Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Lapponi (Tolentino, 1851 — Roma, 1906) fu un medico italiano, noto soprattutto come archiatra pontificio sotto Leone XIII e Pio X. Studiò medicina a Macerata e a Bologna, dove si laureò nel 1875 con una tesi sull'azione fisiologica dell'acido cianidrico e dei metalli. Costretto dalle difficili condizioni economiche ad abbandonare la carriera scientifica per la pratica medica, esercitò la professione a Capolona (Arezzo) e poi a Pollenza nelle Marche. Nel 1888, alla morte del professor Valentini, medico privato di Leone XIII, fu indicato come possibile sostituto dal professor Fabbri dell'Università di Bologna. Trasferitosi definitivamente a Roma nel 1890, conobbe una carriera brillante: insegnò medicina forense nelle scuole di diritto di Sant'Apollinare e nel 1893 assunse la direzione dell'igiene e della sanità nei Palazzi Apostolici, dove organizzò i servizi di pronto soccorso. La sua rilevanza per la storia delle eterodossie ottocentesche risiede nel ruolo svolto come perito medico del Sant'Uffizio in materia di ipnotismo e spiritismo, culminato nella pubblicazione del volume Ipnotismo e spiritismo (1897) e nel contributo alla condanna formale dello spiritismo del 1898.
Interessi di confine e rapporto con il Sant'Uffizio
Fin da giovane Lapponi manifestò interessi non convenzionali: da studente aveva cercato di scoprire il metodo segreto di pietrificazione del naturalista Girolamo Segato (1792-1838), e nel 1874 aveva documentato un proprio processo di conservazione di sostanze animali in un atto notarile sigillato a Tolentino. Nel 1895 si era interessato ai miracoli di Lourdes e alle obiezioni sollevate dalla comunità medica.
Il suo coinvolgimento nella questione dello spiritismo va collocato in una storia più lunga. Già nel 1892 il Sant'Uffizio aveva deciso di redigere un'istruzione generale contro lo spiritismo e gli abusi del magnetismo animale, affidando il compito al gesuita Sebastiano Sanguineti con la facoltà di consultare Lapponi «sub secreto S.O.». La morte di Sanguineti nel gennaio 1893 interruppe il progetto. L'incarico passò al domenicano irlandese Louis Joseph Hickey (1840-1907), che tra il 1893 e il 1895 produsse due voti senza risolvere del tutto la questione. Il 29 maggio 1895 il Sant'Uffizio decise infine di affidare uno studio medico sull'ipnotismo a Lapponi. Questi completò il suo rapporto nell'ottobre 1896 e ottenne successivamente il permesso di pubblicarlo come volume autonomo, chiedendo esplicitamente al Sant'Uffizio copie prive di intestazione «affinché, se non si crede inopportuno, io possa a tempo debito divulgarlo o anche ristamparlo, come se fosse stato fatto per mio conto e per ragione di studio».
Ipnotismo e spiritismo (1897)
Il volume si apre con una vasta archeologia dell'ipnotismo, che Lapponi traccia attraverso la magia antica, la stregoneria medievale, l'esoterismo rinascimentale e il magnetismo animale, collocando Mesmer al centro di questa genealogia come colui che aveva tentato di «svelare alle masse profane i misteri della scienza gelosamente custoditi dai saggi dell'antichità». La trattazione dell'ipnotismo vero e proprio è condotta con rigore medico: Lapponi ne classifica i tre stadi (letargia, catalessi, sonnambulismo vero), respinge le pretese di chiaroveggenza come prive di fondamento empirico, e attribuisce gli effetti fisiologici dell'ipnosi a cause naturali, senza alcun ricorso ad agenti paranormali. «Tutte le storie di una chiaroveggenza illimitata nei soggetti in stato ipnotico», scrive, «sono da relegare tra le fole, almeno fino a migliore dimostrazione in contrario».
