Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Marcello Passeri o Passari (Ariano, 1678 - Roma, 25 settembre 1741), è stato un cardinale, membro delle Congregazioni dell'Indice e del Sant'Uffizio.
Battezzato il 7 giugno 1678, nacque da Ascanio Passeri e Antonia Intonti, appartenenti a famiglie patrizie di Ariano e legati al cardinale Vincenzo Maria Orsini, futuro Benedetto XIII. Ricevette la prima formazione presso il collegio dei gesuiti di Napoli. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1702, nello stesso anno divenne canonico della cattedrale di Ariano; fu inoltre vicario generale della diocesi.
La sua carriera romana fu favorita dal cugino Giovanni Saverio Lioni, detto de Leone, uditore del cardinale Lorenzo Corsini e successivamente vescovo. Nel 1709 Passeri divenne aiutante di Lioni e in seguito gli subentrò come uditore di Corsini. Nel 1725 Benedetto XIII lo nominò canonista del concilio romano. Il 2 giugno dello stesso anno prestò giuramento presso il Sant'Uffizio in qualità di uditore del cardinale Corsini.
Nel 1730 accompagnò Corsini al conclave come conclavista. Dopo l'elezione di quest'ultimo al pontificato con il nome di Clemente XII, divenne uditore del papa e referendario delle due Segnature. Il 5 marzo 1731 fu nominato arcivescovo titolare di Nazianzo e il 12 giugno successivo datario della Penitenzieria apostolica.
Creato cardinale il 28 settembre 1733, ricevette il titolo di Santa Maria in Aracoeli il 2 dicembre. Il giorno seguente fu nominato membro della Congregazione dell'Indice e il 12 dicembre entrò nelle Congregazioni del Concilio, dei Vescovi e Regolari e Concistoriale. Fu successivamente incluso nelle Congregazioni di Propaganda Fide, il 15 aprile 1735, e dei Riti, il 21 maggio 1737.
Il 28 novembre 1737 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come tale il 3 dicembre. Tra i suoi uditori presso il tribunale figurò il nipote Giuseppe Antonio Passeri, figlio del fratello Decio, che giurò il 5 settembre 1739. Il 26 febbraio 1741 divenne membro della Segnatura di grazia. Morì a Roma il 25 settembre dello stesso anno.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, vol. VIII, Stamperia Pagliarini, Roma 1794, pp. 262-264.
- Gustavo Costa, La Congregazione dell'Indice e Jonathan Swift. Documenti sulla ricezione italiana di «A Tale of a Tub», in "Paratesto", 1, 2004, pp. 145-165, in particolare p. 164.
- MORONI, vol. LI (1851), pp. 265-266.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 961-962.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]