Sacripanti, Giuseppe

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Sacripanti o Sacripante (Narni, 19 marzo 1642 – Roma, 4 gennaio 1727), fu un cardinale e uomo di Curia, prefetto della Congregazione di Propaganda Fide e membro della Congregazione del Sant’Uffizio.

La carriera curiale

Proveniva da una famiglia di modeste origini, protagonista nel corso del Seicento di una significativa ascesa sociale. Dopo essersi laureato in legge a Roma nel 1663, entrò nello studio dell’uditore di Rota Girolamo Priuli. Nel 1674 divenne avvocato concistoriale e nel 1687 fu nominato sottodatario, incarico che lo pose al centro della gestione delle concessioni beneficiali e delle grazie pontificie. Nello stesso anno ricevette gli ordini sacri e ottenne un canonicato presso San Giovanni in Laterano.

Durante il pontificato di Innocenzo XII acquistò una posizione di primo piano nella Curia romana. Il pontefice ne apprezzava soprattutto la competenza giuridica e si avvalse della sua collaborazione nella preparazione di importanti provvedimenti. Sacripante partecipò, in particolare, all’elaborazione della bolla Romanum decet pontificem del 1692, diretta a limitare il nepotismo pontificio, e fece parte delle congregazioni straordinarie incaricate di progettare una riforma del sistema giudiziario dello Stato della Chiesa.

Divenuto sacerdote nel 1694, fu creato cardinale presbitero nel concistoro del 12 dicembre 1695, ricevendo il titolo di Santa Maria in Traspontina. Fu quindi prefetto della Congregazione del Concilio dal 1696 al 1700 e cardinale datario dal 1699. Partecipò al conclave del 1700, schierandosi con i cardinali «zelanti» e con il gruppo legato al precedente pontificato, e sostenne l’elezione di Clemente XI.

Propaganda Fide e Sant’Uffizio

Sotto Clemente XI Sacripante rimase uno dei più autorevoli consiglieri pontifici nelle questioni giuridiche e beneficiali. Nel dicembre 1704 fu nominato prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, carica che conservò sino alla morte. La sua lunga direzione coincise con una fase di consolidamento dell’amministrazione missionaria romana e comportò un costante intervento nelle controversie relative all’attività degli ordini religiosi, alla disciplina delle comunità cattoliche presenti nei territori non cattolici e ai rapporti tra pratiche missionarie e autorità politiche locali.

Il 23 aprile 1709 entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio. Rimase membro del dicastero fino alla morte. La contemporanea presenza ai vertici di Propaganda Fide e nel Sant'Uffizio lo collocò in un punto particolarmente significativo del sistema di controllo religioso della Chiesa romana: le competenze delle due congregazioni si intrecciavano infatti nelle questioni missionarie, nella valutazione delle dottrine e delle pratiche religiose e nella sorveglianza dei missionari e delle comunità cristiane poste fuori dai territori cattolici.

Sacripanti partecipò anche ai conclavi del 1721 e del 1724. In entrambe le occasioni il suo nome figurò tra quelli dei possibili candidati al pontificato, incontrando tuttavia l’opposizione della corte imperiale. Durante il pontificato di Benedetto XIII, ormai anziano, mantenne la prefettura di Propaganda Fide, ma esercitò un’influenza politica più limitata.

Morì a Roma il 4 gennaio 1727 e fu sepolto nella cappella di San Giuseppe della chiesa di Sant’Ignazio, da lui fatta edificare e decorare.

Bibliografia

  • Giuseppe Eroli, Miscellanea storica narnese, Tipografia del Gattamelata, Narni 1858, pp. 486-499.
  • Francesco Luisi, I Sacripante. Storia di una famiglia e memorie di Narni da documenti inediti dei secoli XVII-XVIII, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Amelia-Narni 2012.
  • Stefano Tabacchi, Sacripanti, Giuseppe, in DBI, vol. 89 (2020).
  • Christoph Weber, Die päpstlichen Referendare, 1566-1809. Chronologie und Prosopographie, Hiersemann, Stuttgart 2003, p. 870.
  • Hubert Wolf, Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 1115-1116.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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