Fleming, David

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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David Fleming (Ballycasheen, Killarney, Irlanda, 1851 – 1915) fu un ecclesiastico e teologo irlandese. Formato nella provincia belga dell'ordine francescano (Gand), dove fu ordinato sacerdote nel 1875 e successivamente nominato lettore in filosofia con specializzazione nella scolastica francescana, salì progressivamente nei ranghi dell'ordine, divenendo Provinciale per l'Inghilterra nel 1891 e vicario generale (1901–1903). Il suo stile di governo autoritario alienò le correnti riformiste all'interno della famiglia francescana, ma non intaccò il suo crescente prestigio nella Curia romana. Nominato consultore del Sant'Uffizio nel 1896, fu chiamato da Leone XIII a ricoprire la carica di segretario della Pontificia Commissione Biblica nel 1903.

Profilo intellettuale

Intellettualmente, Fleming combinava una solida formazione neoscolastica con una marcata fedeltà al quadro antimodernista della Chiesa e con uno scetticismo epistemologico pronunciato nei confronti delle conoscenze di natura occulta. Quest'ultima posizione è documentata in un articolo del 1914 su Ruggero Bacone e la scolastica, pubblicato sulla Rivista di Filosofia Neo-Scolastica, nel quale Fleming difendeva l'interesse di Bacone per l'astrologia e la magia contro censure ecclesiastiche mal fondate, pur concludendo che tali pratiche erano epistemologicamente inconcludenti. Nel corso del tempo aveva acquisito una familiarità operativa con i movimenti occulti e le società segrete, che lo rendeva uno degli esperti più adatti, nell'ambiente curiale, a valutare fenomeni di questo tipo.

La Société des Sciences Psychiques (1898)

Nel 1898 Fleming fu incaricato dal Sant'Uffizio di valutare la Société des Sciences Psychiques, fondata a Parigi nel 1895 dall'abbé Ferdinand Brettes con l'intento dichiarato di combattere l'occultismo studiandone scientificamente i fenomeni. La società aveva suscitato allarme nella Curia dopo che il medico e occultista Gérard Encausse, noto come Papus, figura di spicco del martinismo francese, era entrato a farne parte. Nel rapporto del 4 agosto 1898, Fleming smontò sistematicamente le premesse dell'iniziativa: l'occultismo era ai suoi occhi una versione riciclata (repetita crambe) di pratiche antiche prive di rigore scientifico e teologico, e la minaccia che rappresentava assai meno grave di quanto Brettes sostenesse. Descrisse Papus come «un uomo del tutto empio ed estremamente pericoloso» e Brettes come un sacerdote troppo facilmente trascinato dalle proprie fantasie, privo della necessaria solidità intellettuale. Raccomandò lo scioglimento della società, che il Sant'Uffizio approvò il 7 dicembre 1898.

L'inchiesta sulle società segrete nell'Impero britannico

Il nome di Fleming è strettamente legato a una vasta inchiesta condotta dal Sant'Uffizio sulle società segrete attive nell'Impero britannico, avviata agli inizi del Novecento nell'ambito di un più ampio sforzo vaticano di monitoraggio delle associazioni laiche sospettate di mantenere legami con la Massoneria o di favorire l'indifferentismo religioso, in particolare nei contesti coloniali. Dopo quasi un decennio di raccolta di informazioni e revisione di statuti associativi, Fleming dovette riconoscere, nella sua relazione del maggio 1909, che per la maggior parte tali società apparivano sostanzialmente inoffensive, essendo per lo più di natura filantropica e prive di contenuti esplicitamente ereticali. Valutazioni più preoccupanti emergevano, tuttavia, dalle periferie coloniali dell'Impero. Particolarmente significativa fu la lettera del delegato apostolico Władysław Michał Zaleski, datata 7 settembre 1900, che descriveva il governo indiano come uno «schiavo assoluto» della Massoneria inglese e sollevava allarmi sull'Independent Order of Good Templars — un'organizzazione fondata nel 1852 nell'ambito del movimento per la temperanza — denunciandone la natura «puramente massonica» e l'influenza «nefasta» esercitata sui soldati cattolici. Sulla base di questi materiali, Fleming raccomandò di estendere ai territori coloniali un divieto già esistente nei confronti dell'Ordine, proposta discussa e approvata dal Sant'Uffizio nel dicembre 1914.

L'inchiesta sulla Teosofia

Durante la stessa sessione del dicembre 1914, la Congregazione ampliò inaspettatamente il campo dell'indagine, proponendo di estendere la sorveglianza alle «odierne associazioni teosofiche». Fleming fu uno dei cinque esperti selezionati dal cardinale Rafael Merry del Val e incaricati di redigere una relazione nel febbraio 1915. La sua De Theosophia (ADDF, Sant'Uffizio, Rerum variarum 1919, 1, doc. 4), ricevuta il 19 giugno 1915, adottò un approccio genealogico piuttosto che sistematico, situando la Teosofia all'interno di una lunga genealogia eterodossa occidentale — da Swedenborg agli gnostici — e argomentando che la sua pretesa matrice buddhista non resisteva all'esame storico. A differenza della relazione di Lemius, sistematica e ambiziosa nel suo impianto dogmatico, Fleming si limitò a smontare le pretese orientali del movimento e a segnalarne il legame con lo Spiritismo americano, senza offrire una valutazione teologica estesa. Pur giudicandone gli errori «immensi» e condannabili «dieci e cento volte», si pronunciò contro una condanna formale immediata, adducendo il limitato coinvolgimento cattolico con il movimento.

Fonti e bibliografia

Fonti archivistiche

  • Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (ADDF), Sant'Uffizio, Rerum variarum 1898, 123 (rapporto sulla Société des Sciences Psychiques, agosto 1898); Rerum variarum 1915, 2, doc. 158 (relazione sulle società segrete nell'Impero britannico, maggio 1909); doc. 161 (relazione sull'Independent Order of Good Templars, novembre 1914); Rerum variarum 1919, 1, doc. 4 (De Theosophia, giugno 1915).

Opere di Fleming

  • David Fleming, «Ruggero Bacone e la Scolastica», Rivista di Filosofia Neo-Scolastica 6, n. 6 (1914), pp. 529–571.

Fonti accademiche

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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