Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Miccoli (Trieste, 30 agosto 1933 – Trieste, 28 marzo 2017) è stato uno storico italiano. Tra i principali studiosi italiani di storia religiosa del secondo Novecento, ha contribuito al rinnovamento della storia della Chiesa attraverso ricerche nelle quali l'analisi delle istituzioni ecclesiastiche si intreccia con quella delle esperienze religiose, dei conflitti e dei rapporti tra cristianesimo e società. La sua produzione si distingue per l'ampiezza cronologica, il rigore nell'esame delle fonti e la costante riflessione sui presupposti e sulle responsabilità del lavoro dello storico.

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Sommario
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Profilo biografico-accademico
Si è formato presso la Scuola Normale di Pisa, dove è stato anche assistente. Tra i suoi maestri vi furono Arsenio Frugoni e Delio Cantimori. Dal 1968 fino al pensionamento ha insegnato presso l'Università di Trieste (salvo un breve intervallo tra 1985 e 1987 durante il quale insegnò all'Università di Venezia).
Alla formazione pisana contribuirono anche Ottorino Bertolini e Augusto Campana. Laureatosi nel 1956, proseguì gli studi con una ricerca di perfezionamento sul monaco vallombrosano Pietro Igneo, dalla quale sarebbe derivata la sua prima monografia. L'apprendistato medievistico si arricchì di soggiorni di ricerca presso i Monumenta Germaniae Historica di Monaco di Baviera e il Warburg Institute di Londra. Conseguì la libera docenza in Storia medievale nel 1962. Negli stessi anni ebbe particolare importanza il rapporto con Gustavo Vinay, che Miccoli avrebbe ricordato tra gli incontri decisivi per la propria maturazione scientifica.
Le sue ricerche hanno investito un millennio di storia della Chiesa, dalla riforma gregoriana al papato di Pio XII, concentrando i suoi studi in particolare su tre filoni di ricerca: la riforma gregoriana della Chiesa e i movimenti ereticali nell'XI secolo; la vita religiosa nel Medioevo italiano, con particolare attenzione al movimento francescano, ma con estensioni fino ai movimenti ereticali del XVI secolo (particolarmente rilevante è stato il contributo su La storia religiosa (1974) nella Storia d'Italia Einaudi); antisemitismo e cattolicesimo in età contemporanea (spicca in particolare l'ampia monografia I dilemmi e i silenzi di Pio XII, pubblicata da Rizzoli nel 2000).
A Trieste affiancò all'insegnamento un impegno nell'organizzazione degli studi storici, contribuendo all'istituzione del corso di laurea in Storia. Il rapporto con la città e con le vicende del confine orientale alimentò inoltre la collaborazione con l'Istituto per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia. La ricerca sul passato si accompagnò così a una partecipazione al dibattito civile, particolarmente attenta ai problemi del nazionalismo, del fascismo e della memoria delle persecuzioni.
Partecipò alla vita di numerose riviste e istituzioni scientifiche, tra le quali «Studi storici», «Studi medievali», «Cristianesimo nella storia» e la Società internazionale di studi francescani. Fu socio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e socio corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei.
Opera storiografica
Formazione e metodo
Il rapporto con Cantimori costituì un riferimento durevole, sul quale Miccoli tornò anche attraverso un autonomo lavoro di ricostruzione storiografica. La monografia Delio Cantimori. La ricerca di una nuova critica storiografica, pubblicata nel 1970, testimonia la precocità di questa riflessione sul percorso del maestro. L'interesse per Cantimori si inseriva in una più ampia attenzione alle condizioni intellettuali nelle quali si formano gli orientamenti di ricerca e ai rapporti tra esperienza personale, scelte politiche e pratica della storia.
La riflessione metodologica accompagnò l'intera attività di Miccoli. Ne offre una testimonianza la raccolta postuma Questione di metodo. Scritti su storici e storiografia, curata da Giuseppe Battelli, che riunisce interventi sui maestri, su altri protagonisti della storiografia novecentesca e sui criteri dell'indagine storica. Le pagine dedicate, tra gli altri, a Frugoni, Cantimori, Marino Berengo, Pierre Vidal-Naquet e Corrado Vivanti delineano anche una storia dei problemi e delle discussioni condivisi da una generazione di studiosi.
Un punto centrale della sua impostazione fu l'esigenza di sottoporre la storia religiosa alle medesime procedure critiche applicate agli altri ambiti della ricerca. Le convinzioni degli attori storici dovevano essere comprese nella loro specificità, senza trasformarle nelle premesse interpretative dello studioso. Analogamente, le pretese di continuità avanzate dalle istituzioni ecclesiastiche richiedevano di essere esaminate attraverso le concrete trasformazioni dei loro linguaggi e comportamenti.
