Bloch, Marc

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Marc Bloch (Lione, 6 luglio 1886 - Saint-Didier-de-Formans, 16 giugno 1944) è stato uno storico francese, tra i maggiori protagonisti del rinnovamento storiografico del Novecento e, insieme a Lucien Febvre, fondatore nel 1929 delle Annales d'histoire économique et sociale, poi divenute Annales. Économies, Sociétés, Civilisations (e, dal 1994, Annales. Histoire, Sciences Sociales). Medievalista di formazione, si occupò di storia politica, economica e sociale, storia rurale, feudalesimo, credenze e rappresentazioni collettive, contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo della storia comparata e di una concezione interdisciplinare della ricerca storica.
Particolare interesse rivestono i suoi studi sulla dimensione religiosa e simbolica del potere e sulle credenze collettive, soprattutto Les Rois thaumaturges, opera pionieristica nell'analisi storica del miracolo, della regalità sacra e dei meccanismi sociali attraverso i quali determinate credenze si formano, si consolidano e si trasmettono nel tempo.

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Biografia e attività storiografica

Figlio dello storico Gustave Bloch, studiò all'École normale supérieure e conseguì nel 1908 l'agrégation in storia e geografia. Soggiornò quindi nelle università di Berlino e Lipsia e, tra il 1909 e il 1912, fu pensionnaire della Fondation Thiers. Dopo alcune esperienze nell'insegnamento secondario, partecipò alla prima guerra mondiale, nella quale prestò servizio fino al grado di capitano.

Nel 1919 fu chiamato all'Università di Strasburgo, dapprima come chargé de cours e successivamente come professore. Nel 1927 divenne titolare della cattedra di storia medievale. L'ambiente universitario strasburghese, caratterizzato da una forte apertura interdisciplinare, favorì il confronto di Bloch con geografi, sociologi, economisti e studiosi delle scienze umane e contribuì alla maturazione della collaborazione con Lucien Febvre.

Nel 1920 pubblicò Rois et serfs. Un chapitre d'histoire capétienne, tratto dalla sua tesi di dottorato, dedicato ai rapporti tra monarchia e servitù nella Francia medievale. Fin dalle prime ricerche Bloch mostrò la tendenza a superare una storia prevalentemente istituzionale e politico-giuridica, mettendo in relazione strutture sociali, condizioni economiche, comportamenti collettivi e sistemi di rappresentazione.

Nel 1929 fondò con Febvre le Annales d'histoire économique et sociale. Attraverso la rivista i due storici sostennero una concezione della storia fondata sulla formulazione di problemi, sul confronto con le scienze sociali e sul superamento della tradizionale centralità dell'avvenimento politico e diplomatico. Bloch vi pubblicò numerosi saggi e recensioni, dedicando particolare attenzione alla storia sociale ed economica, alle strutture agrarie, al feudalesimo e alla comparazione tra diverse società europee.

La dimensione comparativa costituì infatti uno degli elementi centrali del suo metodo. Nel saggio Pour une histoire comparée des sociétés européennes (1928) sostenne l'utilità di mettere sistematicamente a confronto fenomeni analoghi sviluppatisi in società differenti, allo scopo di individuarne somiglianze, differenze e specifiche concatenazioni causali. La comparazione rappresentava per Bloch non una semplice giustapposizione di casi, ma uno strumento per formulare e verificare problemi storici.

Nel 1931 pubblicò Les Caractères originaux de l'histoire rurale française, ampia ricostruzione delle strutture agrarie francesi nella lunga durata. Campi, forme dell'insediamento, tecniche agricole, rapporti signorili e organizzazione sociale delle campagne erano studiati attraverso il dialogo tra storia economica, geografia, archeologia e analisi delle strutture sociali.

Nel 1936 fu chiamato alla Sorbona, dove dal 1937 fu professore di storia economica. Nel 1938 fondò con Maurice Halbwachs l'Institut d'histoire économique et sociale. Negli stessi anni portò a compimento La Société féodale, pubblicata in due volumi tra il 1939 e il 1940, una delle sue opere più importanti. Il feudalesimo vi era interpretato non come un semplice insieme di istituti giuridici, ma come un sistema complesso di rapporti sociali, economici e politici, strettamente connesso a forme di mentalità, consuetudini e rappresentazioni condivise.

