Odescalchi, Carlo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Carlo Odescalchi (Roma, 5 marzo 1785 - Modena, 17 agosto 1841) è stato un cardinale, vescovo e uomo di Curia, membro della Congregazione del Sant'Uffizio; rinunciò successivamente al cardinalato per entrare nella Compagnia di Gesù.

Figlio del principe Baldassarre Odescalchi, apparteneva alla famiglia romana dalla quale era provenuto papa Innocenzo XI. Durante l'occupazione francese di Roma seguì la famiglia nell'esilio. Tornato a Roma, studiò al Collegio Romano e alla Sapienza, conseguendo il dottorato in utroque iure nel 1809. Era stato ordinato sacerdote il 31 dicembre 1808.

Dopo la Restaurazione intraprese una rapida carriera curiale. Già intenzionato a entrare nella Compagnia di Gesù, dovette rinviare tale progetto per l'opposizione della famiglia. Nel 1820 divenne uditore del papa.

Pio VII lo creò cardinale il 10 marzo 1823 e contemporaneamente lo nominò vescovo di Ferrara. Nel 1826 rinunciò alla diocesi e divenne prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari.

Odescalchi apparteneva alla corrente degli zelanti e partecipò attivamente ai conclavi della Restaurazione. Prima del marzo 1831 entrò anche nella Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari.

Il 3 luglio 1831 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 13 luglio giurò come cardinale inquisitore.

Nel 1833 divenne vicecancelliere di Santa Romana Chiesa e cardinale vescovo di Sabina; nel 1834 fu nominato vicario generale di Roma.

Desideroso da tempo di abbandonare gli incarichi curiali e di entrare nella Compagnia di Gesù, ottenne infine da Gregorio XVI di rinunciare al cardinalato e a tutti gli uffici il 30 novembre 1838. L'8 dicembre entrò nel noviziato gesuitico di Verona e il 2 febbraio 1840 pronunciò la professione religiosa. Negli ultimi anni svolse attività di predicazione e missione popolare nell'Italia settentrionale.

Morì a Modena il 17 agosto 1841.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 433-435.
  • MORONI, vol. XLVIII (1848), pp. 270-276.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1064-1066.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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