De Courte, Henriette-Marie

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Enrichetta (Henriette-Marie) de Courte Riario Sforza (1856–1922), nota nei documenti ecclesiastici come Henrica Maria Cassano Zunica, nata Riario Sforza, fu una nobildonna franco-italiana, testimone privilegiata di una singolare fase dei rapporti tra Chiesa cattolica, spiritismo e indagine sui fenomeni paranormali nella seconda metà dell’Ottocento. La sua figura è oggetto di interesse storiografico per la testimonianza resa nel processo di beatificazione di Pio IX, nella quale riferì il coinvolgimento diretto del pontefice in esperimenti di carattere spiritico e magnetico condotti sotto l’egida dell’arcivescovo di Rennes, Godefroy Brossays Saint-Marc.

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Origini familiari e formazione

Henriette-Marie-Thérèse-Béatrix-Isabelle-Julie de Courte nacque a Parigi il 9 ottobre 1856. Era figlia del conte bretone Jean-Baptiste-Marie de Courte (1801–1878), cattolico devoto e notabile locale, e di Elisabetta Riario Sforza (≈1823–≈1893), appartenente a una delle più influenti famiglie dell’aristocrazia napoletana, strettamente legata agli ambienti vaticani. Tra i suoi parenti figuravano il cardinale Sisto Riario Sforza, arcivescovo di Napoli e figura di primo piano del pontificato di Pio IX, e il cardinale Tommaso Riario Sforza. Cresciuta tra Francia e Italia in un ambiente aristocratico fortemente cattolico, Enrichetta ricevette un’educazione improntata alla disciplina religiosa e alla pratica della scrittura autobiografica: fin dall’infanzia, su impulso materno, tenne un diario quotidiano, elemento che ella stessa rivendicherà come fondamento della precisione dei suoi ricordi.

Pio IX e gli «esperimenti» sullo spiritismo

La notorietà storica di Enrichetta de Courte è legata alla deposizione resa tra il 1915 e il 1916 nell’ambito dei processi ordinari per la beatificazione di Pio IX. In tale testimonianza ella affermò di aver preso parte, all’età di sei-sette anni, a una serie di esperimenti di «spiritismo, magnetismo, illuminismo e subcoscienza» condotti dall’arcivescovo di Rennes Godefroy Brossays Saint-Marc (il quale nei detti «studii era versatissimo») su mandato diretto del pontefice (Positio, vol. 1, p. 797). Secondo la testimone, Pio IX avrebbe voluto verificare empiricamente la natura dei fenomeni spiritici, distinguendo tra cause naturali e preternaturali, nonché valutandone i pericoli morali e spirituali. Gli esperimenti – che includevano pratiche di table-turning – si sarebbero svolti in parte nella tenuta di famiglia dei de Courte, il castello della Bougatrière, a Saint M'Hervé, in Bretagna, e avrebbero coinvolto un piccolo gruppo di bambini, tra cui la stessa Enrichetta. In occasione di un’udienza privata, avvenuta tra il 1863 e il 1864 (nello stesso periodo in cui il Vaticano metteva all'Indice i principali autori spiritisti francesi) Pio IX avrebbe benedetto i bambini coinvolti, rassicurandoli sulla protezione della Madonna Immacolata e sottolineando il carattere ecclesiale dell’impresa. I risultati degli esperimenti sarebbero stati successivamente trasmessi al papa in forma di relazione scritta, consegnata dal padre di Enrichetta nel dicembre 1869, all’apertura del Concilio Vaticano I (Positio, vol. 1, p. 800)

Profezie, Sillabo e interpretazione apocalittica

Un elemento particolarmente rilevante della testimonianza riguarda presunte rivelazioni profetiche emerse durante le sedute, alcune delle quali sarebbero state interpretate retrospettivamente come anticipazioni della guerra franco-prussiana del 1870. Enrichetta collegò tali eventi a una lettura apocalittica della storia, incentrata sulla degenerazione morale dell’Europa moderna e sul rifiuto dei principi condannati nel Sillabo degli errori moderni (1864) di Pio IX, in particolare quelli relativi all’autonomia della legge umana dalla legge divina e alla giustificazione morale della violenza in nome della patria (Positio, vol. 1, pp. 800-801).

Attività successive

Secondo quanto riferito dalla stessa de Courte, il suo coinvolgimento nello studio dei fenomeni paranormali non si esaurì con la fine del pontificato di Pio IX. Negli anni successivi ella avrebbe continuato a occuparsi di casi di ossessione, ipnotismo e spiritismo, su richiesta di prelati francesi e britannici, e più tardi sotto il pontificato di Pio X, collaborando alla raccolta e classificazione di materiali su tali fenomeni.

Nel 1877 sposò Orazio Zunica, principe di Cassano; la coppia non ebbe figli. Morì a Roma nel 1922.

Ricezione e problemi storiografici

La deposizione di Enrichetta de Courte, pur essendo confluita integralmente nella Positio del processo di beatificazione di Pio IX, non fu utilizzata in senso polemico né dai sostenitori né dagli oppositori della causa, e non sembra aver suscitato particolare interesse negli ambienti curiali. Ciò nonostante, essa solleva interrogativi di grande rilievo sul rapporto tra autorità ecclesiastica, indagine empirica del paranormale e gestione istituzionale dell’eterodossia nel cattolicesimo ottocentesco.

Per lungo tempo trascurata dalla storiografia, la figura di Enrichetta de Courte emerge oggi come una fonte preziosa per comprendere le ambiguità, le tensioni e le strategie conoscitive con cui la Chiesa cattolica affrontò il fenomeno spiritista prima delle condanne ufficiali di fine secolo.

Bibliografia

Fonti archivistiche

  • Archivio del Dicastero delle Cause dei Santi, Sacra Rituum Congregatione, E.mo ac Rev.mo Domino Cardinali Friderico Tedeschini relatore. Positio super introductione causae beatificationis et canonizationis servi Dei Pii IX summi pontificis, 3 vols. Roma: Tipografia Guerra e Belli, 1954, vol. 1, pp. 797-814.

Fonti accademiche

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità, che intende presentare uno specifico campo culturale, che si delinea nel corso dell’Ottocento a cavallo tra medicina, religione, utopie politiche e nuove spiritualità. Le sue voci sono dedicate ad una serie di autori e movimenti, attivi a margine delle egemonie scientifiche e religiose occidentali, i quali, in continuità tra di loro e con frequenti richiami ad un bacino di idee e riferimenti comuni, operarono in una relazione di interscambio e conflitto con i saperi dominanti.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2025

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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