Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Battista da Monte, detto anche Montano e noto in latino come Johannes Baptista Montanus (Verona, 1489 - Terrazzo, 6 maggio 1551), è stato un medico e umanista italiano, tra i protagonisti del rinnovamento della medicina nello Studio di Padova nel XVI secolo.
Formatosi tra Padova e Ferrara, studiò lettere greche e latine con Marco Musuro, filosofia con Pietro Pomponazzi e medicina con Niccolò Leoniceno. Dopo aver esercitato la professione in diverse città italiane, nel 1539 fu chiamato all'Università di Padova, dapprima alla cattedra di medicina pratica e quindi, dal 1543, a quella di medicina teorica.
Il suo magistero ebbe grande importanza per il rinnovamento dell'insegnamento medico. Da Monte insistette sulla necessità di coniugare la conoscenza dei testi di Ippocrate, Galeno e Avicenna con l'osservazione diretta dei malati e tenne lezioni anche presso l'ospedale di San Francesco di Padova. Per questo la tradizione storiografica gli ha attribuito un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'insegnamento clinico padovano, benché la natura e l'originalità di tale esperienza siano state successivamente oggetto di discussione.
Particolare importanza ebbe la sua riflessione sul metodo. Pur muovendosi entro un quadro sostanzialmente aristotelico, Da Monte cercò di organizzare la materia medica secondo principi logici e sistematici, esercitando una forte influenza sugli allievi. Tra questi figurò Bassiano Lando, che ne riprese e sviluppò le riflessioni sulla definizione della medicina e sul methodus. Attraverso l'ambiente di Lando, tale tradizione avrebbe esercitato un'influenza significativa anche sulla formazione padovana di Theodor Zwinger.
La figura di Da Monte assume particolare rilievo anche per la posizione occupata nelle reti intellettuali e medico-filosofiche che attraversarono le divisioni confessionali del Cinquecento. Numerose sue lezioni furono pubblicate postume dagli allievi e conobbero una notevole circolazione nell'Europa protestante. Alla trasmissione dei suoi testi contribuirono, tra gli altri, Johann Crato von Krafftheim, Valentinus Lublinus e Girolamo Donzellini, medico ripetutamente coinvolto in vicende inquisitoriali. Pur non essendo le opere di Da Monte mai state inserite nell'Indice, la loro fortuna negli ambienti medici ultramontani e protestanti finì per rendere sospetto, in alcuni contesti della Controriforma, persino il riferimento al suo nome. La sua vicenda costituisce così un caso significativo della permeabilità delle reti scientifiche e universitarie rispetto alle frontiere confessionali e degli effetti esercitati dalla censura sul sapere medico.
Morì il 6 maggio 1551 a Terrazzo, presso Verona. La maggior parte della sua produzione fu pubblicata postuma sulla base degli appunti e delle trascrizioni dei suoi discepoli, contribuendo largamente alla fortuna europea della scuola medica padovana.
Bibliografia
- Jerome J. Bylebyl, The School of Padua: Humanistic Medicine in the Sixteenth Century, in Charles Webster (a cura di), Health, Medicine and Mortality in the Sixteenth Century, Cambridge University Press, Cambridge 1979, pp. 335-370.
- Silvia Ferretto, Maestri per il metodo di trattar le cose. Bassiano Lando, Giovan Battista da Monte e la scienza della medicina nel XVI secolo, CLEUP, Padova 2012.
- Hannah Marcus, La mente del censore: Girolamo Rossi, medico e censore per la Congregazione dell'Indice, in Alejandro Cifres (a cura di), L'Inquisizione romana e i suoi archivi. A vent'anni dall'apertura dell'ACDF. Atti del convegno, Roma, 15-17 maggio 2018, Gangemi, Roma 2019, pp. 269-278.
- Maria Muccillo, Da Monte, Giovanni Battista, detto Montano, in DBI, vol. 32 (1986).
- Giuseppe Ongaro, L'insegnamento clinico di Giovan Battista da Monte (1489-1551): una revisione critica, in «Physis», XXXI, 2, 1994, pp. 357-369.
- Anna Odrzywolska, Włoski medyk Johannes Baptista Montanus (1489-1551) – jego działalność w Padwie, metody diagnostyczne i terapeutyczne oraz spuścizna naukowa, in «Kwartalnik Historii Nauki i Techniki», 66, 2, 2021, pp. 25-45.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]