Apóstoles, Francisca de los

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Francisca de los Apóstoles (Novés, ca. 1541 – post 1578), nota anche come Francisca de Ávila, è stata una visionaria e riformatrice religiosa attiva a Toledo nella seconda metà del XVI secolo. Figlia di un pittore, abbandonò la casa paterna a sedici anni per entrare nella comunità di beatas della chiesa di Santa María la Blanca, dove visse fino ai ventiquattro anni, passando poi alla chiesa di Santo Tomé.

Ispirata da esperienze mistiche e da visioni di carattere apocalittico, Francisca si convinse di essere chiamata a contribuire alla riforma della Chiesa, denunciandone la corruzione e la distanza dai poveri. Nel 1573 fondò un beaterio destinato ad accogliere donne sole, giovani o vedove prive di mezzi, e a offrire loro una vita di preghiera, penitenza e assistenza reciproca. La sua iniziativa, priva di approvazione ufficiale, si collocava nel solco di una rinnovata spiritualità laica, sensibile ai temi della povertà evangelica e della riforma morale del clero.

L’attività di Francisca fu strettamente legata alla figura dell’arcivescovo Bartolomé Carranza, arrestato dall’Inquisizione nel 1559, la cui liberazione essa considerava parte di un disegno divino di rigenerazione della Chiesa. In una delle sue visioni, Carranza le apparve riabilitato e tornato a guidare la riforma ecclesiastica. A tale prospettiva si ispirò il suo progetto di fondare una casa religiosa duplice, composta da dodici donne (“doce Marías”) e dodici sacerdoti (“doce Apóstoles”), chiamati a vivere in povertà e penitenza come nuovi apostoli.

Il rifiuto delle autorità ecclesiastiche toledane di approvare la fondazione e le accuse provenienti da alcune ex sostenitrici del beaterio portarono nel 1575 all’apertura di un processo inquisitoriale. Francisca fu accusata di alumbradismo, blasfemia e falsificazione di rivelazioni divine. I giudici interpretarono le sue estasi e visioni come frutto d’inganno demoniaco e di superbia spirituale.

Dopo tre anni di detenzione e interrogatori, nel 1578 venne condannata a cento frustate pubbliche e al bando da Toledo per tre anni, oltre che costretta all'abiura de levi. Da quel momento scomparve dalle fonti.

La sua vicenda riflette le tensioni della mistica femminile post-tridentina, sospesa tra l’aspirazione alla riforma interiore e la sorveglianza inquisitoriale. Francisca de los Apóstoles, figura marginale ma emblematica, rappresenta l’incontro tra profezia, riforma e dissenso religioso nella Spagna della Controriforma, accanto a modelli come Caterina da Siena e Teresa d’Ávila, che ne ispirarono l’immaginario spirituale.

Bibliografia

  • Gillen T. W. Ahlgren, Francisca de los Apóstoles. La voz de una visionaria a favor de la Reforma, en el Toledo del siglo XVI, in Mary E. Giles (a cura di), Mujeres en la Inquisición. La persecución del Santo Oficio en España y el Nuevo Mundo, Martínez Roca, Barcelona 2000, pp. 149-166.
  • Gillen T. W. Ahlgren, The Inquisition of Francisca: A Sixteenth-Century Visionary on Trial, Chicago University Press, Chicago 2005.
  • Vicente Beltrán de Heredia, Un grupo de visionarios y pseudoprofetas durante los últimos años de Felipe II y repercusión de ello sobre la memoria de Santa Teresa, in "Revista Española de Teología", VII, 1947, pp. 483-534.
  • Maria Laura Giordano, Entre experiencia subjetiva y creación de un modelo: el caso de dos beatas en España entre los siglos XVI e XVII, in Ana Isabel Cerrada Jiménez e Josemi Lorenzo Arribas (a cura di), De los símbolos al orden simbólico femenino (Siglos IV-XVII), A.C. Al-Mudayna, Madrid 1998, pp. 317-334.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2025

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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