Brossays Saint Marc, Godefroy

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Godefroy Brossays Saint-Marc (1803–1878) fu una figura di primo piano dell’episcopato francese del secondo Ottocento. Ordinato sacerdote nel 1831, ebbe una rapida carriera ecclesiastica: canonico onorario della cattedrale di Rennes nello stesso anno, vicario generale nel 1835, vescovo di Rennes nel 1841. Nel 1859, in seguito alla riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche francesi, divenne il primo arcivescovo della nuova provincia ecclesiastica di Rennes, affrancata dalla dipendenza da Tours. Nel 1877 fu creato cardinale da Pio IX; morì nel febbraio 1878, poche settimane dopo il pontefice.

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Profilo ecclesiastico e orientamento politico-religioso

Negli anni Quaranta e Cinquanta Brossays Saint-Marc mantenne posizioni relativamente moderate, in sintonia con ambienti cattolici di orientamento orleanista. Dopo il 1860, tuttavia, operò una netta svolta in senso ultramontano, schierandosi a favore di una rigorosa sottomissione all’autorità pontificia. Difese il potere temporale della Chiesa, sostenne l’uniformazione liturgica secondo il modello romano, denunciò la secolarizzazione della società francese e, durante il Concilio Vaticano I, appoggiò il dogma dell’infallibilità papale. I suoi rapporti con la Santa Sede furono strettissimi, come attestano i frequenti contatti con Pio IX, i viaggi a Roma e le ingenti donazioni inviate al Vaticano (Libeau 1994).

Interesse per i fenomeni paranormali e «rapporti episcopali»

Un tratto meno noto ma documentato della sua attività è l’interesse diretto per i fenomeni paranormali, in particolare per le tavole giranti. Tra il 1853 e il 1854 Brossays Saint-Marc redasse due rapporti ufficiali, conservati negli atti amministrativi del vescovado di Rennes, nei quali descrive sedute di table-turning da lui stesso supervisionate. In questi testi il vescovo afferma di aver agito «non per curiosità», ma per poter fornire ai fedeli una guida di coscienza. Nel luglio 1853 partecipò a una seduta con dodici persone, tra cui cinque adolescenti, durante la quale un tavolino a tre gambe avrebbe manifestato movimenti autonomi e risposto a domande, talora su fatti presenti, talora su contenuti ignoti agli astanti. Dopo aver verificato la reazione del tavolo alla presenza di oggetti benedetti e al segno della croce, Brossays Saint-Marc concluse che i fenomeni non potevano essere spiegati in termini puramente naturali e che rimandavano all’azione di uno spirito maligno, osservando che tali esperienze rafforzavano la fede e costituivano una confutazione empirica del materialismo. Nel 1854 intervenne su richiesta di una fedele che affermava di comunicare con un arcangelo tramite una tavola parlante. Anche in questo caso il vescovo presiedette personalmente una seduta nel palazzo episcopale; nonostante l’apparente ortodossia teologica dei messaggi ricevuti, concluse che l’entità evocata fosse uno «spirito delle tenebre» travestito da angelo di luce e proibì alla donna di proseguire la pratica (Libeau 1994, pp. 267-268).

Gli «esperimenti» commissionati da Pio IX (1863–1869)

Secondo una testimonianza raccolta nel processo di beatificazione di Pio IX (vedi qui), tra il 1863 e il 1864 il pontefice avrebbe affidato a Brossays Saint-Marc, in forma riservata, una serie di «esperimenti» sullo spiritismo, sul magnetismo e sulla subcoscienza, con l’obiettivo di distinguere la parte naturale da un eventuale intervento preternaturale e di valutare i rischi morali e spirituali di tali pratiche. Tali esperienze avrebbero coinvolto anche bambini e si sarebbero svolte, almeno in parte, nella tenuta di campagna della famiglia de Courte, in Bretagna, mediante pratiche di table-turning. Una relazione su questi esperimenti, consegnata a Pio IX nel dicembre 1869, conteneva anche presunte rivelazioni profetiche, successivamente interpretate in chiave apocalittica e collegate a proposizioni del Syllabus (1864). L’atteggiamento attribuito al pontefice, secondo la testimonianza, non fu di adesione acritica né di rifiuto immediato, ma di esame prudente, ispirato al principio paolino della probatio spirituum.

Significato storico

Il caso di Brossays Saint-Marc mostra che, nel cattolicesimo ottocentesco, l’approccio ai fenomeni spiritici e magnetici non si limitò a una condanna astratta, ma poté includere forme di indagine empirica diretta, condotte da figure di alto rango ecclesiastico e persino incoraggiate dal pontefice. La sua traiettoria evidenzia inoltre la compresenza, nello stesso prelato, di un ultramontanismo politico-dottrinale rigoroso e di un interesse pratico per i fenomeni paranormali, gestiti come terreno di discernimento e di controllo pastorale.

Bibliografia

Fonti archivistiche

  • Archives Départementales d’Ille-et-Vilaine, Rennes, 6, V, 117, Registre contenant les mandements, les circulaires, les ordonnances et autres actes administratifs, vol. 12, 1848-1856, pp. 223-225 e pp. 317-318.
  • Archivio del Dicastero delle Cause dei Santi, Sacra Rituum Congregatione, E.mo ac Rev.mo Domino Cardinali Friderico Tedeschini relatore. Positio super introductione causae beatificationis et canonizationis servi Dei Pii IX summi pontificis, 3 vols. Roma: Tipografia Guerra e Belli, 1954, vol. 1, pp. 797-814.

Fonti accademiche

  • Christophe Libeau, Godefroy, cardinal Brossays Saint-Marc (1803–1878). Ambitions et limites de l’Église catholique en Ille-et-Vilaine au XIXe siècle, Alpha Societas, Bourg-des-Comptes 1994.
  • Francesco Baroni, The Vatican’s Mediums: The Strange Case of Pope Pius IX and the Spiritualistic Experiences of the Archbishop of Rennes, in "Religion", 55/1, pp. 369–392.

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità, che intende presentare uno specifico campo culturale, che si delinea nel corso dell’Ottocento a cavallo tra medicina, religione, utopie politiche e nuove spiritualità. Le sue voci sono dedicate ad una serie di autori e movimenti, attivi a margine delle egemonie scientifiche e religiose occidentali, i quali, in continuità tra di loro e con frequenti richiami ad un bacino di idee e riferimenti comuni, operarono in una relazione di interscambio e conflitto con i saperi dominanti.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2025

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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