Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Gangale (Cirò Marina, 7 marzo 1898 – Muralto, 13 maggio 1978) è stato un filosofo, intellettuale protestante, editore e linguista italiano.
Dopo gli studi liceali si trasferì a Firenze, dove si laureò in filosofia nel 1921 con una tesi su Pascal. Nel primo dopoguerra entrò in contatto con gli ambienti evangelici e, avvicinatosi al battismo, ricevette il battesimo nel 1924. Nello stesso periodo divenne una delle figure centrali della rivista protestante Conscientia, della quale fu condirettore e principale animatore culturale.
Negli anni Venti Gangale elaborò il progetto di un «nuovo protestantesimo» italiano, polemico tanto verso il cattolicesimo dominante quanto verso le forme di protestantesimo ottocentesco da lui giudicate eccessivamente sentimentali e scarsamente capaci di incidere sulla società. Il suo riferimento principale divenne Giovanni Calvino, interpretato come modello di una religiosità rigorosa, fondata sulla trascendenza divina, sulla responsabilità individuale e sull'autonomia della coscienza.
Fondamentale fu il rapporto con Piero Gobetti, con il quale Gangale condivise la riflessione sulla mancata Riforma protestante italiana e sulla necessità di una profonda trasformazione religiosa e civile del paese. Gobetti pubblicò nel 1925 Rivoluzione protestante, il testo più rappresentativo di questa fase del pensiero gangaliano. La Riforma vi era intesa non soltanto come evento confessionale, ma come rivoluzione morale capace di generare individui autonomi e responsabili e di contrastare il conformismo e il principio di autorità.
Dopo la soppressione di Conscientia nel 1927, Gangale fondò la casa editrice Doxa, attraverso la quale promosse la conoscenza in Italia dei classici della Riforma e del pensiero protestante contemporaneo. Pubblicò inoltre Calvino (1927), Apocalissi della cultura (1928), Revival (1929), dedicato alla storia del protestantesimo italiano dal Risorgimento, e Il Dio straniero (1932). Doxa contribuì anche alla circolazione italiana di autori quali Ernst Troeltsch, Paul Tillich e Karl Barth.
Nel 1934 Gangale lasciò l'Italia. Negli anni successivi soggiornò e insegnò in Germania, Danimarca e Svizzera, orientando progressivamente i propri interessi verso la filologia, la linguistica e lo studio delle minoranze linguistiche europee, con particolare attenzione al romancio e all'arbëresh. Morì nel 1978 a Muralto, nel Canton Ticino.
Opere principali
- Rivoluzione protestante, Piero Gobetti Editore, Torino 1925.
- Calvino, Doxa, Roma 1927.
- Apocalissi della cultura, Doxa, Roma 1928.
- Revival. Saggio sulla storia del protestantesimo in Italia dal Risorgimento ai tempi nostri, Doxa, Roma 1929.
- Tesi del nuovo protestantesimo con presentazioni ed esempi, Doxa, Roma 1930.
- Il Dio straniero, Doxa, Milano 1932.
Bibliografia
- Paolo Sanfilippo, Giuseppe Gangale, araldo del nuovo protestantesimo, Lanterna, Genova 1981.
- Alberto Cavaglion, Giuseppe Gangale e la cultura italiana negli anni Venti, Sellerio, Palermo 1991.
- Davide Dalmas, Anna Strumia (a cura di), Una resistenza spirituale. «Conscientia» 1922-1927, Claudiana, Torino 2000.
- Davide Dalmas (a cura di), Giuseppe Gangale profeta delle minoranze, in «Bollettino della Società di Studi Valdesi», 190, 2002.
- Paolo Bagnoli, Giuseppe Gangale e la casa editrice Doxa, in «Bollettino della Società di Studi Valdesi», 190, 2002, pp. 179-186.
- Giovanni Rota, Giuseppe Gangale. Filosofia e protestantesimo, Claudiana, Torino 2003.
- Saverio Napolitano, Giuseppe Gangale e la questione meridionale, in «Rivista storica calabrese», XXXVII, 2016, pp. 7-22.
- Franco Liguori, Gangale, Giuseppe, in Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]