Questa prospettiva comportava una particolare cautela verso l'impiego retrospettivo delle categorie. Termini apparentemente stabili, come Chiesa, riforma e cristianità, rinviano a realtà e progetti differenti secondo le epoche e i soggetti che li utilizzano. La ricostruzione del loro significato storico richiedeva pertanto di considerare insieme i testi, le circostanze della loro produzione e i conflitti nei quali prendevano forma.
La riforma della Chiesa e il Medioevo religioso
Le prime ricerche si collocavano nel dibattito sulla trasformazione della Chiesa dell'XI secolo. Lo studio di Pietro Igneo consentiva di affrontare questo processo attraverso un protagonista del monachesimo vallombrosano, coinvolto nelle lotte religiose toscane e successivamente nell'attività del papato. La biografia offriva così un punto di osservazione sui rapporti tra esperienze monastiche, iniziative riformatrici e istituzioni ecclesiastiche.
Il volume Chiesa gregoriana riunì ricerche che contribuirono alla discussione sulla fisionomia religiosa di quell'età. Il problema della riforma riguardava tanto le strutture di governo quanto i criteri con cui si definivano la legittimità dell'autorità ecclesiastica e i comportamenti richiesti al clero. In questo quadro assumevano rilievo il monachesimo, le contestazioni della simonia e la partecipazione dei laici ai conflitti della vita ecclesiastica.
L'attenzione alle tensioni interne alla società cristiana avrebbe caratterizzato anche gli sviluppi successivi della sua ricerca. L'unità religiosa del Medioevo non costituiva un dato da assumere senza verifica: occorreva ricostruire la varietà delle esperienze e i rapporti, talvolta conflittuali, tra iniziativa religiosa, riconoscimento istituzionale e definizione dell'ortodossia.
La storia religiosa d'Italia
Un momento centrale del suo percorso fu il vasto contributo alla Storia d'Italia Einaudi del 1974. La scelta di dedicare una trattazione specifica alla storia religiosa riconosceva a questo ambito una propria consistenza, pur mantenendolo strettamente connesso alle altre dimensioni della storia italiana. Il religioso non veniva ridotto a conseguenza di processi politici o sociali, ma neppure isolato dalle condizioni nelle quali operavano uomini e istituzioni.
L'ampiezza del quadro, dall'alto Medioevo al Cinquecento, permetteva di seguire mutamenti che oltrepassavano le consuete delimitazioni disciplinari. La storia delle gerarchie si intrecciava con quella dei movimenti, delle aspirazioni di rinnovamento e delle forme di partecipazione dei laici. In tale prospettiva, lo studio della Chiesa richiedeva di confrontare le sue rappresentazioni normative con la pluralità delle pratiche e delle esperienze religiose.
Le pagine introduttive del saggio ebbero un rilievo metodologico autonomo. Vi emergeva l'esigenza di distinguere la ricerca storica dalle ricostruzioni orientate a confermare un'identità confessionale o un giudizio precostituito. La comprensione del passato presupponeva la disponibilità a riconoscere differenze, discontinuità e contraddizioni, anche quando esse mettevano in discussione immagini consolidate.
L'opera suscitò discussioni che proseguirono a distanza di anni. Nel 1996 la «Rivista di storia e letteratura religiosa» ospitò un dibattito sulla storia religiosa d'Italia al quale partecipò lo stesso Miccoli. La durata del confronto testimonia il rilievo assunto dal contributo einaudiano nella definizione dei problemi e dei metodi della disciplina.
Francesco d'Assisi e le origini francescane
Le ricerche francescane rappresentarono un altro asse fondamentale della sua attività. Al centro vi era il rapporto tra l'esperienza di Francesco, la formazione dell'Ordine e le successive elaborazioni della memoria del fondatore. La ricostruzione della vicenda religiosa del santo richiedeva di distinguere questi piani, considerando le circostanze nelle quali le diverse testimonianze erano state prodotte e utilizzate.
Il confronto tra gli scritti di Francesco e la tradizione biografica permetteva di interrogare le trasformazioni della sua proposta religiosa. Le fonti agiografiche costituivano documenti della progressiva costruzione della sua immagine e delle esigenze delle comunità che se ne richiamavano all'esempio. La loro analisi consentiva dunque di studiare insieme il fondatore e la storia della sua ricezione.
La raccolta Francesco d'Assisi. Realtà e memoria di un'esperienza cristiana del 1991 trovò prosecuzione in Francesco d'Assisi. Memoria, storia e storiografia del 2010 e in Francesco. Il santo di Assisi all'origine dei movimenti francescani del 2013. In questi lavori la pluralità delle immagini del santo diventava un problema storico: le diverse appropriazioni della sua figura dovevano essere messe a confronto con le caratteristiche dell'esperienza originaria, senza presumere una loro immediata coincidenza.
