Billot, Louis

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Louis Billot (Sierck, 12 gennaio 1846 – Galloro, 18 dicembre 1931) è stato un teologo gesuita e cardinale; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, poi membro della stessa in qualità di cardinale. Rinunciò alla dignità cardinalizia nel 1927.

Figlio di un funzionario doganale, studiò nei collegi gesuitici di Metz e Bordeaux e nel seminario maggiore di Blois. Ordinato sacerdote nel 1869, nel novembre dello stesso anno entrò nella Compagnia di Gesù. Insegnò esegesi biblica a Laval, teologia dogmatica ad Angers e successivamente nella casa di studi dei gesuiti a Jersey.

Nel 1885 fu chiamato a insegnare teologia dogmatica nell'Università Gregoriana di Roma, dove rimase, salvo una breve interruzione, fino al 1911. Divenne uno dei principali rappresentanti del tomismo romano, esercitando una duratura influenza sulla formazione teologica attraverso l'insegnamento e i suoi trattati.

Partecipò attivamente alla controversia modernista. Nel 1903 redasse per la Congregazione dell'Indice un parere su L'Évangile et l'Église di Alfred Loisy. Il 19 giugno 1909 fu nominato consultore del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 30 giugno seguente.

Pio X lo creò cardinale il 27 novembre 1911, assegnandogli la diaconia di Santa Maria in Via Lata. Il 2 gennaio 1914 fu incluso nella Congregazione del Sant'Uffizio. Nel febbraio 1923 divenne inoltre membro della Pontificia Commissione Biblica.

La sua teologia difendeva l'oggettività e l'immutabilità della rivelazione contro le interpretazioni evoluzionistiche del dogma. Sul piano politico sostenne una concezione antiliberale dei rapporti tra Chiesa e società e manifestò simpatia per l'Action française di Charles Maurras, nella quale ravvisava una forza di opposizione alla Repubblica anticlericale.

La condanna pontificia dell'Action française, intervenuta nel 1926, aprì un grave contrasto con Pio XI. Billot non volle pubblicare la ritrattazione richiesta del proprio sostegno al movimento. La vicenda condusse alla rinuncia al cardinalato, formalizzata con gli atti del 21 settembre 1927 e annunciata dal pontefice nel concistoro del 19 dicembre. Con essa cessò anche la sua appartenenza al Sant'Uffizio.

Ritiratosi nel noviziato gesuitico di Galloro, presso Ariccia, vi morì il 18 dicembre 1931.

Tra le sue opere principali figurano De Verbo incarnato (1892), De Ecclesia Christi (1899), De inspiratione Sacrae Scripturae (1903) e De sacra traditione (1904), ripubblicato nel 1907 con il titolo De immutabilitate traditionis contra modernam haeresim evolutionismi.

Bibliografia

  • Peter J. Bernardi, Louis Cardinal Billot, S.J. (1846–1931): Thomist, Anti-Modernist, Integralist, in «Journal of Jesuit Studies», 8, 2021, pp. 585-616.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 179-181.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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