Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Giovanni Cagnazzo da Taggia, noto anche come Giovanni da Tabia (Taggia, metà del XV secolo – Bologna, probabilmente nei primi anni Venti del XVI secolo), fu un teologo, canonista e inquisitore domenicano, attivo soprattutto a Bologna tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento.
Entrato nell'Ordine dei Predicatori ad Albenga, dove fece professione nel 1470, proseguì la propria formazione presso lo Studium domenicano di Bologna, distinguendosi nell'insegnamento della teologia e del diritto canonico. Maestro degli studi tra il 1483 e il 1485, conseguì il baccellierato teologico intorno al 1489-1490 e la laurea in teologia nel 1494. Nello stesso anno assunse l'incarico di inquisitore di Bologna, che mantenne fino al 1513. Ricoprì contemporaneamente importanti uffici accademici, tra cui la reggenza dello Studium domenicano, e fu più volte preside della facoltà teologica dell'Università di Bologna. Fu inoltre priore dei conventi domenicani di Ferrara e Genova.
Durante il suo lungo mandato inquisitoriale, Cagnazzo si occupò della repressione delle pratiche magiche e della stregoneria, in una fase in cui tali fenomeni acquistavano crescente importanza nell'attività dei tribunali domenicani dell'Italia settentrionale. Nel 1498 ebbe un ruolo nel procedimento contro Gentile Budrioli, detta Gentile da Bologna, accusata di stregoneria e condannata al rogo. La vicenda si colloca nel quadro della crescente attenzione degli inquisitori verso la presunta esistenza di gruppi organizzati di streghe e stregoni, ritenuti responsabili di pratiche diaboliche e di comportamenti contrari alla fede.
Cagnazzo intrattenne rapporti con il domenicano Heinrich Kramer, autore del Malleus maleficarum, che incontrò a Bologna nel 1500. La sua attività si inserì in un ambiente intellettuale caratterizzato dalla circolazione di trattati demonologici e dalla discussione sui poteri attribuiti al demonio, sulla realtà delle pratiche magiche e sulle competenze dei giudici ecclesiastici.
Non meno significativa fu la sua attenzione agli aspetti istituzionali e finanziari dell'Inquisizione. Negli anni Novanta del Quattrocento entrò in contrasto con la Compagnia della Croce, confraternita che tradizionalmente forniva sostegno materiale e organizzativo al tribunale bolognese. La controversia, originata dal progetto di unione con la Compagnia dei Battuti, giunse fino ad Alessandro VI, che nel 1497 intervenne a tutela delle prerogative dell'inquisitore.
La notorietà di Cagnazzo fu legata anche alla compilazione della Summa summarum quae Tabiena dicitur, pubblicata a Bologna nel 1517 e successivamente ristampata. L'opera, destinata soprattutto ai confessori e agli ecclesiastici impegnati nell'applicazione della teologia morale e del diritto canonico, comprendeva un'ampia trattazione dei peccati, delle superstizioni e delle pratiche magiche. Nel discutere la stregoneria, Cagnazzo richiamò il Malleus maleficarum, contribuendo alla circolazione delle elaborazioni demonologiche sviluppatesi tra Quattro e Cinquecento. Pur manifestando riserve su alcuni aspetti delle credenze relative alle trasformazioni delle streghe, ammise la realtà di determinati fenomeni che la tradizione inquisitoriale associava all'intervento diabolico.
La sua figura appare pertanto significativa sia per la storia dell'Inquisizione domenicana precedente all'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio romano (1542), sia per lo sviluppo della trattatistica morale e demonologica nella prima età moderna.
Opere
- Giovanni Cagnazzo da Taggia, Summa summarum quae Tabiena dicitur, Benedictus Hectoris, Bologna 1517.
Bibliografia
- Alfonso D'Amato, I Domenicani a Bologna, vol. I: 1218-1600, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1988.
- Tamar Herzig, Cagnazzo da Taggia, Giovanni, in DSI, vol. I (2010), p. 243.
- Lorenzo Sinisi, Un sommista ligure del primo Cinquecento: prime note su Giovanni Cagnazzo e la sua Summa Tabiena, in «Atti della Società Ligure di Storia Patria», n.s., 47/1, 2007.
- Michael Tavuzzi, Renaissance Inquisitors: Dominican Inquisitors and Inquisitorial Districts in Northern Italy, 1474-1527, Brill, Leiden-Boston 2007, in particolare pp. 109-118.
- Miriam Turrini, La coscienza e le leggi. Morale e diritto nei testi per la confessione della prima età moderna, il Mulino, Bologna 1991.
Article written Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]