Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Gaspar Melchor de Jovellanos (Gijón, 5 gennaio 1744 – Puerto de Vega, 27 novembre 1811) è stato un giurista, letterato, economista e uomo politico spagnolo, tra i principali esponenti dell'Illuminismo iberico e promotore di un importante progetto di riforma dell'Inquisizione spagnola durante il regno di Carlo IV.
Appartenente a una famiglia della piccola nobiltà asturiana, studiò diritto canonico nelle università di Osma, Ávila e Alcalá de Henares, abbandonando successivamente la prospettiva della carriera ecclesiastica per dedicarsi alla magistratura e all'amministrazione pubblica. Nel 1768 entrò nella Real Audiencia di Siviglia, dove frequentò gli ambienti illuminati vicini a Pablo de Olavide. Trasferitosi a Madrid nel 1778, si affermò come uno dei maggiori intellettuali riformatori della monarchia borbonica, anche grazie alla protezione di Pedro Rodríguez de Campomanes. Membro di importanti accademie e società economiche, si occupò di legislazione, istruzione, agricoltura e rinnovamento delle istituzioni.
Nel suo Informe en el expediente de la Ley Agraria (1795), sostenne la necessità di superare i vincoli giuridici ed economici che ostacolavano lo sviluppo dell'agricoltura, affrontando anche il problema della proprietà ecclesiastica e dei beni di manomorta. L'opera suscitò sospetti negli ambienti conservatori e fu denunciata al Sant'Uffizio per alcune proposizioni giudicate incompatibili con gli interessi della Chiesa. Il tentativo di censura, documentato nel 1797, non condusse tuttavia alla proibizione del libro.
Nominato ministro di Grazia e Giustizia nel novembre 1797, Jovellanos cercò di intervenire sull'organizzazione dell'Inquisizione. L'occasione fu offerta da un conflitto di competenza tra il tribunale inquisitoriale di Granada e le autorità ecclesiastiche ordinarie. Avvalendosi in particolare delle argomentazioni del vescovo Antonio Tavira, elaborò una Representación a Carlos IV sobre lo que era el Tribunal de la Inquisición (1798), nella quale contestò l'estensione della giurisdizione inquisitoriale e propose di ricondurre il controllo dell'ortodossia entro i limiti del diritto ecclesiastico comune. Rivendicò soprattutto le competenze dei vescovi in materia di fede, criticando l'autonomia eccessiva del Sant'Uffizio e i suoi metodi procedurali. Nello stesso scritto denunciò anche le conseguenze discriminatorie degli statuti di limpieza de sangre nei confronti dei discendenti dei convertiti dall'ebraismo.
Il progetto si inseriva nella tradizione regalista ed episcopalista dell'Illuminismo cattolico spagnolo e non prevedeva necessariamente l'immediata abolizione dell'Inquisizione, ma una profonda trasformazione delle sue attribuzioni. In questo contesto Jovellanos entrò in rapporto con il dibattito riformatore al quale partecipava anche Juan Antonio Llorente. Le sue iniziative provocarono l'opposizione dei settori più conservatori della corte e della gerarchia ecclesiastica, mentre la polemica europea sull'Inquisizione si intensificava anche in seguito agli interventi dell'abbé Henri Grégoire, vescovo costituzionale di Blois. Destituito nell'agosto 1798, Jovellanos non riuscì a realizzare il proprio programma.
Rientrato nelle Asturie, fu arrestato per ordine del governo nel marzo 1801 e trasferito a Maiorca, dapprima nella certosa di Valldemossa e successivamente nel castello di Bellver. La sua persecuzione si inserì nella reazione contro gli ambienti riformatori, frequentemente accusati di giansenismo, irreligiosità e ostilità verso le istituzioni tradizionali. Sebbene fosse stato oggetto di denunce e sospetti, non risulta che contro di lui sia stato celebrato un regolare processo inquisitoriale. Liberato nel 1808, durante la crisi della monarchia spagnola provocata dall'invasione napoleonica, rifiutò di collaborare con Giuseppe Bonaparte e partecipò alla Junta Suprema Central, impegnandosi nella difesa dell'indipendenza nazionale. Morì nel 1811.
La sua vicenda è rappresentativa delle tensioni tra riformismo illuminato, giurisdizionalismo monarchico e difesa dell'ortodossia religiosa nella Spagna di fine Settecento, alla vigilia della crisi definitiva dell'Antico Regime.
Opere principali
- Elogio de Carlos III, Viuda de Ibarra, Madrid 1789.
- Informe en el expediente de la Ley Agraria, Imprenta de Sancha, Madrid 1795 ([testo online nell'edizione del 1820]).
- Representación a Carlos IV sobre lo que era el Tribunal de la Inquisición, 1798 (pubblicata postuma).
- Memoria para el arreglo de la policía de los espectáculos y diversiones públicas y sobre su origen en España, 1812.
- Memoria en que se rebaten las calumnias divulgadas contra los individuos de la Junta Central del Reino, 1811.
Bibliografia
- José Miguel Caso González, Jovellanos y la Inquisición (un intento inquisitorial de prohibir el "Informe sobre Ley Agraria" en 1797), in «Archivum», 7, 1957, pp. 231-260.
- José Miguel Caso González, Rectificaciones y apostillas a mi artículo "Jovellanos y la Inquisición", in «Archivum», 9, 1959, pp. 91-94.
- José Miguel Caso González, Notas sobre la prisión de Jovellanos en 1801, in «Archivum», 12, 1962, pp. 217-237.
- José Miguel Caso González, Biografía de Jovellanos, Fundación Foro Jovellanos del Principado de Asturias, Gijón 2005.
- Manuel Fernández Álvarez, Jovellanos. Un hombre de nuestro tiempo, Espasa, Madrid 2001.
- Marina Torres Arce, Jovellanos, Baltasar Gaspar Melchor María de, in DSI, vol. II, pp. 858-859.* Emilio La Parra López, María Ángeles Casado Díaz, La Inquisición en España. Agonía y abolición, Los Libros de la Catarata, Madrid 2013.
Links
- Portale dedicato a Gaspar Melchor de Jovellanos nella Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes.
- Fundación Foro Jovellanos del Principado de Asturias.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]