Colonna, Marcantonio (cardinale, iunior)

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Marcantonio Colonna (Roma, 16 agosto 1724 - Roma, 4 dicembre 1793) è stato un cardinale, vicario generale della diocesi di Roma e membro della Congregazione del Sant'Uffizio. È indicato anche come Marcantonio Colonna iunior per distinguerlo dall'omonimo cardinale cinquecentesco.

Figlio di Fabrizio Colonna, principe di Paliano, e di Caterina Zefirina Salviati, fu avviato alla carriera ecclesiastica grazie anche alla protezione dello zio, il cardinale Girolamo Colonna. Nel 1743 ne divenne coadiutore nell'ufficio di maggiordomo pontificio. Nominato protonotario apostolico il 30 agosto 1744, il 22 settembre 1745 conseguì alla Sapienza di Roma i dottorati in diritto civile e canonico e in teologia. Fu quindi referendario delle Segnature, promaggiordomo e consultore della Congregazione dei Riti; secondo la cronologia della prosopografia di Schwedt, nel 1753 subentrò allo zio come maggiordomo.

Clemente XIII lo creò cardinale il 24 settembre 1759; il successivo 19 novembre ricevette la diaconia di S. Maria in Aquiro ed entrò nelle Congregazioni dei Riti, del Concilio, della Fabbrica di S. Pietro e dell'Immunità ecclesiastica. Il 19 aprile 1762 fu nominato arcivescovo titolare di Corinto e il giorno seguente vicario generale della diocesi di Roma, incarico che mantenne fino alla morte.

Membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestò il giuramento d'ingresso il 2 maggio 1762. Nell'aprile 1763 divenne prefetto della Congregazione della Residenza dei vescovi e dal 2 luglio 1769 fu esaminatore dei candidati all'episcopato in teologia. Il 19 novembre 1790 fu incluso nella congregazione particolare incaricata dell'esame del sinodo di Pistoia.

Vicino ai gesuiti e sostenuto dagli zelanti, fu tra i candidati al pontificato nei conclavi del 1769 e del 1774-1775. In entrambe le occasioni il suo orientamento filogesuitico ostacolò il consenso delle corti cattoliche. Dal 1763 fu inoltre arciprete di S. Maria Maggiore. Il 20 settembre 1784 passò alla sede suburbicaria di Palestrina, dove rivolse particolare attenzione al seminario, beneficiato anche nelle disposizioni testamentarie.

Morì a Roma il 4 dicembre 1793 e fu sepolto nella cappella di famiglia nella chiesa dei SS. Apostoli.

Bibliografia

  • Irene Cotta Stumpo, Colonna, Marcantonio, in DBI, vol. 27 (1982).
  • MORONI, vol. XIV (1842), pp. 307-308.
  • Hubert Wolf, Hermann H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 358-359.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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