Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Juan Huarte de San Juan (Saint-Jean-Pied-de-Port, ca. 1529 – Baeza, ca. 1588-1589) è stato un medico e filosofo naturale spagnolo, autore dell'Examen de ingenios para las ciencias (1575), opera di notevole fortuna europea sottoposta a censura dall'Inquisizione portoghese e da quella spagnola.
Originario della Bassa Navarra, si trasferì ancora giovane con la famiglia a Baeza, in Andalusia, dove studiò arti nell'università promossa da Juan de Ávila, importante centro di rinnovamento religioso e culturale. L'ambiente baezano era attraversato da fermenti spirituali che coinvolgevano anche cristiani nuovi e alumbrados, alcuni dei quali furono perseguiti dall'Inquisizione spagnola. Tra i probabili insegnanti di Huarte figuravano Hernando de Herrera e Diego Pérez de Valdivia, successivamente inquisiti per i loro presunti legami con l'alumbradismo. Non risulta tuttavia dimostrata un'adesione di Huarte a tali orientamenti religiosi. Proseguì gli studi di medicina ad Alcalá de Henares, conseguendo il titolo di bachiller nel 1555 e il dottorato nel 1559. Esercitò quindi la professione medica a Baeza e a Sigüenza, dove nel 1576 ricoprì anche una cattedra universitaria.
Nell'Examen de ingenios para las ciencias Huarte sviluppò una teoria delle differenti attitudini intellettuali fondata sulla tradizione medico-filosofica aristotelico-galenica. Le capacità individuali erano ricondotte alla costituzione fisica e al temperamento, mentre all'educazione veniva riconosciuta un'efficacia limitata rispetto alle predisposizioni naturali. La sua impostazione attribuiva particolare importanza all'osservazione e alla spiegazione razionale dei fenomeni, estendendo l'indagine medica a questioni tradizionalmente appartenenti alla filosofia e alla teologia. Significativa è anche la valorizzazione delle capacità intellettuali attribuite agli ebrei, particolarmente nell'esercizio della medicina: un elemento che la storiografia recente ha collegato alla critica delle discriminazioni fondate sull'ascendenza e sugli statuti di limpieza de sangre.
Proprio le implicazioni teologiche del suo naturalismo suscitarono l'intervento inquisitoriale. Già nel 1575 Alonso Pretel, commissario del Sant'Uffizio a Baeza, segnalò al tribunale di Córdoba alcune proposizioni sospette contenute nell'opera. Nel 1581 l'Examen fu inserito nell'Indice portoghese dei libri proibiti; nel 1583 comparve nell'Indice spagnolo del cardinale Gaspar de Quiroga, che ne subordinava la circolazione alla correzione del testo. L'Indice espurgatorio del 1584 prescrisse quarantaquattro interventi, riguardanti dodici dei quindici capitoli originari.
Le maggiori difficoltà riguardavano il rapporto tra anima razionale e costituzione corporea, l'immortalità dell'anima e la libertà della volontà umana. Particolarmente controverso risultò il settimo capitolo, nel quale Huarte cercava di conciliare le proprie spiegazioni naturalistiche con la dottrina cattolica distinguendo il campo d'indagine della filosofia naturale da quello della teologia. Il capitolo fu integralmente soppresso. Altri interventi riguardarono l'attribuzione di facoltà intellettuali agli animali, la localizzazione cerebrale delle funzioni cognitive e la descrizione del temperamento di Cristo.
Huarte predispose una versione riveduta e ampliata dell'opera, pubblicata postuma a Baeza nel 1594 per iniziativa del figlio Luis. La nuova redazione recepiva le prescrizioni inquisitoriali, ma sviluppava ulteriormente diversi aspetti della trattazione. La censura determinò così la circolazione di due differenti tradizioni testuali: quella espurgata, prevalente nelle successive edizioni spagnole, e quella derivata dalla prima edizione, che continuò a essere stampata anche nei Paesi Bassi. Tradotto nelle principali lingue europee, l'Examen esercitò una duratura influenza sulla riflessione intorno alle differenze intellettuali e all'organizzazione dei saperi.
Opere
- Examen de ingenios para las ciencias, Juan Bautista de Montoya, Baeza 1575.
- Examen de ingenios para las ciencias, edizione riveduta e ampliata, Juan Bautista de Montoya, Baeza 1594.
- (edizione moderna) Examen de ingenios para las ciencias, a cura di Guillermo Serés, Cátedra, Madrid 1989.
Bibliografia
- Jon Arrizabalaga, Huarte de San Juan, Juan, in DSI, vol. II, p. 754.
- Jon Arrizabalaga, Huarte de San Juan y la censura inquisitorial en la España de Felipe II, in Pasados y presente. Estudios para el profesor Ricardo García Cárcel, a cura di Rosa María Alabrús Iglesias et al., Universitat Autònoma de Barcelona, Barcelona 2020, pp. 583-594.
- Jon Arrizabalaga, Maria Laura Giordano, Cristianismo paulino en Huarte de San Juan: meritocracia y linaje en el Examen de ingenios para las ciencias (Baeza 1575, 1594), in «Hispania Sacra», 72/146, 2020, pp. 363-375.
- Véronique Duché-Gavet (a cura di), Juan Huarte au XXIe siècle. Actes de colloque, Atlantica, Anglet 2003.
- Álvaro Huerga, Los alumbrados de Baeza, Instituto de Estudios Giennenses, Jaén 1978.
- Mauricio de Iriarte, El doctor Huarte de San Juan y su Examen de los ingenios. Contribución a la historia de la psicología diferencial, CSIC, Madrid 19483.
- Rafael Mandressi, Los mejores médicos de la Tierra. El "pueblo de Israel" en el Examen de ingenios de Juan Huarte (1575), in «Anuario Colombiano de Historia Social y de la Cultura», 43/2, 2016, pp. 59-87.
Article written by Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]