Caselli, Carlo Francesco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Carlo Francesco Caselli (Castellazzo Bormida, 20 ottobre 1740 - Parma, 20 aprile 1828) è stato un cardinale, religioso servita e vescovo di Parma, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio e membro della Congregazione dell'Indice.

Entrato nell'Ordine dei Servi di Maria a Bologna nel 1755, fu ordinato sacerdote il 24 settembre 1763 e conseguì nel 1769 il magistero in teologia presso il collegio romano di San Marcello. Insegnò negli studi dell'Ordine a Reggio Emilia, Torino, Firenze e Roma.

Nel 1781 divenne segretario generale dei Serviti, nel 1784 provinciale della provincia lombarda, nel 1786 vicario e visitatore generale in Lombardia e quindi procuratore generale dell'Ordine. Il 26 maggio 1792 fu eletto priore generale, incarico che mantenne fino al 1798. Fu inoltre consultore della Congregazione dei Riti.

Il 30 ottobre 1795 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e l'11 novembre successivo assunse formalmente l'incarico mediante giuramento.

Nel 1800 fu scelto come consigliere e teologo dell'arcivescovo Giuseppe Spina nelle trattative di Vercelli e poi di Parigi che prepararono il Concordato del 1801 tra la Santa Sede e la Francia. Partecipò direttamente ai negoziati, mostrando una notevole disponibilità alla mediazione sulle questioni ritenute compatibili con la dottrina cattolica.

Pio VII lo creò cardinale in pectore il 23 febbraio 1801, pubblicandone la nomina il 9 agosto 1802. Il 29 marzo 1802 era stato nominato arcivescovo titolare di Side.

Il 14 settembre 1802 fu nominato membro della Congregazione dell'Indice e, nello stesso giorno, delle Congregazioni della Disciplina Regolare, dei Vescovi e Regolari e dell'Esame dei Vescovi in teologia. Il 28 marzo 1803 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, assumendo formalmente l'incarico giurando come cardinale inquisitore il 4 aprile.

Il 28 maggio 1804 fu nominato vescovo di Parma. Nel dicembre dello stesso anno partecipò a Parigi all'incoronazione imperiale di Napoleone. Durante l'età napoleonica mantenne una linea generalmente conciliante verso il nuovo regime e promosse l'adeguamento della diocesi alle trasformazioni amministrative e istituzionali, pur opponendosi alle ingerenze che riteneva lesive dell'autorità episcopale e dei diritti della Chiesa.

Nel 1810 partecipò, come uno dei cosiddetti «cardinali rossi», alle cerimonie per il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Asburgo. La sua posizione nei confronti dell'Impero divenne tuttavia progressivamente più critica. Al concilio nazionale di Parigi del 1811 sostenne la necessità di restituire libertà a Pio VII prima di procedere alla soluzione delle controversie ecclesiastiche, provocando la dura reazione di Napoleone.

Dopo la Restaurazione rimase prevalentemente nella diocesi di Parma, mantenendo un atteggiamento moderato e collaborando con il governo di Maria Luisa d'Asburgo. Partecipò al conclave del 1823, nel quale raccolse alcuni voti e rimase vicino alla linea moderata di Ercole Consalvi.

Morì a Parma il 20 aprile 1828 e fu sepolto nella cattedrale cittadina.

Bibliografia

  • Vincenzo Benassi, La formazione culturale del card. C. F. Caselli (1740-1828), in "Studi Storici dell'Ordine dei Servi di Maria", 30, 1980, pp. 139-203.
  • Stanislao da Campagnola, Caselli, Carlo Francesco, in DBI, vol. 21 (1978).
  • MORONI, vol. X (1841), pp. 139-140.
  • Carlo Piola Caselli, Il cardinale Carlo Francesco Caselli nel periodo servita, napoleonico, e di Maria Luigia, in "Rivista storica svizzera", 26, 1976, pp. 33-86.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 280-283.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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