Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Maria Antonia Filatera (vissuta a cavallo tra XVII e XVIII sec.) fu una donna processata dal Sant'Uffizio per apostasia, sacrilegio e rapporti con il demonio.
Nel 1705 si trovava nelle carceri di Sarzana per un procedimento civile quando l'autorità ecclesiastica chiese di poterla interrogare per conto del Sant'Uffizio. Le venivano attribuiti l'apostasia dalla fede, avvenuta su istigazione di un ebreo con il quale avrebbe avuto rapporti sessuali, la profanazione di una particola consacrata e un prolungato rapporto con il demonio.
Essendo già stata precedentemente sottoposta ad abiura, fu condannata dal Sant'Uffizio romano a cinque anni di carcere. Nel 1707 venne consegnata all'autorità ecclesiastica per scontare la pena; non è noto l'esito finale della vicenda.
Bibliografia
- Paolo Fontana, Il maleficio nella Genova e nella Liguria di età moderna (secoli XVI-XVIII), in «Ricerche Teologiche», XX/2, 2009, pp. 383-429.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]