Dal Pozzo, Enrico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Enrico Ferdinando Dal Pozzo di Mombello (Torino, 1822 — 1892) fu un religioso barnabita e scienziato italiano, nato in seno alla nobiltà sabauda. Ordinato sacerdote e formatosi in teologia, coltivò parallelamente un interesse per la fisica, la chimica, la mineralogia e la filosofia naturale. Insegnò dapprima al Ginnasio pubblico di Livorno, poi si trasferì a Bologna e infine all'Università di Perugia, dove divenne professore di fisica sperimentale e, nel 1888, preside della Facoltà di Medicina.

Il magnetismo animale e le tavole giranti (1852—53)

Nel 1852, mentre insegnava a Livorno, Dal Pozzo pubblicò Il magnetismo animale considerato secondo le leggi della natura, nel quale sosteneva che il fluido magnetico emanava da un «etere universale» e permetteva all'anima di agire sul corpo attraverso la volontà. Estendendo le analogie fisiche al mondo vivente, attribuiva al magnetismo fenomeni come la simpatia e l'antipatia tra individui, il legame tra un cane e il suo padrone, e la capacità di certi soggetti di dominare altri attraverso la «fascinazione». L'argomento culminava nella celebrazione del «somnambulismo lucido» come rivelazione dell'anima:

Sublime spettacolo! Oh! Vengano i materialisti alla scuola del magnetismo, taglino e tormentino quel corpo magnetizzato; egli è cadavere, non sente, non reagisce! Ma pure: che cosa è questo essere che sente e parla, che veglia alla custodia di quel corpo, che scrutina il tuo stesso pensiero sì che tu non gli puoi nascondere l'arcano tuo, questo essere che tu non puoi tagliare e toccare, perché, essendo semplice, non è soggetto al composto? Esso è l'Anima.

L'anno seguente divenne probabilmente il primo sacerdote italiano a pubblicare sulle tavole giranti, sostenendo anche in questo caso una spiegazione naturalistica fondata sul magnetismo animale. Il Sant'Uffizio esaminò quest'ultimo volume nell'ottobre 1853: il commissario generale Giacinto de Ferrari ravvisò nel testo una pericolosa variante del concetto di anima mundi.

Il processo al Sant'Uffizio (1856—57)

Nell'aprile 1856 il Sant'Uffizio aprì un caso formale contro Dal Pozzo, nel frattempo trasferitosi a Bologna, accusandolo di essere «propagatore del mesmerismo in senso ereticale» e di disseminare «i medesimi errori nel gabinetto letterario con gravissimo scandalo». Le preoccupazioni teologiche si intrecciavano con quelle politiche: i documenti processuali lo ritraevano come entusiasta del magnetismo e frequentatore di ambienti progressisti. Il Sant'Uffizio decise di trasferirlo al collegio barnabita di Perugia, con l'ordine all'inquisitore locale e al vescovo di sorvegliarlo attentamente.

Nell'ottobre 1856 de Ferrari esaminò il volume sul magnetismo, rilevando ulteriori errori dottrinali. Oltre a trattare le «facoltà primitive» dell'anima nel somnambulismo, Dal Pozzo aveva avanzato una tesi ancora più sovversiva: che l'anima separata dal corpo dopo la morte compisse «in un attimo un pieno giudizio della passata sua vita; onde il giudizio futuro si farà dall’anima stessa, siccome chi si mira in uno specchio giudica da se dell’esterno suo», rendendo ipso facto superfluo il giudizio divino. Il 28 gennaio 1857 il Sant'Uffizio intimò a Dal Pozzo di ritrattare. Questi si conformò; il 4 maggio la Suprema archiviò il caso, concedendo l'assoluzione ad cautelam e imponendo tra le penitenze la pubblicazione su un giornale di una smentita di quanto aveva stampato sul magnetismo.

