Lépicier, Henri

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Henri Lépicier, in religione Alessio Maria (Vaucouleurs, 28 febbraio 1863 – Roma, 20 maggio 1936), è stato un teologo dell'Ordine dei Servi di Maria, cardinale e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Nato in Lorena da Henri Lépicier e Marie-Claire Hette, ricevette la prima formazione nel piccolo seminario di Vaucouleurs. Entrò nei Servi di Maria a Londra nel 1878 e pronunciò la professione religiosa l'anno seguente. Studiò filosofia e teologia in Inghilterra, soggiornò nel seminario di Saint-Sulpice a Parigi e completò la formazione nel Collegio Urbano di Propaganda Fide a Roma. Fu ordinato sacerdote nel settembre 1885.

Dopo essere stato maestro dei novizi a Bognor, nel 1892 ottenne la cattedra di teologia nel Collegio Urbano, succedendo a Francesco Satolli. Dal 1895 diresse il Collegio internazionale Sant'Alessio Falconieri dei Servi di Maria. Procuratore generale dell'ordine dal 1901, ne fu eletto priore generale nel 1913 e rimase in carica sino al 1920.

Parallelamente all'insegnamento svolse diversi incarichi nelle istituzioni pontificie. Fu consultore delle congregazioni degli Studi e di Propaganda Fide e nel 1904 partecipò come consultore ai lavori preparatori della codificazione canonica. Il 18 dicembre 1906 fu nominato qualificatore del Sant'Uffizio.

Esponente della teologia neoscolastica di orientamento tomista, intervenne nella controversia modernista difendendo la continuità della tradizione e opponendosi alle concezioni evolutive del dogma. A questo indirizzo appartiene il trattato De stabilitate et progressu dogmatis, pubblicato nel 1908. Particolare rilievo ebbero inoltre i suoi studi mariologici e la riflessione sulla cooperazione di Maria alla redenzione.

Nominato arcivescovo titolare di Tarso il 22 maggio 1924, fu inviato come visitatore apostolico in India e successivamente, nel 1927, in Abissinia ed Eritrea. Pio XI lo creò cardinale il 19 dicembre 1927. Il 22 dicembre ricevette il titolo di Santa Susanna e fu assegnato alle congregazioni del Sant'Uffizio, Concistoriale e dei Riti.

Il 17 dicembre 1928 divenne prefetto della Congregazione dei Religiosi, incarico che lasciò il 31 dicembre 1935. Rimase membro del Sant'Uffizio sino alla morte, avvenuta a Roma il 20 maggio 1936.

La sua vasta produzione comprende trattati di teologia dogmatica, commenti biblici e scritti di spiritualità. Fra le opere principali figurano il Tractatus de B. V. Maria Matre Dei (1901), The Unseen World (1906), dedicato al confronto fra teologia cattolica e spiritismo, e i commenti agli Atti degli apostoli, pubblicati in due volumi nel 1928.

Bibliografia

  • AAS, 19, 1927, pp. 439-444 e 448.
  • Gabriele M. Roschini, La vita e l'opera del Cardinale Alessio M. Lépicier O.S.M., in «Studi storici dell'Ordine dei Servi di Maria», 3, 1937, pp. 5-44.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 862-866.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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