Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Benito Arias Montano (Fregenal de la Sierra, 1525-1527 circa – Siviglia, 6 luglio 1598) fu un umanista, biblista e religioso spagnolo dell’Ordine di Santiago. Cappellano e consigliere di Filippo II, diresse la Bibbia poliglotta di Anversa e contribuì alla formazione e all’ordinamento della biblioteca dell’Escorial. La sua vicenda occupa un posto rilevante nella storia dei rapporti tra filologia, dissenso religioso e censura: collaboratore delle istituzioni incaricate del controllo dei libri, difese al tempo stesso un metodo di studio della Scrittura che suscitò ripetute contestazioni, mentre i suoi legami con gli ambienti spiritualisti dei Paesi Bassi alimentarono sospetti sulla sua ortodossia.
Formazione e servizio alla Monarchia
La nascita viene tradizionalmente collocata nel 1527, ma la documentazione disponibile non consente di stabilirne con certezza l’anno. Formatosi a Siviglia e quindi ad Alcalá de Henares, Montano affiancò agli studi teologici una preparazione linguistica imperniata sul latino, sul greco e sull’ebraico. L’insegnamento di Cipriano de la Huerga e la frequentazione degli ambienti del biblismo universitario contribuirono a indirizzarlo verso un’esegesi fondata sulla conoscenza delle lingue della Scrittura. A questa formazione si collegarono i rapporti con Luis de León, destinati a protrarsi negli anni delle controversie inquisitoriali.
Entrato nell’Ordine di Santiago nel 1560, partecipò nel 1562-1563 all’ultima fase del Concilio di Trento al seguito di Martín Pérez de Ayala, vescovo di Segovia, intervenendo nelle discussioni sulla comunione sotto le due specie e sul matrimonio. Il successivo inserimento al servizio di Filippo II gli assicurò incarichi, risorse e una protezione politica decisiva per lo svolgimento della sua attività intellettuale.
Nel 1568 il sovrano lo inviò ad Anversa per sovrintendere alla nuova Bibbia poliglotta progettata da Christophe Plantin. Il soggiorno nei Paesi Bassi lo collocò al centro di una rete europea di eruditi, stampatori, mercanti e funzionari. All’incarico editoriale si aggiunsero l’acquisto di libri e manoscritti per l’Escorial, la consulenza alla corona e il coordinamento di iniziative legate alla produzione dei libri liturgici. L’amicizia con Plantin, documentata da un ampio carteggio, sopravvisse alla conclusione della Poliglotta e costituì uno dei principali canali di collegamento fra gli ambienti umanistici spagnoli e quelli fiamminghi.
La Bibbia poliglotta e le controversie inquisitoriali
La Biblia regia, realizzata nell’officina plantiniana fra il 1568 e il 1572, riprendeva e ampliava il progetto della Poliglotta complutense promossa dal cardinale Francisco Jiménez de Cisneros. L’opera comprendeva otto volumi: cinque dedicati ai testi biblici e tre all’Apparatus, con strumenti linguistici, traduzioni e trattati destinati a chiarire il contesto storico, geografico e culturale della Scrittura. Alla sua preparazione concorsero, fra gli altri, Andreas Masius, Guy Le Fèvre de La Boderie e Franciscus Raphelengius. Il confronto tra ebraico, greco, latino, aramaico e siriaco conferiva all’impresa un rilievo che oltrepassava la riproduzione delle precedenti edizioni.
La questione più delicata riguardava il rapporto fra l’autorità ecclesiastica della Vulgata e l’esame dei testi nelle lingue originali. Montano riconosceva il valore della versione latina accolta dalla Chiesa, ma riteneva indispensabile confrontarla con le altre testimonianze e ricorrere alla tradizione ebraica per comprenderne i passi difficili. Nell’Apparatus trovò quindi spazio la traduzione latina di Sante Pagnini, sottoposta a revisione per renderla più aderente al testo ebraico. Si poneva così il problema di quanto l’autenticità riconosciuta alla Vulgata dal Concilio di Trento limitasse l’intervento del filologo.
Le obiezioni investirono sia l’impiego delle fonti ebraiche sia alcuni scritti esegetici dello stesso Montano, fra i quali il Liber Ioseph sive de arcano sermone. La ricerca dell’approvazione pontificia richiese trattative e soggiorni a Roma: le difficoltà incontrate sotto Pio V non furono interamente superate dall’autorizzazione ottenuta nel 1572 sotto Gregorio XIII. Nel 1575 tornarono in discussione soprattutto i volumi dell’Apparatus. Il prestigio di Filippo II e il suo coinvolgimento nell’impresa contribuirono a impedire che le riserve teologiche si traducessero in una condanna complessiva dell’edizione.
