Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Camille Flammarion (1842–1925) fu un astronomo, divulgatore scientifico e scrittore francese, tra i principali propagatori ottocenteschi della teoria della pluralità dei mondi abitati. La sua figura è rilevante anche nella storia delle eterodossie contemporanee, sia per i suoi rapporti con lo spiritismo kardecista, sia perché alcune sue opere finirono per sfiorare questioni teologicamente sensibili come la preesistenza delle anime, la migrazione delle anime tra i mondi e il significato cosmico della redenzione.
Astronomia popolare e immaginario cosmico
Con La pluralité des mondes habités (1862), Flammarion si impose come uno dei principali interpreti moderni di una tradizione che risaliva almeno a Fontenelle. In quest’opera egli non affrontava direttamente lo spiritismo né la reincarnazione, ma esaminava le condizioni di abitabilità dei pianeti e sosteneva la possibilità di molteplici umanità cosmiche. Il libro si colloca tuttavia in un orizzonte più ampio, in cui cosmologia, filosofia naturale e riflessione religiosa tendono a intrecciarsi, aprendo lo spazio a una visione gerarchica ed evolutiva dell’universo.
Il voto di Piotr Semenenko (1866)
L’opera attirò l’attenzione della Congregazione dell’Indice nel 1866, pochi mesi dopo l’esame del libro di André Pezzani La pluralité des existences de l'âme (1864), che si ispirava chiaramente al volume di Flammarion. A valutare La pluralité des mondes habités fu Piotr Semenenko, in una relazione datata 9 dicembre 1866. Il consultore insistette sulla distinzione tra la posizione di Flammarion e quella di Pezzani. Mentre quest’ultimo sosteneva esplicitamente la pluralità delle esistenze dell’anima in senso incompatibile con la fede cristiana, Flammarion si manteneva per lo più sul terreno dell’ipotesi cosmologica. La teologia cattolica, osservava Semenenko, non aveva mai definito dogmaticamente la questione dell’esistenza di esseri intelligenti su altri pianeti; ciò che escludeva era piuttosto la possibilità di più esistenze temporali della stessa anima o l’esistenza di uomini non discendenti da Adamo. Su questa base, il libro non fu assimilato a quello di Pezzani. Pur censurando alcuni passaggi — in cui l’autore sembrava avvicinarsi alla preesistenza delle anime, alla loro migrazione tra mondi e all’idea di una grande umanità collettiva gerarchica — Semenenko ritenne tali elementi insufficienti per una condanna complessiva. Il volume, discusso nella feria del 17 dicembre 1866, non fu posto all’Indice.
Significato storico
Il caso Flammarion mostra che, nel cattolicesimo del secondo Ottocento, la pluralità dei mondi non costituiva di per sé una dottrina eterodossa. Il discrimine passava piuttosto tra semplice ipotesi cosmologica e dottrina della trasmigrazione delle anime. In questo senso, Flammarion occupa una posizione intermedia: la sua opera non è ancora pienamente spiritista, ma si colloca in una zona di contatto tra divulgazione scientifica, spiritualismo diffuso e nuove forme di immaginazione religiosa.
La relazione di Semenenko documenta inoltre un atteggiamento non puramente repressivo da parte della Congregazione dell’Indice, capace di distinguere tra livelli diversi di rischio dottrinale e di tollerare, entro certi limiti, ipotesi ancora non definite sul piano della fede.
Fonti e bibliografia
Fonti archivistiche
- Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (ADDF), S.C. Indicis, Prot. 123 (1865–1869), n. 91, relazione di Piotr Semenenko su Camille Flammarion, 9 dicembre 1866.
Fonti primarie a stampa
- Flammarion, Camille. La pluralité des mondes habités: étude où l’on expose les conditions d’habitabilité des terres célestes. Paris, Didier, 1862.
Fonti accademiche
- Crowe, Michael J. The Extraterrestrial Life Debate, 1750–1900: The Idea of a Plurality of Worlds from Kant to Lowell. Mineola, NY, Dover, 1999.
- Wolf, Hubert, ed. Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814–1917. Paderborn, Schöningh, 2005.
Nota bene
Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.
Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]