Vallemani, Giuseppe

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Vallemani (Fabriano, 9 giugno 1648 – Roma, 15 dicembre 1725) è stato un cardinale, arcivescovo e membro della Congregazione del Sant’Uffizio.

Nato in una famiglia nobile, era figlio del conte Rinaldo Vallemani e di Maddalena della Genga. Studiò presso l’Università di Macerata, dove conseguì il dottorato in utroque iure. Trasferitosi a Roma, entrò al servizio del cardinale Emilio Altieri, futuro papa Clemente X, e intraprese una lunga carriera nella Curia pontificia. Fu referendario dei tribunali della Segnatura apostolica, canonico della basilica vaticana e, tra il 1675 e il 1676, custode dell’Archivio di Castel Sant’Angelo.

Il 17 giugno 1690 fu nominato segretario della Congregazione dei Riti; nel 1692 passò alla segreteria della Congregazione dell’Immunità ecclesiastica. Durante il pontificato di Clemente XI ricoprì inoltre l’incarico di segretario della Congregazione della Disciplina dei Regolari. Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 17 gennaio 1700.

Il 5 dicembre 1701 fu nominato arcivescovo titolare di Atene. Clemente XI lo creò cardinale in pectore nel concistoro del 17 maggio 1706; la nomina fu resa pubblica il 1º agosto 1707. Gli fu quindi assegnato il titolo di Santa Maria degli Angeli alle Terme. Fu inoltre prefetto del Palazzo apostolico, governatore di Castel Gandolfo e, dal 31 dicembre 1707, prefetto della Congregazione dei Riti.

Il 7 giugno 1724 fu incluso nella Congregazione del Sant’Uffizio e prestò il prescritto giuramento come cardinale inquisitore. Partecipò ai conclavi del 1721 e del 1724, nei quali furono eletti rispettivamente Innocenzo XIII e Benedetto XIII.

Membro dell’Accademia dell’Arcadia con il nome di Leodoco Sofidio, morì a Roma il 15 dicembre 1725 e fu sepolto nella basilica dei Santi XII Apostoli.

Bibliografia

  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de’ cardinali della Santa Romana Chiesa, 10 voll., Stamperia Pagliarini, Roma 1792-1797, vol. VIII, pp. 89-92.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 1286-1287.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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