Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Filippo De Angelis (Ascoli Piceno, 16 aprile 1792 - Fermo, 8 luglio 1877) è stato un cardinale, arcivescovo di Fermo e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio di Vincenzo e della marchesa Maria Alvitreti, studiò nel seminario di Ascoli Piceno e proseguì la propria formazione a Roma, frequentando l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici. Alla Sapienza conseguì il dottorato in diritto civile e canonico il 22 luglio 1818 e quello in filosofia e teologia il 25 settembre 1819. Nel 1823 divenne sottosegretario dei Memoriali e il 16 settembre 1824 prestò giuramento come referendario delle due Segnature.
Il 3 luglio 1826 fu nominato vescovo titolare di Leuca e il 24 luglio seguente vicario e visitatore apostolico della diocesi di Forlì. Promosso arcivescovo titolare di Cartagine il 15 marzo 1830, il 23 aprile fu destinato alla nunziatura in Svizzera. Vi rimase fino al 1839, affrontando i conflitti tra la Santa Sede e i governi cantonali sulle prerogative ecclesiastiche. La nomina a nunzio in Portogallo, intervenuta il 13 novembre 1832, non ebbe seguito a causa della crisi dei rapporti diplomatici con quel paese.
Il 15 febbraio 1838 fu nominato vescovo di Montefiascone e Corneto. Gregorio XVI lo creò cardinale in pectore il 13 settembre dello stesso anno, pubblicandone la nomina l'8 luglio 1839. L'11 luglio ricevette il titolo di San Bernardo alle Terme ed entrò nelle congregazioni di Propaganda Fide, del Concilio, dell'Immunità ecclesiastica e Concistoriale. Il 27 gennaio 1842 fu trasferito all'arcidiocesi di Fermo.
Di orientamento conservatore, guardò con diffidenza alle riforme dei primi anni del pontificato di Pio IX. Nel 1849 si oppose alla Repubblica romana e fu imprigionato nella fortezza di Ancona, dalla quale uscì dopo la riconquista austriaca della città.
Il 16 novembre 1854 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prestò giuramento come cardinale inquisitore il 22 novembre seguente. Rimase nella Congregazione fino alla morte.
Dopo l'occupazione piemontese delle Marche, il suo rifiuto di collaborare con le nuove autorità determinò l'arresto e la deportazione a Torino il 28 settembre 1860. Poté tornare a Fermo soltanto nel dicembre 1866. Il 20 settembre 1867 fu nominato camerlengo di Santa Romana Chiesa; nello stesso anno passò al titolo di San Lorenzo in Lucina.
Il 30 dicembre 1869 fu designato primo presidente del Concilio Vaticano I, succedendo al cardinale Karl August von Reisach. Pur appartenendo allo schieramento conservatore, nella conduzione dei lavori lasciò qualche spazio alle posizioni della minoranza contraria a una rapida definizione dell'infallibilità pontificia.
Morì a Fermo l'8 luglio 1877.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife. Recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Roma 2002, pp. 355-356.
- Giuseppe Monsagrati, De Angelis, Filippo, in DBI, vol. 33 (1987).
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 388-390.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]