In Spagna la controversia si intrecciò con i procedimenti avviati nel 1572 contro i biblisti di Salamanca, fra i quali Luis de León, Gaspar de Grajal e Martín Martínez de Cantalapiedra. León de Castro, protagonista dell’offensiva contro gli ebraisti salmantini, attaccò anche Montano, accusandolo di attribuire un credito eccessivo alla tradizione testuale ebraica. Durante il processo a Luis de León furono inoltre esaminati scritti e letture riconducibili all’amico. La difesa della Poliglotta coinvolgeva pertanto la reputazione religiosa del suo curatore, oltre alla legittimità del suo metodo.
L’opposizione non rimase circoscritta alla penisola iberica. Il vescovo di Roermond, Wilhelmus Lindanus, contestò le posizioni di Montano sull’attendibilità dei testi ebraici, cercò di comprometterne il credito presso il sovrano e raccolse pareri teologici contrari ai suoi scritti. La documentazione epistolare ha permesso di accertare anche i suoi collegamenti con León de Castro: gli attacchi alla Poliglotta si svilupparono attraverso una rete di interlocutori attivi fra Spagna e Paesi Bassi.
La valutazione affidata dalla Suprema dell’Inquisizione spagnola al gesuita Juan de Mariana approdò nel 1577 a un giudizio che, pur rilevando difetti e formulando riserve, non avallava la condanna richiesta dagli avversari. A questa fase appartiene la Defensión y respuesta di Montano sulla traduzione latina letterale dell’ebraico, edita criticamente nel 2019 con il titolo Apología de la Biblia Regia. Il documento consente di ricostruire le argomentazioni con cui egli sostenne la compatibilità fra il proprio lavoro e l’ortodossia cattolica. Le nuove contestazioni emerse a Siviglia nel 1579 non rovesciarono l’esito favorevole della controversia.
Censura e spiritualità
Montano non fu estraneo al sistema di controllo della cultura che minacciava i suoi studi. Nei Paesi Bassi collaborò alla preparazione degli indici dei libri proibiti e all’Index expurgatorius del 1571, sotto l’autorità del duca d’Alba. L’espurgazione permetteva di conservare la circolazione di opere ritenute utili, imponendo la cancellazione o la correzione dei passi censurati. Il suo coinvolgimento mostra come la difesa dell’erudizione potesse accompagnarsi all’accettazione di una disciplina religiosa della lettura: la tutela degli studi non implicava, per Montano, il rifiuto dell’apparato censorio.
Più difficili da definire sono i confini della sua esperienza spirituale. La frequentazione di Plantin lo avvicinò agli ambienti legati alla Familia Caritatis di Hendrik Niclaes e, soprattutto, a Hendrik Jansen van Barrefelt, detto Hiël. Non è dimostrata una sua formale adesione al movimento di Niclaes, le cui opere furono peraltro colpite dalla censura alla quale Montano collaborava. Sono invece documentati l’interesse per gli scritti di Hiël e il ricorso a modalità riservate di comunicazione per procurarseli.
Questi rapporti rinviano a una religiosità che privilegiava la trasformazione interiore del credente e la carità rispetto alle controversie confessionali. Nel Dictatum christianum, pubblicato da Plantin nel 1575, l’insegnamento cristiano era ricondotto alla condotta del discepolo di Cristo e al perfezionamento della vita religiosa. Le consonanze con lo spiritualismo fiammingo aiutano a comprenderne l’orizzonte, senza autorizzare a ricondurre ogni aspetto della sua produzione a un’appartenenza settaria o a considerare meramente fittizia la sua identità cattolica.
Un altro possibile collegamento con il dissenso religioso europeo riguarda il manoscritto italiano che Montano aveva fatto conoscere a Luis de León e che quest’ultimo dichiarò agli inquisitori di aver denunciato e distrutto. Adriano Prosperi ne ha proposto l’identificazione con il perduto Libro grande di Giorgio Siculo. L’ipotesi è significativa per lo studio della circolazione delle idee fra Italia e Spagna, ma non costituisce un’identificazione documentariamente acquisita.
