Distretto inquisitoriale del Messico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Il distretto inquisitoriale del Messico fu la circoscrizione dell’Inquisizione spagnola competente per la Nuova Spagna, amministrata dal tribunale con sede a Città del Messico. L’istituzione del tribunale fu disposta nel 1569, le prime nomine risalirono al 1570 e l’insediamento avvenne nel 1571. Il tribunale rimase attivo, con l’interruzione determinata dalla soppressione del 1813, fino al 1820.

Dalle precedenti inquisizioni al tribunale permanente

Prima dell’istituzione del tribunale, la repressione religiosa nella Nuova Spagna era stata esercitata da missionari e vescovi investiti di poteri inquisitoriali. Queste esperienze, sviluppatesi fin dai primi decenni della conquista, vanno distinte dal Sant’Uffizio organizzato sul modello dei tribunali distrettuali spagnoli.

Il tribunale permanente fu inaugurato nel novembre 1571 sotto la guida di Pedro Moya de Contreras e dipendeva dall’inquisitore generale e dalla Suprema. Gli inquisitori erano assistiti dal fiscal, dai segretari e dagli altri ufficiali; una rete di commissari e familiari collegava la capitale ai centri del distretto. La circoscrizione comprendeva le aree delle Audiencias del Messico, della Nueva Galicia e del Guatemala e si estendeva anche alle Filippine, dove operavano rappresentanti del Sant’Uffizio messicano.

Gli indigeni furono esclusi dalla giurisdizione ordinaria del tribunale permanente in quanto neofiti. I procedimenti contro le loro pratiche religiose spettavano ad altre autorità ecclesiastiche. Il noto processo contro don Carlos di Texcoco, conclusosi con la sua esecuzione nel 1539, appartiene quindi alla precedente fase inquisitoriale episcopale e non all’attività della sede istituita nel 1571.

Attività e soppressione

La repressione dei cristiani nuovi accusati di giudaizzare segnò alcune delle fasi più intense dell’attività del tribunale. Alla fine del Cinquecento furono processati diversi membri della famiglia Carvajal; una nuova ondata di persecuzioni culminò nel grande auto da fé del 1649. Le inchieste coinvolsero reti familiari e commerciali che attraversavano i territori della monarchia e l’Atlantico.

Il Sant’Uffizio perseguì inoltre protestanti stranieri, proposizioni eterodosse, bigamia, pratiche magiche e sollecitazione in confessione e svolse un’importante attività di controllo librario. La documentazione restituisce una società coloniale composta da gruppi diversi per origine, condizione giuridica e posizione sociale, nella quale la denuncia poteva intrecciarsi a conflitti familiari, economici e di vicinato.

Il tribunale fu abolito nel 1813 e ripristinato nel 1815. La soppressione del 1820 ne segnò la cessazione definitiva, nel contesto della crisi della monarchia spagnola e del processo d’indipendenza messicano. Il fondo Inquisición dell’Archivo General de la Nación di Città del Messico conserva un vasto patrimonio documentario, comprendente anche materiali anteriori al tribunale permanente; altre fonti si trovano nell’Archivo Histórico Nacional di Madrid.

Cronotassi

Per il personale della sede si veda la Lista degli inquisitori del Messico.

Bibliografia

  • Rosalba Piazza, Messico, in DSI, vol. II, pp. 1037–1040.
  • Solange Alberro, Inquisición y sociedad en México, 1571–1700, Fondo de Cultura Económica, México 1988.
  • John F. Chuchiak IV (a cura di), The Inquisition in New Spain, 1536–1820. A Documentary History, Johns Hopkins University Press, Baltimore 2012.
  • Ricardo Escobar Quevedo, Inquisición y judaizantes en América española (siglos XVI–XVII), Editorial Universidad del Rosario, Bogotá 2008.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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