Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovan Battista de Faxis fu un eterodosso genovese attivo a Spigno e processato nel 1549 dal tribunale episcopale di Savona.
Originario di Genova, si era trasferito a Spigno dichiarando di voler ristabilirsi dopo una malattia. È tuttavia possibile che nella scelta avesse avuto un peso anche il desiderio di vivere con maggiore libertà le proprie convinzioni religiose. A Spigno entrò in rapporti con il maestro di scuola Leonardo de Cannellis] e con il tessitore Giovan Battista Ricci. I tre erano soliti riunirsi per discutere questioni religiose e sostenevano posizioni di matrice riformata, in particolare la centralità della grazia divina e la giustificazione per sola fede.
Alla discussione religiosa si accompagnava la circolazione di libri proibiti, fra i quali il Pasquino in estasi e il Sommario della Sacra Scrittura.
Il procedimento contro de Faxis fu avviato il 22 agosto 1549 dal vicario episcopale. Citato a comparire, l'imputato cercò inizialmente di sottrarsi alla giustizia, rendendosi irreperibile e rifugiandosi a cavallo nel vicino borgo di Mombaldone. Tentò inoltre di recuperare clandestinamente alcuni libri sequestrati e depositati presso l'abbazia di San Quintino. Comparve infine davanti al tribunale il 31 agosto.
Il 1° settembre 1559 de Faxis e Leonardo de Cannellis furono condannati all'abiura de vehementi. Il 13 settembre 1559 il primo fu nuovamente convocato a Savona, presumibilmente perché reiterasse la propria ritrattazione. Il procedimento fu gestito essenzialmente dall'autorità episcopale, senza intervento diretto dell'inquisitore generale di Genova, e costituisce uno dei pochi casi noti in cui il tribunale vescovile savonese riuscì autonomamente a perseguire e punire degli eterodossi.
Bibliografia
- Simone Ragagli, Inquisitori e vescovi contro l'eresia nella Savona del Cinquecento, in G. Dall'Olio, A. Malena, P. Scaramella (a cura di), La fede degli italiani. Per Adriano Prosperi, vol. I, Pisa, Edizioni della Normale, 2011, pp. 153-170.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]