L’Escorial e gli ultimi anni
Rientrato in Spagna nel 1576, Montano raggiunse l’Escorial nel 1577. Vi operò in diversi periodi fino al 1592, occupandosi dell’organizzazione della biblioteca e della formazione di una raccolta aperta alle lingue e alle tradizioni del mondo mediterraneo. All’acquisizione e alla catalogazione dei manoscritti affiancò l’insegnamento biblico e linguistico ai geronimiani. La biblioteca regia divenne così anche un luogo di trasmissione del suo metodo esegetico e delle sue letture.
L’influenza esercitata su José de Sigüenza riemerse nel processo inquisitoriale cui quest’ultimo fu sottoposto nel 1592. Le indagini, concluse con l’assoluzione del religioso, investirono anche il magistero di Montano e le forme di conoscenza spirituale attribuitegli dai discepoli. La protezione monarchica continuò a offrirgli un importante sostegno, ma non eliminò le diffidenze suscitate dal suo insegnamento.
Alle permanenze all’Escorial alternò soggiorni nel ritiro della Peña de Aracena e a Siviglia. Alla fine del 1592 divenne priore del convento di Santiago de la Espada, incarico mantenuto fino al 1595. Negli ultimi anni proseguì gli studi e conservò stretti rapporti con gli ambienti mercantili sivigliani di ascendenza conversa. Tali legami, ricostruiti attraverso la documentazione patrimoniale e testamentaria, vanno distinti dalle accuse di origine ebraica rivolte contro di lui: attestano relazioni personali e sociali, senza risolvere automaticamente la questione della sua genealogia.
Intervenne inoltre nella controversia sui presunti reperti cristiani antichi di Granada, mettendone in discussione l’autenticità attraverso l’esame delle incongruenze linguistiche e storiche. Anche in questa occasione il giudizio dell’erudito entrò in tensione con aspettative devozionali e interessi ecclesiastici. Morì a Siviglia il 6 luglio 1598.
La sua eredità intellettuale fu raccolta, fra gli altri, da Pedro de Valencia, che ne curò la memoria e difese gli scritti. La ricezione rimase tuttavia controversa: l’indice espurgatorio romano del 1607 e quello spagnolo del 1612 prescrissero interventi su sue opere. Si trattò di provvedimenti di espurgazione, da non confondere con un divieto indistinto dell’intera produzione. La loro storia prolungò oltre la morte dell’autore il conflitto fra autorità del testo ecclesiastico, competenza filologica e controllo dell’interpretazione.
Scritti ed edizioni
La produzione di Montano comprende opere esegetiche, trattati spirituali, poesia latina e studi sulle antichità bibliche. Accanto alla direzione della Biblia regia e ai contributi raccolti nel suo Apparatus, fra i quali il Liber Ioseph sive de arcano sermone e l’Exemplar sive de sacris fabricis liber, si collocano i commenti ai dodici profeti minori, ai Vangeli, agli scritti apostolici, a Giosuè e ai Giudici. Gli Humanae salutis monumenta associano poesia latina e immagini nella rappresentazione della storia della salvezza; il Dictatum christianum espone un programma di formazione religiosa fondato sulla condotta del discepolo di Cristo.
Il Liber generationis et regenerationis Adam sive de historia generis humani costituisce la prima parte, designata come Anima, del progetto dell’Opus magnum e tratta la generazione dell’uomo in Adamo e la sua rigenerazione in Cristo. La Naturae historia, pubblicata postuma nel 1601, appartiene invece alla sezione dedicata al Corpus e affronta la creazione e l’ordinamento del mondo naturale alla luce della Scrittura. Le due opere rappresentano pertanto parti distinte di un medesimo progetto di sintesi del sapere.
Principali edizioni antiche
- Biblia sacra Hebraice, Chaldaice, Graece et Latine, Philippi II regis catholici pietate et studio ad sacrosanctae Ecclesiae usum, sotto la direzione di Benito Arias Montano, Christophe Plantin, Anversa 1569-1572, 8 voll.
- Commentaria in duodecim prophetas, Christophe Plantin, Anversa 1571.
- Humanae salutis monumenta, Christophe Plantin, Anversa 1571.
- Dictatum christianum sive communes et aptae discipulorum Christi omnium partes, Christophe Plantin, Anversa 1575.
- Elucidationes in quatuor Evangelia, Matthaei, Marci, Lucae et Iohannis, quibus accedunt eiusdem elucidationes in Acta Apostolorum, Christophe Plantin, Anversa 1575.
- De optimo imperio sive in librum Iosuae commentarium, Christophe Plantin, Anversa 1583.
