Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Gaspar de Zúñiga y Avellaneda (Osma, Soria, primi decenni del XVI secolo – Jaén, 2 gennaio 1571) è stato un arcivescovo e cardinale spagnolo, figura centrale nella fase istruttoria del processo inquisitoriale contro l’arcivescovo di Toledo Bartolomé de Carranza.
Appartenente all’alta aristocrazia castigliana, era figlio del III conte di Miranda. Si formò presso l’Università di Salamanca sotto l’influenza del magistero teologico di Francisco de Vitoria, occupando la cattedra di Teologia tra il 1547 e il 1550. La sua carriera ecclesiastica lo vide prima abate di Castro e di San Isidoro di León, quindi vescovo di Segovia (1550), poi arcivescovo di Santiago de Compostela (1558) e infine di Siviglia (1569).
Partecipò alla seconda fase del Concilio di Trento, intervenendo nei dibattiti sulla messa e sul sacramento dell’ordine e facendo parte delle commissioni incaricate della redazione dei decreti. Tornato in Spagna, si impegnò nell’applicazione della riforma tridentina, convocando nel 1565 il primo concilio provinciale della provincia compostellana.
Nel 1561, in seguito alla crisi istituzionale apertasi nel processo contro Carranza dopo la ricusazione dell’inquisitore generale Valdés, Filippo II lo designò giudice della causa. Pur non essendo inquisitore di carriera, Zúñiga assunse la direzione del procedimento in stretto raccordo con il Consiglio dell’Inquisizione, imponendo il rispetto delle forme del diritto inquisitoriale, coordinando la raccolta delle testimonianze – tra cui quella dello stesso re – e vigilando sull’esame dottrinale degli scritti dell’imputato. La sua azione contribuì a prolungare e irrigidire il processo, che fu infine trasferito a Roma nel 1566, ponendo termine al suo incarico.
I suoi compiti si esaurirono di fatto tra il 1565 e il 1566, quando la Santa Sede decise di trasferire il processo a Roma. Con la traduzione di Carranza nella capitale pontificia si chiuse il ruolo di Zúñiga nella causa. Il 17 giugno 1570 fu creato cardinale da Pio V. Morì a Jaén il 2 gennaio dell'anno successivo, poco dopo aver celebrato il matrimonio tra Filippo II e la principessa Anna d'Asburgo (12 novembre 1570), durante il viaggio di ritorno verso Siviglia, la sua nuova sede arcivescovile, che di fatto non poté mai governare appieno. La sua figura resta legata a uno dei più complessi e controversi procedimenti inquisitoriali della Spagna del Cinquecento, emblematico delle tensioni tra monarchia, Inquisizione e papato.
Bibliografia
- A. Sáez, Zúñiga y Avellaneda, Gaspar de, in DHEE, vol. IV, p. 2817.
- José Ignacio Tellechea Idigoras, El arzobispo Carranza. “Tiempos recios”, Publicaciones Universidad Pontificia – Fundación universitaria española, Salamanca, voll. I–IV, 2003–2008.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]