Buchanan, George

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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George Buchanan (Killearn, febbraio 1506 – Edimburgo, 28 settembre 1582), è stato un umanista scozzese tra i maggiori del Cinquecento, poeta e storiografo, noto per l’adesione tardiva alla Riforma e per il celebre processo subìto dall’Inquisizione portoghese.

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Cenni biografici

Nato a Killearn in una famiglia impoverita, studiò a St. Andrews e poi a Parigi, dove conseguì il magistero (1528) e divenne docente al collegio di Sainte-Barbe. Tra gli anni Trenta e Quaranta insegnò fra Scozia e Francia, affermandosi come poeta e drammaturgo; fu precettore di Michel de Montaigne e coltivò rapporti duraturi con l’ambiente umanistico francese.

Nel 1547 accettò l’invito di Giovanni III di Portogallo a insegnare a Coimbra. Il clima di sospetto verso il filoprotestantesimo francese, unito a tensioni interne all’ateneo, portò all’apertura di un’inchiesta (1549). Buchanan fu accusato di simpatie luterane e di possesso di libri proibiti; arrestato nel 1550, difese alcune proprie posizioni, ammettendo tuttavia errori dottrinali. Condannato nel 1551 all’abiura privata e a un periodo di reclusione nel monastero di São Bento, vi compose gran parte della sua versione metrica dei Salmi. Liberato nel 1552, lasciò il Portogallo.

Dal 1553 operò nuovamente in Francia e aderì apertamente al calvinismo. Tornato in Scozia (1560 ca.), fu coinvolto nella vita politica e religiosa del regno: partecipò alla costruzione della nuova Chiesa riformata, fu rettore di St Leonard’s College e divenne precettore di Maria Stuart e poi di Giacomo VI, sul quale esercitò una profonda influenza educativa.

I suoi ultimi anni furono dedicati alla stesura delle opere maggiori: De Jure Regni apud Scotos (1579), trattato sul potere politico fondato sulla sovranità popolare, e la Rerum Scoticarum Historia (1582), scritta in un latino che i contemporanei consideravano tra i più alti della sua epoca. Le idee politiche di Buchanan furono presto oggetto di censura e le sue opere condannate e talvolta bruciate.

Morì a Edimburgo nel 1582.

Bibliografia essenziale

  • James M. Aitken, The Trial of George Buchanan Before the Lisbon Inquisition, Oliver and Boyd, Edinburgh–London 1939.
  • Philip J. Ford, George Buchanan: Prince of Poets, Aberdeen University Press, Aberdeen 1982.
  • David Macmillan, George Buchanan. A Biography, Simpkin, Marshall & Co., London 1906.
  • James R. Naiden, The Sphera of George Buchanan. A literary opponent of Copernicus and Tycho Brahe, W.H. Allen, Philadelphia 1951.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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