Barberini, Francesco (iunior)

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Francesco Barberini (Roma, 12 novembre 1662 – Roma, 17 agosto 1738) è stato un cardinale, membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Appartenente alla potente famiglia Barberini, era pronipote di Urbano VIII e nipote del cardinale Carlo Barberini; viene generalmente indicato come iunior per distinguerlo dall'omonimo cardinale Francesco Barberini, nipote di Urbano VIII (1597-1679).

Figlio di Maffeo Barberini, principe di Palestrina, e di Olimpia Giustiniani, apparteneva a una delle più importanti famiglie della nobiltà romana. Studiò diritto alla Sapienza di Roma, conseguendo il dottorato in utroque iure nel 1678. Fu abbreviatore del Parco Maggiore, chierico e quindi uditore della Camera Apostolica.

Creato cardinale da Alessandro VIII nel 1690, ricevette il titolo di Sant'Angelo in Pescheria e fu quindi legato pontificio a Ravenna fino al 1697. Nel 1694 divenne prefetto della Congregazione delle Acque. Nel 1698 passò all'ordine dei cardinali vescovi, ottenendo la sede suburbicaria di Palestrina. Nel 1721 fu nominato prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari e il 1° luglio 1726 divenne vescovo suburbicario di Ostia e Velletri e decano del Collegio cardinalizio.

Partecipò ai conclavi del 1691, 1700, 1721, 1724 e 1730.

Il 9 agosto 1726 Barberini fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Il 13 agosto successivo prestò giuramento come cardinale inquisitore e assunse formalmente l'incarico. Il giorno seguente prestò giuramento anche Pompeo Compagnoni, suo adiutor studiorum.

Nel 1730 Barberini fu inoltre nominato membro della Congregazione dei Correttori dei libri orientali. Rimase membro del Sant'Uffizio fino alla morte, avvenuta a Roma il 17 agosto 1738.

Bibliografia

  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, 10 voll., Pagliarini, Roma 1792-1797, vol. VIII, pp. 24-26.
  • MORONI, vol. IV, p. 115.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 194-195.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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