I Rois thaumaturges e la storia delle credenze

Di particolare interesse per la storia religiosa è Les Rois thaumaturges. Étude sur le caractère surnaturel attribué à la puissance royale particulièrement en France et en Angleterre, pubblicato nel 1924. Bloch vi ricostruì la credenza secondo la quale i re di Francia e d'Inghilterra possedevano la capacità miracolosa di guarire le scrofole mediante il tocco.

L'interesse dell'opera andava molto oltre la storia della monarchia medievale. Bloch affrontava infatti il problema della formazione, della diffusione e della lunga sopravvivenza di una credenza collettiva. Il potere taumaturgico attribuito ai sovrani era analizzato nel quadro della sacralizzazione della regalità cristiana e dei rapporti tra rito, religione, istituzioni monarchiche e aspettative dei sudditi.

L'indagine si estendeva per diversi secoli e metteva a confronto Francia e Inghilterra. Bloch si interrogava non soltanto sull'origine del rito, ma soprattutto sulle ragioni della sua persistenza: come poteva una credenza nel potere miracoloso del sovrano sopravvivere anche di fronte all'assenza di verifiche certe delle guarigioni? Il problema conduceva lo storico a indagare i meccanismi della memoria, della testimonianza, dell'attesa del miracolo e della costruzione sociale della credibilità.

In tale prospettiva Les Rois thaumaturges anticipava temi che sarebbero divenuti centrali nella successiva storia delle mentalità e nell'antropologia storica. Il miracolo non veniva trattato per stabilirne la verità o la falsità dal punto di vista religioso, ma come un fatto storico: ciò che importava era comprendere perché determinati uomini e determinate società considerassero possibile e credibile l'intervento taumaturgico dei sovrani.

La ricerca mostrava inoltre come la sacralità politica non potesse essere separata dalla cultura religiosa entro cui essa prendeva forma. Unzione regia, regalità di diritto divino, culto dei santi, aspettative taumaturgiche e ritualità monarchica appartenevano a un universo simbolico comune, la cui storia poteva essere ricostruita attraverso fonti liturgiche, cronache, testi medici, testimonianze narrative e documentazione amministrativa.

Per questo motivo l'opera, pur non essendo dedicata alla storia dell'eresia in senso stretto, rappresenta un riferimento importante per lo studio storico delle credenze, dei miracoli, della religiosità e dei confini tra cultura dotta e cultura diffusa.

Credenze, testimonianze e «false notizie»

Un interesse analogo per i meccanismi di formazione delle convinzioni collettive emerge nel saggio Réflexions d'un historien sur les fausses nouvelles de la guerre, pubblicato nel 1921 e nato anche dall'esperienza personale della prima guerra mondiale.

Bloch vi osservava come le false notizie non si diffondessero semplicemente perché qualcuno le aveva inventate, ma perché trovavano un ambiente sociale e mentale predisposto ad accoglierle. Errori, voci e deformazioni della testimonianza potevano trasformarsi in fenomeni collettivi quando corrispondevano ad aspettative, paure e rappresentazioni già presenti in una determinata società.

Queste riflessioni risultano strettamente connesse al metodo dei Rois thaumaturges: in entrambi i casi Bloch spostava l'attenzione dalla semplice opposizione tra vero e falso alla ricostruzione storica delle condizioni che rendevano una determinata affermazione credibile agli occhi degli uomini di un'epoca.

Storia sociale, feudalesimo e lunga durata

Nel resto della sua produzione Bloch rivolse una particolare attenzione alle strutture economiche e sociali dell'Europa medievale. Les Caractères originaux de l'histoire rurale française segnò profondamente gli studi sulla società contadina e sul paesaggio agrario, mostrando come le forme del territorio fossero il risultato di processi storici stratificatisi nel corso dei secoli.