Ben diverso è l'approccio allo spiritismo. Dopo aver esaminato sistematicamente i fenomeni straordinari documentati nelle sedute medianiche — oggetti levitanti, materializzazioni ectoplasmatiche, apparizioni — e aver riconosciuto la credibilità di numerosi testimoni, tra cui scienziati come William Crookes e Cesare Lombroso, Lapponi introduce una distinzione cruciale: mentre l'ipnotismo resta nell'ambito delle leggi naturali, lo spiritismo implica una rottura qualitativa che presuppone forze al di là dell'ordine naturale:
Intorno alla loro natura la Scienza è costretta a dichiararci, che essi non solo sono superiori, ma di più anche addirittura contrari alle più comuni e alle meglio note leggi della natura. Infatti il predire con sicurezza certe cose future non riguardanti la persona che parla, e relative a fatti altamente contingenti; la riproduzione esatta di scritture di esseri da lunghi anni defunti, ottenuta senza precedente tirocinio di preparazione; la rivelazione di particolari di un fatto, totalmente sconosciuti ai presenti e trovati poi esattissimi; la cognizione estemporaneamente acquistata di lingue, di cui spesso non si conosce appena che l'esistenza, e delle quali in avvenire non si saprà altro di più; la profonda dottrina in iscienze ignote astruse, esatte e difficili, che si possiede solo per alcuni quarti di ora, e intorno alle quali si sarà in seguito ignoranti come per lo passato; la capacità di locomozione automatica che d'improvviso acquistano per poco tempo i mobili di una stanza; i repentini cangiamenti di peso in più o in meno, che acquistano temporaneamente gli oggetti; il generarsi di scintillii, di fiammelle, di suoni senza apparecchi generatori di sorta; il sollevarsi spontaneo di corpi pesanti, non ostante la loro gravità, e il loro inclinarsi e mantenersi così inclinati fuori dell'ordinario centro di statica: tutti questi fatti sono tali che ogni uomo, benché non dotto, ma unicamente di buon senso, deve riconoscere non solo come superiori, ma altresì come contrari alle più volgari leggi di natura, sia biologica, sia psicologica, sia fisica (Lapponi 1897, pp. 189-190).
La conclusione del volume è netta: l'ipnotismo è una condizione patologica artificialmente inducibile, talora utile alla medicina e alla giustizia. Lo spiritismo invece è «la manifestazione di attività di ordine preternaturale», e in ciò «è identico alla Magia e alla Necromanzia dei Greci, dei Romani e del Medio Evo» (p. 215), e deve pertanto essere condannato in tutte le sue forme.
Posizione nel dibattito scientifico e significato storico
Il contributo di Lapponi si colloca in un momento cruciale del dibattito europeo sullo spiritismo. Mentre i protagonisti della psichiatria dinamica nascente — Pierre Janet, Charles Richet, Théodore Flournoy e Frederic W. H. Myers — stavano internalizzando gli spiriti nella psiche frammentata, riconcettualizzando le personalità secondarie dei medium come prodotti del subconscio, Lapponi operava in direzione opposta: li esternalizzava di nuovo, restituendoli al dominio preternaturale. Non si trattava, tuttavia, di arretratezza scientifica ma di strategia teologica deliberata: la Chiesa si rifiutava di cedere il paranormale alla psichiatria, insistendo che alcune anomalie richiedevano non una spiegazione medica ma una demonologica. Questo posizionamento fornì al Sant'Uffizio il fondamento intellettuale per la condanna formale dello spiritismo del 30 marzo 1898 — il decreto Quoad usum spiritismi — che per la prima volta proibiva esplicitamente la pratica dello spiritismo con una misura ad hoc. Il commento ufficiale del decreto, riprendendo Perrone e Lapponi, ribadiva che i fenomeni spiritici dovevano essere attribuiti ai demoni, in quanto «superano manifestamente i poteri della natura» e non possono essere ricondotti né agli angeli buoni né alle anime dei defunti.
Fonti e bibliografia
Fonti archivistiche
- Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (ADDF), Sant'Uffizio, Stanza Storica, Q6b (rapporto di Lapponi sull'ipnotismo, ottobre 1896; corrispondenza con Vincenzo Leone Sallua).
Opere a stampa
- Acta Sanctae Sedis, vol. 30 (1897-1898), pp. 215-221 (commentario alla Officiorum ac munerum); pp. 701-702 (decreto Quoad usum spiritismi).
- Nicola Capponi, Cenni biografici del dott. Giuseppe Comm. Lapponi, Archiatra di Pio X, Tolentino 1907.
- Giuseppe Lapponi, Ipnotismo e spiritismo. Studio medico critico, Roma: Tipografia poliglotta della S.C. De Propaganda Fide, 1897.
- Giuseppe Lapponi, // I miracoli di Lourdes e le obiezioni dei medici//, Roma: Tip. Editrice Romana, 1895.
Nota bene
Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]