Malvasia, Girolamo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Girolamo Malvasia (secolo XVII) fu un nobile bolognese coinvolto, insieme al fratello Luigi, nell'evasione di un prigioniero dalle carceri dell'Inquisizione di Bologna nel 1674.

Figlio di Francesco Maria Malvasia, apparteneva a un'importante famiglia del patriziato cittadino. Nel febbraio 1674 partecipò ai preparativi per la liberazione di Emanuele Rodríguez Passarino, nato e battezzato a Siviglia nel 1641, che aveva abbracciato l'ebraismo assumendo il nome di Leone, detto anche Giuda Vega. Arrestato a Bologna per apostasia, questi era detenuto nelle carceri inquisitoriali presso il convento di San Domenico.

Girolamo prese parte agli incontri organizzati dal fratello Luigi con alcuni complici, fra i quali Valentino Fabri, già al suo servizio e successivamente passato alle dipendenze dell'inquisitore. Il 24 febbraio 1674 Rodríguez Passarino riuscì a evadere grazie all'impiego di chiavi contraffatte. Successivamente Girolamo risultò coinvolto anche nelle vicende seguite al tentativo di eliminare Fabri, considerato un testimone pericoloso. Scoperta la congiura, lasciò Bologna insieme al fratello.

Il 3 marzo 1675 entrambi furono condannati in contumacia, con scomunica maggiore, confisca dei beni e dichiarazione di lesa maestà. Rifugiatisi nei territori della Repubblica di Venezia, continuarono a essere ricercati dal Sant'Uffizio. Nel 1685 furono segnalati dapprima ad Alessandria e successivamente a Pieve di Sacco, senza che le autorità inquisitoriali riuscissero a ottenerne l'arresto. Non sono note le circostanze della morte di Girolamo.

Bibliografia

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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