata a Madrid nel 1670, cinque anni dopo la morte dell'autrice, l'opera proponeva una lettura della storia sacra fortemente caratterizzata dalla devozione all'Immacolata Concezione e dall'impiego di tradizioni extrabibliche.

La diffusione del libro alimentò un prolungato conflitto teologico e istituzionale. Nel 1681 il Sant'Uffizio romano ne decretò la proibizione, ma l'applicazione del provvedimento fu sospesa per intervento della monarchia spagnola. Nel 1686 l'Inquisizione spagnola concluse invece favorevolmente il proprio esame. Una nuova controversia esplose in Francia, dove la Sorbona condannò l'opera nel 1696. Le discussioni proseguirono nel Settecento, coinvolgendo, tra gli altri, Eusebio Amort e Ludovico Antonio Muratori. Benedetto XIV dispose ulteriori verifiche sull'autenticità degli scritti e sulle condizioni del loro esame.

La causa di beatificazione, avviata poco dopo la morte della religiosa e introdotta a Roma nel 1673, rimase a lungo ostacolata dalle controversie dottrinali e fu successivamente sospesa. La vicenda di María de Ágreda rappresenta un caso particolarmente significativo per la storia della mistica femminile, della censura ecclesiastica e dei rapporti tra potere politico, autorità religiosa e riconoscimento della santità nell'Europa moderna.

Opere principali

  • Mística ciudad de Dios, milagro de su omnipotencia y abismo de la gracia, Bernardo de Villa-Diego, Madrid 1670; edizione moderna Mística ciudad de Dios. Vida de María, a cura di Celestino Solaguren, con la collaborazione di Ángel Martínez Moñux e Luis Villasante, MM. Concepcionistas de Ágreda, Soria 2009.
  • Correspondencia con Felipe IV. Religión y razón de estado, a cura di Consolación Baranda, Castalia, Madrid 1991.
  • Ejercicios espirituales de retiro, 1718 (edizione postuma).

Bibliografia

  • Jean-Robert Armogathe, Une sainteté contestée: mère María d'Ágreda (1602-1665) devant le Saint-Office, in «Comptes rendus des séances de l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres», 162/4, 2018, pp. 1469-1482.
  • José Javier Azanza López, La correspondencia entre Felipe IV y sor María de Ágreda: lectura e interpretación a la luz de Empresas políticas de Saavedra Fajardo, in «Potestas», 8, 2015, pp. 195-240.
  • Sara Cabibbo, Una profetessa alla corte di Spagna. Il caso di María d'Agreda fra Sei e Settecento, in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 1, 2003, pp. 83-105.
  • Sara Cabibbo, Vizi e virtù di una «sociedad ensimismada»: Maria d'Agreda e la Spagna di Filippo IV, in «Península. Revista de Estudos Ibéricos», 3, 2006, pp. 165-172.
  • Sara Cabibbo, María de Agreda, in DSI, vol. I, pp. 24-25.
  • Antonio Castillo Gómez, La pluma de Dios. María de Ágreda y la escritura autorizada, in «Via Spiritus», 6, 1999, pp. 103-119.
  • Clark A. Colahan, The Visions of Sor María de Agreda: Writing Knowledge and Power, University of Arizona Press, Tucson 1994.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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