- Elucidationes in omnia sanctorum Apostolorum scripta. Eiusdem in S. Ioannis Apostoli et Evangelistae Apocalypsin significationes, Christophe Plantin, Anversa 1588.
- De varia republica sive commentaria in librum Iudicum, Officina Plantiniana, vedova di Christophe Plantin e Jan Moretus, Anversa 1592.
- Liber generationis et regenerationis Adam sive de historia generis humani. Operis magni pars prima, id est, Anima, Officina Plantiniana, vedova di Christophe Plantin e Jan Moretus, Anversa 1593.
- Hymni et secula, Officina Plantiniana, vedova di Christophe Plantin e Jan Moretus, Anversa 1593.
- Naturae historia, prima in magni operis corpore pars, Officina Plantiniana, Jan Moretus, Anversa 1601.
Edizioni moderne e carteggi
- Dictatum christianum, edizione e studio introduttivo di Daniele Domenichini, Giardini, Pisa 1984.
- Correspondencia conservada en el Museo Plantin-Moretus de Amberes, studio introduttivo, edizione critica, traduzione annotata e indici di Antonio Dávila Pérez, Instituto de Estudios Humanísticos – Laberinto – CSIC, Alcañiz-Madrid 2002, 2 voll.
- Correspondencia, a cura di Juan Francisco Domínguez Domínguez, vol. I, 1560-1570, Ediciones Clásicas, Madrid 2017.
- Apología de la Biblia Regia, edizione critica, introduzione e note di Antonio Dávila Pérez, Instituto de Estudios Humanísticos – Centro de Estudos Clássicos, Alcañiz-Lisbona 2019.
- Correspondencia, a cura di Juan Francisco Domínguez Domínguez, vol. II, 1571-1572, Ediciones Clásicas, Madrid 2022.
L’Apología de la Biblia Regia è il titolo dell’edizione moderna della Defensión y respuesta de la traslación latina ad verbum del hebreo que está en el segundo tomo del Sacro Aparato de la Biblia Real, pubblicata insieme a due testi latini connessi alla medesima controversia. Si tratta di uno scritto difensivo legato all’esame inquisitoriale della Poliglotta del 1577, rimasto manoscritto fino all’edizione del 2019. Per il carteggio, ai volumi a stampa si affianca il progetto CoBAM – La correspondencia de Benito Arias Montano. Edición crítica digital.
Bibliografia
- Antonio Dávila Pérez, «Regnavit a ligno Deus. Affirmat Arias Montanus; negat Lindanus». Revisión de la polémica Benito Arias Montano-Wilhelmus Lindanus a la luz de nuevos documentos, in «Humanistica Lovaniensia», 58, 2009, pp. 125-189.
- Daniele Domenichini, Quattro inediti di Benito Arias Montano sulla questione sacromontana (1596-1598), in «Anales de Literatura Española», 5, 1986-1987, pp. 51-66.
- Juan Gil, Arias Montano en su entorno. Bienes y herederos, Editora Regional de Extremadura, Mérida 1998.
- Luis Gómez Canseco (a cura di), Anatomía del Humanismo. Benito Arias Montano, 1598-1998. Homenaje al profesor Melquíades Andrés Martín, Universidad de Huelva, Huelva 1998.
- J. A. Jones, Las advertencias de Pedro de Valencia y Juan Ramírez acerca de la impresión de la «paraphrasis chaldaica» de la «Biblia Regia», in «Bulletin hispanique», 84, 3-4, 1982, pp. 328-346.
- Baldomero Macías Rosendo, La Biblia Políglota de Amberes en la correspondencia de Benito Arias Montano (Ms. Estoc. A 902), Universidad de Huelva, Huelva 1998.
- Baldomero Macías Rosendo, El ocaso del reinado de Felipe II visto por un confidente de Arias Montano, in «Estudios Humanísticos. Historia», 9, 2010, pp. 51-72.
- Stefania Pastore, Arias Montano, Benito, in Dizionario storico dell’Inquisizione, diretto da Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi, vol. I, Edizioni della Normale, Pisa 2010, pp. 95-97.
- Ben Rekers, Benito Arias Montano (1527-1598), The Warburg Institute, University of London, London 1972.
Collegamenti esterni
- La correspondencia de Benito Arias Montano. Edición crítica digital (CoBAM).
- La Biblia Regia, Biblioteca Histórica della Universidad Complutense de Madrid.
- Edizione dell’Apología de la Biblia Regia nel deposito istituzionale dell’Universidad de Cádiz.
Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]