Hefele, Carl Joseph von

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Carl Joseph von Hefele (Unterkochen, Württemberg, 15 marzo 1809 – Rottenburg, 5 giugno 1893) è stato uno storico della Chiesa, teologo e vescovo cattolico tedesco, protagonista delle controversie ottocentesche sull'autorità pontificia, la censura ecclesiastica e l'infallibilità papale.

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Formatosi all'Università di Tubinga sotto l'influenza di Johann Adam Möhler, fu ordinato sacerdote nel 1833 e divenne docente di storia ecclesiastica nella stessa università nel 1836, ottenendo successivamente la cattedra ordinaria. Inizialmente vicino alle posizioni ultramontane, sostenne le prerogative del papato contro le tendenze liberali e giurisdizionaliste presenti nel cattolicesimo tedesco. Intrattenne stretti rapporti con la nunziatura apostolica di Monaco e contribuì, attraverso segnalazioni e denunce, all'intervento della Congregazione dell'Indice contro gli scritti del teologo Joseph Gehringer e del canonico Ignaz von Jaumann. Questa attività lo rese particolarmente apprezzato negli ambienti curiali romani.

Hefele si occupò anche della storia dell'Inquisizione spagnola. Nel 1844 pubblicò un ampio studio sul cardinale Francisco Jiménez de Cisneros e sulla situazione ecclesiastica della Spagna tra Quattrocento e Cinquecento, nel quale affrontò criticamente l'interpretazione del tribunale inquisitoriale proposta da Juan Antonio Llorente. Contestò in particolare l'attendibilità delle cifre delle vittime avanzate dallo storico spagnolo e interpretò l'istituzione inquisitoriale nel quadro del consolidamento della monarchia dei Re Cattolici e della costruzione dell'unità politica e religiosa della Spagna. Il suo contributo ebbe una notevole influenza sulla storiografia europea dell'Ottocento, favorendo una revisione in senso conservatore delle interpretazioni liberali dell'Inquisizione, senza tuttavia tradursi in una difesa incondizionata della coercizione religiosa. L'opera conobbe diverse traduzioni, anche in italiano.

Dopo il 1848 le sue posizioni politico-ecclesiastiche divennero più moderate. Nel 1869 fu nominato vescovo di Rottenburg e partecipò al Concilio Vaticano I (1869-1870), distinguendosi tra i principali oppositori della definizione dogmatica dell'infallibilità pontificia. Nell'opuscolo Causa Honorii papae (1870) richiamò il caso di Onorio I, condannato per eresia nell'ambito della controversia monotelita, per sostenere l'incompatibilità storica dell'infallibilità del pontefice con la tradizione ecclesiastica. Il suo scritto, diversamente da altre pubblicazioni contrarie al dogma, non fu sottoposto a procedimento presso la Congregazione dell'Indice o il Sant'Uffizio.

Dopo la promulgazione della costituzione Pastor aeternus (18 luglio 1870), Hefele mantenne inizialmente le proprie riserve. Il 10 aprile 1871 si sottomise alle decisioni conciliari, soprattutto per evitare uno scisma e preservare l'unità ecclesiastica. La scelta contribuì inoltre a scongiurare la ripresa del procedimento inquisitoriale contro il teologo Johannes Evangelist von Kuhn e ulteriori interventi della censura romana nei confronti di altri docenti di Tubinga contrari all'infallibilità. La Congregazione del Sant'Uffizio accolse favorevolmente la sua sottomissione, senza aver mai avviato un procedimento contro di lui. La decisione gli attirò tuttavia le critiche degli ambienti liberali e dei vecchi cattolici, che vi videro un sacrificio della libertà intellettuale all'obbedienza ecclesiastica.

La sua vicenda costituisce un caso significativo delle tensioni tra ricerca storica, libertà teologica e autorità dottrinale nella Chiesa cattolica dell'Ottocento, mostrando anche come gli strumenti romani di controllo dell'ortodossia potessero intervenire nelle controversie interne alla cultura teologica.

Opere principali

  • Der Cardinal Ximenes und die kirchlichen Zustände Spaniens am Ende des 15. und Anfange des 16. Jahrhunderts. Insbesondere ein Beitrag zur Geschichte und Würdigung der Inquisition, H. Laupp, Tübingen 1844. [Testo digitalizzato].
  • Conciliengeschichte. Nach den Quellen bearbeitet, 7 voll., Herder, Freiburg im Breisgau 1855-1874.
  • Sull'Inquisizione spagnola. Dissertazione in confutazione della Storia critica della Inquisizione di Spagna del signor di Lorente, Ditta Bonardi-Pogliani, Milano 1858.
  • Causa Honorii papae, De Angelis, Napoli 1870.

Bibliografia

  • Claus Arnold, "Nur ein Nachschlagebuch"? Zum kirchenhistorischen Profil der "Conciliengeschichte" Hefeles, in Zwischen Wahrheit und Gehorsam. Carl Joseph von Hefele (1809-1893), a cura di Hubert Wolf, Schwabenverlag, Ostfildern 1994, pp. 52-77.
  • Roberto López-Vela, Storiografia: Inquisizione spagnola, in DSI, vol. III, pp. 1504-1509.
  • Rudolf Reinhardt, Hefele, Carl Joseph, in Theologische Realenzyklopädie, vol. XIV, de Gruyter, Berlin-New York 1985, pp. 526-529.
  • Hubert Wolf, Hefele, Karl Joseph von, in DSI, vol. II, pp. 750-751.
  • Hubert Wolf, Ketzer oder Kirchenlehrer? Der Tübinger Theologe Johannes von Kuhn (1806-1887) in den kirchenpolitischen Auseinandersetzungen seiner Zeit, Matthias-Grünewald-Verlag, Mainz 1992.
  • Hubert Wolf (a cura di), Zwischen Wahrheit und Gehorsam. Carl Joseph von Hefele (1809-1893), Schwabenverlag, Ostfildern 1994.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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