Rievocando l'episodio nel 1885, Dal Pozzo ricordò di aver ingaggiato un vivace scambio con uno dei suoi esaminatori, che lo aveva rimproverato per aver sostenuto che l'anima potesse prevedere naturalmente il futuro: «Ed io mi difesi dicendo che la stessa cosa era stata detta da S. Agostino: allora, confrontato il testo, l’inquisitore esclamò “ma qui S. Agostino ha sbagliato!” ed io di ripicco: “allora questo S. Uffizio condanni S. Agostino e non me, che ho seguito la dottrina di un dottore della Chiesa”».

La traiettoria successiva

Il processo segnò, secondo Dal Pozzo stesso, un punto di svolta personale: egli attribuì la propria assoluzione a «un colpo di fortuna». Negli anni seguenti continuò a sviluppare posizioni sempre più distanti dall'ortodossia cattolica. Le fonti divergono sulle circostanze del suo abbandono della vita religiosa — Maovaz e Romano (2009) parlano di dimissioni volontarie, Cigliana (2018) di scomunica — ma l'Annuario dell'Università di Perugia del 1893 riferisce che «la sincerità della sua coscienza lo costrinse ad abbandonare l'abito barnabita». Nel 1871 risulta Gran Maestro della loggia massonica perugina La Fermezza n. 1011, nell'ambito delle sue simpatie mazziniane e risorgimentali. Nel 1885 pubblicò un saggio su Giordano Bruno, e nel 1890 tenne all'Università di Perugia un ciclo di conferenze sul monismo, abbracciando esplicitamente una visione filosofica incompatibile con il dualismo cristiano.

Fonti e bibliografia

Fonti archivistiche

  • Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (ADDF), Sant'Uffizio, Censura librorum 1851-1856, n° 20 (esame del volume sulle tavole giranti, ottobre 1853); Censura librorum 1863, fasc. 6, n° 78 (processo, 1856-57).
  • ADDF, Sant'Uffizio, Minutari 45 (1856), ff. 221v-222r; Minutari 46 (1857), f. 117r.

Opere a stampa

  • Dal Pozzo, Enrico: Il magnetismo animale considerato secondo le leggi della natura, Siena: Carrozzi 1852.
  • Dal Pozzo, Enrico: Difesa dei tavoli e corpi semoventi e studi critici sperimentali sulle cause del loro moto, Livorno: Carrozzi 1853.
  • Dal Pozzo, Enrico: Nuove scoperte sui tavoli e corpi semoventi: : lezione dettata il 6 maggio 1853 agli scolari di fisica e chimica nelle pubbliche Scuole di S. Sebastiano in Livorno, Pisa: Carrozzi 1853.
  • Dal Pozzo, Enrico: Un capitolo di psicofisiologia; Giordano Bruno, Foligno: P. Sgariglia 1885.
  • Dal Pozzo, Enrico: Il monismo: conferenze tenute nell'Università di Perugia nel maggio 1889, Città di Castello: Tip. dello Stab. S. Lapi 1890.

Fonti accademiche

  • Francesco Baroni, «Magic Revived: Theological Controversies Surrounding Animal Magnetism in Italy (1838-1858)», in Esoteric Catholicism / Esoterischer Katholizismus, a cura di Viktoria Vitanova-Kerber e Helmut Zander, Berlin-Boston: De Gruyter Oldenbourg, 2025, pp. 243–276.
  • Simona Cigliana, Due secoli di fantasmi, Roma: Edizioni Mediterranee 2018.
  • Marco Maovaz e Bruno Romano, «Il dibattito tra evoluzionisti e antievoluzionisti nell'Università di Perugia», Diomede. Rivista di cultura e politica dell'Umbria 13 (2009), pp. 57-65.
  • Giampaolo Sanchini, «Enrico Dal Pozzo di Mombello», Scientia, n. 1 (giugno 2025), https://doi.org/10.61010/2974-9433-202501-10.

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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