Con La Société féodale offrì invece una vasta interpretazione comparativa della società europea tra alto e pieno Medioevo. L'opera affrontava i rapporti di dipendenza personale, la signoria, il vassallaggio, la cavalleria, le strutture familiari e le forme del potere, ma anche i modi di pensare e sentire propri delle società feudali. Economia, diritto, istituzioni e mentalità venivano così integrati in una ricostruzione complessiva.

Questi studi contribuirono alla progressiva affermazione di una storia attenta alle strutture e ai processi di lunga durata, senza tuttavia cancellare, nella prospettiva di Bloch, l'importanza dell'azione umana e del mutamento.

Guerra, Resistenza e riflessione sul mestiere di storico

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Bloch, nonostante l'età, tornò volontariamente in servizio nell'esercito francese. Dall'esperienza della sconfitta del 1940 nacque L'Étrange défaite, scritto nello stesso anno e pubblicato postumo nel 1946. Il libro unisce testimonianza personale e analisi storica delle cause militari, politiche, sociali e intellettuali del crollo francese.

In seguito alle disposizioni antiebraiche del regime di Vichy fu escluso dall'insegnamento universitario, pur ottenendo temporaneamente alcune deroghe. Entrò infine nella clandestinità e partecipò attivamente alla Resistenza, dapprima nell'ambito di Franc-Tireur e quindi nei Mouvements unis de la Résistance. Arrestato dalla Gestapo a Lione l'8 marzo 1944, fu imprigionato e torturato. Venne fucilato il 16 giugno 1944 a Saint-Didier-de-Formans, insieme ad altri resistenti.

Negli ultimi anni lavorò a Apologie pour l'histoire ou Métier d'historien, rimasta incompiuta e pubblicata postuma nel 1949 da Lucien Febvre. L'opera costituisce una riflessione sui fondamenti e sui metodi della disciplina storica. Bloch vi definiva la storia essenzialmente come studio degli uomini nel tempo e insisteva sulla necessità di interrogare criticamente le testimonianze, confrontare fonti differenti, evitare anacronismi e considerare il documento non come una testimonianza trasparente del passato, ma come materiale da sottoporre a domande precise.

La ricerca storica era così concepita come un'indagine fondata sulla critica, sulla comparazione e sulla formulazione di problemi. In questa prospettiva anche l'errore, la leggenda, il falso e la credenza potevano costituire fonti preziose: non soltanto perché occorreva smascherarli, ma perché la loro stessa esistenza permetteva di comprendere le società che li avevano prodotti e accolti.

Opere principali

  • Rois et serfs. Un chapitre d'histoire capétienne, Honoré Champion, Paris 1920.
  • Les Rois thaumaturges. Étude sur le caractère surnaturel attribué à la puissance royale particulièrement en France et en Angleterre, Istra, Strasbourg 1924.
  • Les Caractères originaux de l'histoire rurale française, H. Aschehoug, Oslo 1931.
  • La Société féodale. La formation des liens de dépendance, Albin Michel, Paris 1939.
  • La Société féodale. Les classes et le gouvernement des hommes, Albin Michel, Paris 1940.
  • L'Étrange défaite. Témoignage écrit en 1940, Société des Éditions Franc-Tireur, Paris 1946.
  • Apologie pour l'histoire ou Métier d'historien, Armand Colin, Paris 1949.

Saggi di particolare interesse

  • Réflexions d'un historien sur les fausses nouvelles de la guerre, in «Revue de synthèse historique», 33, 1921.
  • Pour une histoire comparée des sociétés européennes, in «Revue de synthèse historique», 46, 1928.

Bibliografia

  • André Burguière, L'École des Annales. Une histoire intellectuelle, Odile Jacob, Paris 2006.
  • Carole Fink, Marc Bloch. A Life in History, Cambridge University Press, Cambridge 1989.
  • Carlo Ginzburg, A proposito della raccolta dei saggi storici di Marc Bloch, in «Studi medievali», s. III, 6/1, 1965, pp. 335-353.
  • Peter Burke, The French Historical Revolution. The Annales School, 1929-1989, Stanford University Press, Stanford 1990.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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