Tolomei, Giovanni Battista

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Battista Tolomei (Camberaia, presso Pistoia, 3 dicembre 1653 – Roma, 19 gennaio 1726) è stato un gesuita, teologo e cardinale, membro della Congregazione del Sant’Uffizio.

Discendente dal ramo pistoiese di un’antica famiglia nobile, compì i primi studi a Firenze e frequentò i corsi di diritto civile all’Università di Pisa. Dopo la morte del padre, che si era opposto alla sua vocazione religiosa, il 18 febbraio 1673 entrò nella Compagnia di Gesù. Dotato di una vasta cultura linguistica, approfondì, oltre alle lingue classiche, l’ebraico, l’arabo, il siriaco e diversi idiomi moderni.

Tra il 1677 e il 1679 fu rettore del collegio gesuitico di Ragusa. Tornato a Roma, completò la formazione teologica e fu ordinato sacerdote nel 1684. Dal 1687 al 1691 ricoprì l’incarico di procuratore generale della Compagnia di Gesù; nell’agosto 1692 pronunciò la professione solenne.

Svolse quindi un’intensa attività didattica nel Collegio Romano, dove insegnò filosofia dal 1692 al 1697 e teologia scolastica e controversistica dal 1697. Fu rettore dello stesso Collegio dal 1698 al 1701 e, dal 1710, del Collegio Germanico. Parallelamente assunse numerosi incarichi nella Curia romana: fu teologo della Penitenzieria apostolica, esaminatore dei candidati all’episcopato e consultore delle congregazioni dell’Indice, dei Riti e delle Indulgenze e Sacre Reliquie.

Il 18 maggio 1712 Clemente XI lo creò cardinale, riservandone inizialmente la nomina in pectore; la sua elevazione fu resa pubblica nel concistoro del 26 settembre dello stesso anno. Gli fu assegnato il titolo presbiterale di Santo Stefano al Monte Celio. Divenuto uno dei principali consiglieri teologici del pontefice, partecipò alla preparazione della bolla Unigenitus Dei Filius del 1713, con la quale furono condannate centouno proposizioni tratte dalle Réflexions morales di Pasquier Quesnel. Il suo intervento si inserì nella più ampia offensiva romana contro il giansenismo.

Il 21 agosto 1715 fu nominato cardinale inquisitore, entrando così nella Congregazione del Sant’Uffizio, della quale rimase membro fino alla morte. Dal 1720 al 1723 fu camerlengo del Sacro Collegio. Partecipò ai conclavi del 1721 e del 1724, nei quali furono eletti rispettivamente Innocenzo XIII e Benedetto XIII.

La sua opera più nota, la Philosophia mentis et sensuum secundum utramque Aristotelis methodum pertractata metaphysice, pubblicata per la prima volta nel 1696 e successivamente ampliata, proponeva una rielaborazione dell’aristotelismo scolastico aperta al confronto con alcune acquisizioni della filosofia naturale contemporanea. L’opera ebbe vasta circolazione europea e fu apprezzata anche da Gottfried Wilhelm Leibniz. Tolomei lasciò inoltre un ampio corso manoscritto di teologia controversistica.

Morì nel Collegio Romano il 19 gennaio 1726. Fu sepolto nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma, davanti all’altare maggiore.

Opere principali

  • Philosophia mentis et sensuum secundum utramque Aristotelis methodum pertractata metaphysice, Roma 1696.
  • Philosophia mentis et sensuum secundum utramque Aristotelis methodum pertractata, metaphysice et empirice, Roma 1702.
  • De primatu beati Petri, Roma 1867.

Bibliografia

  • Vincenzo Tedesco, Tolomei, Giovanni Battista, in DBI, vol. 96 (2019).
  • Miles Pattenden, «The Jesuit Giambattista Tolomei (1653–1726): Cardinal and Philosopher», Journal of Jesuit Studies, VII, 2020, pp. 570-591.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, vol. II, Schöningh, Paderborn 2010, pp. 1329-1330.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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