Cattolicesimo, società e antisemitismo
L'interesse per l'età contemporanea si sviluppò intorno ai rapporti tra Chiesa e società, alle trasformazioni della presenza cattolica e alla persistenza di modelli di ordinamento cristiano della vita collettiva. Il titolo Fra mito della cristianità e secolarizzazione esprime una delle tensioni sulle quali Miccoli concentrò l'attenzione: il confronto tra il richiamo a una società integralmente cristiana e i processi che modificavano il ruolo pubblico delle istituzioni religiose.
Un rilievo crescente assunse lo studio dell'antisemitismo cattolico e dell'atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche di fronte alle persecuzioni degli ebrei. La ricerca riguardava i rapporti tra tradizioni religiose, culture politiche e comportamenti istituzionali. La collaborazione con Catherine Brice nella cura del volume Les racines chrétiennes de l'antisémitisme politique (fin XIXe-XXe siècle) si inserì in questo percorso.
Con I dilemmi e i silenzi di Pio XII Miccoli affrontò il problema dell'atteggiamento della Santa Sede durante la Seconda guerra mondiale e la Shoah. La questione dei silenzi pontifici veniva collocata entro la ricostruzione degli orientamenti e dei vincoli che condizionavano l'azione vaticana. Il problema storico riguardava pertanto le scelte compiute, le valutazioni che le sostenevano e il rapporto tra la difesa degli interessi ecclesiastici e la risposta alla persecuzione.
Il papato contemporaneo e la funzione civile della ricerca
Negli ultimi anni Miccoli estese l'indagine agli orientamenti del papato successivo al concilio Vaticano II. In difesa della fede. La Chiesa di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma affrontarono i problemi della ricezione conciliare, dell'autorità ecclesiastica e del rapporto con la modernità. L'attenzione al tradizionalismo si inseriva nella più ampia ricerca sulle resistenze e sui conflitti suscitati dai processi di trasformazione della Chiesa.
La funzione civile del lavoro storico costituì un elemento costante della sua attività e fu posta al centro del volume collettaneo Una storiografia inattuale?, curato da Giuseppe Battelli e Daniele Menozzi. La partecipazione al dibattito pubblico si accompagnava alla difesa dell'autonomia della ricerca: proprio il controllo delle fonti e la verifica delle interpretazioni permettevano allo storico di contribuire alla discussione sulle responsabilità, sulle memorie e sulle rappresentazioni del passato.
Bibliografia (parziale)
- Pietro Igneo. Studi sull'età gregoriana, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 1960, pp. 176.
- Chiesa gregoriana. Ricerche sulla Riforma del secolo XI, La Nuova Italia, Firenze 1966, pp. XI-316.
- Delio Cantimori. La ricerca di una nuova critica storiografica, Einaudi, Torino 1970, pp. 420.
- La storia religiosa, in Storia d'Italia, vol. II, Einaudi, Torino 1974, pp. 437-1079.
- Francesco d'Assisi. Realtà e memoria di un'esperienza cristiana, Einaudi, Torino 1991, pp. XIII-309.
- Fra mito della cristianità e secolarizzazione. Studi sul rapporto Chiesa-società nell'età contemporanea, Marietti, Casale Monferrato 1985.
- (a cura di, con Giorgio Chittolini) Storia d'Italia. Annali, vol. IX, La Chiesa e il potere politico, Einaudi, Torino 1986.
- I dilemmi e i silenzi di Pio XII, Rizzoli, Milano 2000.
- In difesa della fede. La Chiesa di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Rizzoli, Milano 2007.
- Francesco d'Assisi. Memoria, storia e storiografia, postfazione di Grado Giovanni Merlo, Edizioni Biblioteca Francescana, Milano 2010.
- La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma, Laterza, Roma-Bari 2011.
- Francesco. Il santo di Assisi all'origine dei movimenti francescani, Donzelli, Roma 2013.
- Questione di metodo. Scritti su storici e storiografia, a cura di Giuseppe Battelli, Viella, Roma 2020.
Bibliografia su Giovanni Miccoli
- Giuseppe Battelli, Bibliografia di Giovanni Miccoli 1953-2017, in «Cristianesimo nella storia», XXXIX/2, 2018, pp. 497-542.
- Giuseppe Battelli, Daniele Menozzi (a cura di), Una storiografia inattuale? Giovanni Miccoli e la funzione civile della ricerca storica, Viella, Roma 2005.
- Grado Giovanni Merlo, Giovanni Miccoli: elogio della ricerca storica, Morcelliana, Brescia 2011.
Links
- Breve autobiografia sul sito dell'Istituto Veneto
- Profilo biografico nell'Enciclopedia on line Treccani.
- Daniele Menozzi, La ricerca storico-religiosa di Giovanni Miccoli, «SettimanaNews», 4 aprile 2017.
- Roberto Alciati, La storia religiosa di Giovanni Miccoli: un decalogo per lo storico, «Historia Magistra».
- Inventario del fondo documentario Giovanni Miccoli, a cura di Laura Pavan, 2021.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]