Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Castruccio Castracane degli Antelminelli (Urbino, 21 settembre 1779 - Roma, 22 febbraio 1852) è stato un cardinale e uomo di Curia, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio e penitenziere maggiore.
Appartenente a un ramo marchigiano dell'antica famiglia lucchese dei Castracane degli Antelminelli, si formò presso il collegio dei Piaristi di Urbino, il Seminario Romano e l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici.
Dopo la Restaurazione intraprese la carriera curiale. Nel 1816 divenne referendario delle Segnature e giudice della Fabbrica di San Pietro; dal 1820 fu segretario ed economo della stessa Fabbrica.
Nel 1825 fu nominato segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari e nel 1828 segretario di Propaganda Fide. Il 26 dicembre 1828 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Gregorio XVI lo creò cardinale il 15 aprile 1833. Nello stesso anno entrò nelle Congregazioni di Propaganda Fide, degli Affari Ecclesiastici Straordinari, del Concilio e della Fabbrica di San Pietro. Nel dicembre 1834 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e Sacre Reliquie.
Il 29 febbraio 1836 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 9 marzo giurò come cardinale inquisitore.
Nel 1837 divenne pro-segretario dei Memoriali e nel 1839 penitenziere maggiore. Nel 1844 fu promosso cardinale vescovo di Palestrina.
Castracane ebbe rapporti significativi con Antonio Rosmini. Negli anni Trenta favorì l'esame e l'approvazione dell'Istituto della Carità e nel 1848 fu incaricato da Pio IX di comunicare a Rosmini l'intenzione del pontefice di elevarlo al cardinalato. Questi rapporti mostrano un profilo meno rigidamente schierato rispetto agli ambienti più ostili al roveretano.
Durante la crisi del 1848-49 seguì la causa pontificia e dal novembre 1848 presiedette la Commissione di Governo istituita durante l'assenza di Pio IX da Roma. Nel 1851 entrò nella commissione preparatoria per la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione.
Morì a Roma il 22 febbraio 1852.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 343-344.
- Luciano Malusa, I documenti di una condanna tra le passioni del Risorgimento ed i fraintendimenti ecclesiali, in Luciano Malusa (a cura di), Antonio Rosmini e la Congregazione dell'Indice. Il decreto del 30 maggio 1849, la sua genesi ed i suoi echi, Stresa 1999, pp. XIII-CVIII.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 289-292.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]